
Sul ciglio di pietra veglio silente,
tra boschi di rame e verdi correnti.
Rama dorme sotto veli di mito,
io ne custodisco il respiro infinito.
Col bastone segno i confini del tempo,
là dove l’uomo vede soltanto vento.
Ma chi ascolta il cuore e l’eco dei monti,
scoprirà la città che vive nei racconti.
Io sono il guardiano, antico e severo,
ombra di luce, custode sincero.
E finché il cielo vestirà queste valli,
Rama vivrà tra i sussurri immortali. Marius
Settembre avanza con grazia, come un vecchio amico che bussa piano alla porta. Le giornate si fanno più brevi ma sono ancora piene di luce dorata: la stagione dei bilanci si avvicina, ma oggi l’aria porta energia nuova e un pizzico di avventura. È il momento in cui ci sentiamo sospesi tra ordine e fantasia, con la voglia di lasciarci sorprendere dal mondo.
✨ Situazione astrale ed effemeridi del giorno
Il Sole oggi brilla nel segno della Vergine a 21°29’, preciso come un maestro artigiano. La Luna si trova in Sagittario a 20°39’, e questo ci regala entusiasmo e desiderio di muoverci, magari anche solo per cambiare prospettiva.
Mercurio è anch’esso in Vergine (21°52’), e non è retrogrado: parola e pensiero sono limpidi, seppure un po’ troppo pignoli.
Venere danza tra il calore del Leone, accendendo passioni teatrali e sorrisi generosi.
Marte viaggia in Cancro, spingendo ad agire con delicatezza e istinto protettivo.
Giove in Gemelli moltiplica le idee, e Saturno in Pesci ricorda che non tutto è possibile subito, ma quasi tutto è realizzabile con pazienza.
Urano in Toro continua a smuovere le fondamenta, mentre Nettuno retrogrado in Pesci ci porta visioni e intuizioni notturne.
Infine Plutone in Acquario intensifica i rapporti: amicizie e legami oggi hanno il sapore dell’assoluto.
Un cielo che sembra una tavolozza: tra ordine e caos, precisione e sogno.
🔮 Oroscopo segno per segno
Ariete: voglia di avventura, ma non strafate: un passo ben fatto vale più di una corsa cieca.
Toro: oggi la stabilità passa dalla gola. Un dolce caldo può riportare equilibrio più di mille meditazioni.
Gemelli: siete un fiume di parole, ma non tutte necessarie. Annotate le idee brillanti: rischiano di volare via.
Cancro: siete sensibili e un po’ suscettibili. Una passeggiata lungo l’acqua vi aiuterà a distendere i pensieri.
Leone: grandi sceneggiate in amore, ma vi si perdona tutto perché siete irresistibili. Vergine: precisione chirurgica, ma attenzione: l’ironia oggi vi salverà più della perfezione.
Bilancia: il cielo vi chiede equilibrio: non litigate per dettagli, la diplomazia è il vostro vero superpotere.
Scorpione: occhi da investigatore: scoprirete cose che gli altri ignorano. Usatele con saggezza.
Sagittario: la Luna nel segno vi accende. Voglia di viaggi, anche brevi, o almeno di un cambio di prospettiva.
Capricorno: siete pratici e concreti, ma non dimenticate di ridere: vi renderà più leggeri.
Acquario: lampi di genialità: scriveteli, altrimenti si dissolveranno nel vento.
Pesci: tra sogni e realtà oggi la linea è sottile: evitate promesse avventate e seguite l’intuito.
📜 Fatti e personaggi del 10 settembre nella storia
1898 – A Ginevra viene assassinata l’imperatrice Elisabetta d’Austria (Sissi), colpita da Luigi Lucheni. 2008 – Al CERN entra in funzione il Large Hadron Collider: il primo fascio di particelle inizia a correre nell’anello sotterraneo.
Nati il 10 settembre
1659 – Henry Purcell, compositore inglese, anima barocca della musica. 1934 – Roger Maris, leggenda del baseball americano. 1950 – Joe Perry, chitarrista degli Aerosmith, energia rock pura.
Morti il 10 settembre
1898 – Elisabetta d’Austria (Sissi), icona tragica e romantica del suo tempo.
Un 10 settembre che intreccia precisione e sogno, tragedia e rinascita. Un giorno da vivere con attenzione ai dettagli, ma con lo sguardo aperto all’avventura.
🥘 Gratin dauphinois aux champignons d’automne

(un classico gratin di patate arricchito dai funghi di stagione)
Ingredienti (per 4 persone)
800 g di patate a pasta gialla 250 g di funghi porcini o misti autunnali (finferli, champignon, chiodini) 30 g di burro 2 spicchi d’aglio 40 cl di panna fresca 20 cl di latte intero noce moscata q.b. sale e pepe nero macinato fresco una manciata di Gruyère grattugiato (opzionale, negli anni ’80 si metteva volentieri!)
Preparazione
Sbucciate le patate e tagliatele a fettine sottili (2-3 mm). Pulite i funghi, tagliateli a pezzi e rosolateli in padella con una noce di burro e uno spicchio d’aglio: lasciateli dorare, sprigionando tutto il profumo del bosco. In un pentolino scaldate latte e panna con un pizzico di sale, pepe e noce moscata. Imburrate una teglia da forno, sfregandola con l’altro spicchio d’aglio. Disponete a strati le patate e i funghi, versando poco alla volta la crema di latte e panna. Terminate con uno strato di patate, coprite con il liquido rimasto e, se volete, spolverate con Gruyère. Infornate a 180°C per circa 50 minuti, finché la superficie sarà dorata e le patate morbide.
Il risultato? Un piatto avvolgente, cremoso e profumato, che richiama subito i boschi umidi e le foglie che scricchiolano sotto i passi.
🍷 Il vino consigliato
Negli anni ’80, nelle case francesi, non mancava mai una bottiglia sulla tavola. Per questo gratin, vi consiglio un Beaujolais-Villages, leggero e fruttato, con quelle note di ciliegia e lampone che sanno esaltare la cremosità delle patate e la terra dei funghi. Se preferite il bianco, un Pouilly-Fumé della Loira regala eleganza e freschezza.
🌙 Una nota nostalgica
Immaginate: è l’autunno del 1983. La radio passa un lento di Joe Dassin o la voce roca di Charles Aznavour. In cucina, il forno emana calore e profumo, i bambini aspettano con il naso all’insù e i grandi stappano una bottiglia, ridendo di aneddoti estivi. Il gratin arriva in tavola fumante, e per un attimo il tempo si ferma: è lì che l’autunno si fa ricordo, è lì che diventa leggenda.
🎶 Colonna sonora di quegli anni: Charles Aznavour
Non si può parlare di Francia e di anni ’80 senza evocare il timbro unico e malinconico di Charles Aznavour. Nel 1972 aveva inciso “Hier encore” (in italiano conosciuta come “Ieri quando era giovane”), che negli anni ’80 tornò spesso nelle radio e nei cuori, diventando quasi un inno nostalgico per una generazione che cominciava a guardarsi allo specchio con qualche ruga nuova ma con la stessa voglia di vivere.
Un po’ di storia
Scritta da Aznavour stesso e pubblicata per la prima volta in Francia nel 1964, “Hier encore” racconta con poesia e semplicità il passare del tempo: “ieri ancora avevo vent’anni, divoravo la vita…”. Una confessione sincera, quasi uno specchio nel quale tutti prima o poi ci riconosciamo.
La canzone ebbe un successo planetario: fu tradotta e cantata in più di venti lingue (in italiano, inglese, spagnolo, russo…) e interpretata da artisti come Ray Charles e Andrea Bocelli. Negli anni ’80, nelle case francesi, era il brano che veniva rispolverato nei momenti di malinconia autunnale, magari proprio davanti a un bicchiere di Beaujolais e un gratin fumante.
Curiosità
La versione inglese, intitolata “Yesterday When I Was Young”, fu un successo anche negli Stati Uniti, contribuendo a fare di Aznavour uno dei pochi chansonnier francesi ad avere fama internazionale. Aznavour non amava definirsi “cantante romantico”, eppure ammise che con questa canzone si era spogliato di ogni maschera, offrendo la sua fragilità al pubblico. Negli anni ’80 la melodia tornò protagonista in numerosi spettacoli televisivi francesi, diventando la colonna sonora di una nostalgia collettiva.
E così, tra un gratin dorato, un bicchiere di vino rosso e le note di Aznavour, ci ritroviamo catapultati in un autunno lontano, fatto di calore umano e piccoli rituali che non passano mai di moda.
🚗 A spasso con gioia: la Citroën GS negli anni ’80

C’è un suono che negli anni ’80 in Francia era familiare quanto le note di Charles Aznavour: il leggero ronzio del motore della Citroën GS. Non era un’auto da gran signori né da corse sfrenate, ma era la macchina della quotidianità, quella che portava le famiglie in vacanza, le coppie al cinema e i ragazzi a ballare nelle prime discoteche di provincia.
Una francese con carattere
La GS era nata nel 1970, ma negli anni ’80 continuava a circolare con fierezza. Linee aerodinamiche, sedili comodi e soprattutto l’inimitabile sospensione idropneumatica Citroën, che faceva sembrare ogni viaggio una passeggiata sospesa tra le nuvole. Bastava salirci per capire che, pur non essendo una regina del lusso, aveva un cuore rivoluzionario.
Era l’auto della gente comune, ma con quel tocco di ingegno francese che la rendeva unica: il cofano allungato, la coda affusolata, i dettagli che oggi sanno di modernariato e di eleganza rétro.
Una compagna di viaggio
Immaginate: un pomeriggio d’autunno del 1984, le strade della campagna francese tinte di rosso e giallo. Sul sedile posteriore una cesta con il gratin dauphinois appena cucinato dalla nonna, sul cruscotto la cassetta con Hier encore di Aznavour pronta a partire nello stereo. La GS corre dolcemente tra le curve, e a ogni sobbalzo la sua sospensione fa danzare i passeggeri come in un piccolo sogno.
Era questo il segreto della GS: non ti portava solo da un luogo all’altro, ti faceva viaggiare con gioia.
Un’icona discreta
Oggi le strade ne vedono poche, ma chi ne ha guidata una ricorda bene quella sensazione di comfort e semplicità. Non aveva la pretesa di stupire, eppure lo faceva. Era il simbolo di un’epoca in cui bastava un’auto affidabile, una canzone alla radio e un paesaggio autunnale per sentirsi felici.
Così, tra un gratin di patate e funghi, un bicchiere di Beaujolais e le note di Aznavour, la Citroën GS diventa il nostro veicolo della memoria: ci riporta a un autunno semplice, dolce e un po’ ingenuo, dove la felicità aveva il rumore del motore e il profumo del bosco.
E allora eccoci, amici di Foglie & Leggende, arrivati al termine del nostro piccolo viaggio tra i sapori di un gratin fumante, le note senza tempo di Charles Aznavour e la dolcezza di un pomeriggio d’autunno a bordo della Citroën GS.
Sono istantanee che profumano di anni ’80, di sorrisi semplici e di quella gioia che nasceva dal poco: una tavola imbandita, una canzone alla radio e una strada che correva verso il domani.
Vi saluto con la stessa leggerezza con cui la GS accarezzava l’asfalto, dandovi appuntamento a domani per una nuova pagina da sfogliare insieme, tra leggende, ricordi e stelle che brillano sempre un po’ per noi. ✨
Marius Depréde Pau
Redazione Foglie & Leggende





