✨ Canalizzazione di San Michele Arcangelo – 13 settembre 2025

“Io sono Michele, custode della Luce.

Oggi vengo a te con la mia spada di fuoco, non per ferire, ma per spezzare i legami invisibili che ancora ti trattengono.

Tu credi di essere piccolo di fronte alle prove, ma in verità sei molto più grande delle ombre che temi.

Il mio consiglio per questo giorno è semplice e forte:

Non dare forza alla paura: quando senti che un pensiero cupo vuole dominarti, pronuncia il tuo sì alla vita e immagina la mia luce blu che ti avvolge. Taglia ciò che è inutile: lascia andare rancori, abitudini stanche, illusioni che prosciugano la tua energia. Il vuoto che si crea sarà presto colmato da nuova grazia. Proteggi il cuore: non significa chiuderlo, ma renderlo saldo, così che nessuna parola velenosa possa ferire la tua essenza. Cammina nella verità: oggi ti invito a un gesto di sincerità verso te stesso o verso gli altri. Una parola onesta, anche se semplice, apre più porte di mille promesse.

Ricorda: ogni battaglia non è contro gli altri, ma contro ciò che dentro di te impedisce all’amore di fluire libero.

Io sono con te,

e ti dico: non temere.

La tua forza si rinnova ogni volta che scegli la luce.”

A cura del gruppo “ La via della spada blu”

🔮 Oracoli del giorno – 13 settembre 2025

🌱 Madre Natura

Oggi la terra parla con voce quieta. Le foglie iniziano a mutare colore, il vento porta con sé un presagio d’autunno. Madre Natura ci invita a lasciare andare ciò che non serve più, come gli alberi che lentamente si spogliano. È il tempo del raccolto interiore: osserva ciò che hai seminato e scegli cosa portare con te nel passaggio verso la nuova stagione.

ᚦ Runa del Giorno: Thurisaz

La runa del martello e della difesa, del fulmine che colpisce e purifica. Thurisaz mette in guardia: non tutto ciò che brilla è benevolo. Ma ricorda anche che la forza non è solo distruzione: può aprire varchi, liberare energie bloccate, sciogliere catene invisibili. Oggi è giorno di protezione e discernimento: ascolta il tuo istinto, non lasciarti trascinare dalle ombre.

📜 I Ching – Esagramma 40: Hsieh / La Liberazione

La tensione si allenta, il nodo si scioglie. È tempo di liberarsi da pesi inutili e trovare sollievo. Il consiglio è semplice: non trattenere ciò che vuole andare. L’I Ching parla di una pioggia improvvisa che rinfresca l’aria dopo un’estate afosa: lascia che l’acqua lavi via i timori, così potrai vedere con chiarezza.

🥁 Gong del Giorno

Il suono che vibra oggi è profondo, come un rintocco che attraversa il petto e scende fino alle radici. Non è un gong fragoroso, ma lento e avvolgente, che invita a fermarsi e respirare. Ogni vibrazione è un promemoria: l’universo non corre, ma pulsa. Sintonizzati su questo battito antico e troverai equilibrio tra azione e attesa.

✨ Così gli oracoli ci parlano in questo 13 settembre: protezione e liberazione, radici e nuovi inizi. Domani nuove voci si leveranno, e nuove chiavi verranno offerte a chi cammina tra le pagine di Foglie & Leggende.

Redazione Foglie & Leggende

🕯️ San Giovanni Crisostomo — Santo del giorno (13 settembre 2025)

Un ritratto per Foglie & Leggende, avvolto nel mistero

C’è un uomo le cui parole, pronunciate mille e mille anni fa, continuano a risuonare come campane in una valle nebbiosa. Lo chiamavano Crisostomo — «bocca d’oro» — perché la sua voce fendeva il silenzio e rivelava verità scomode. Nato ad Antiochia verso il 349, divenne vescovo e poi patriarca a Costantinopoli, dove il suo vigore contro la corruzione e la sua eloquenza donarono speranza a molti… e nemici potenti a lui. 

Chi cerca l’eroe della storia trova invece un uomo segnato dalla fatica: predicatore instancabile, raffinato esegeta della Scrittura, capace di infiammare folle con immagini vive e concrete. Ma chi ascoltava le sue parole spesso si trovava davanti a un bivio: il conforto oppure la verità nuda. Per questo la sua vita fu una marcia tra gloria e persecuzione, fino all’esilio. 

Le cronache antiche raccontano ancora l’umiliazione dell’esilio e la fine lontana dal luogo dove aveva seminato: morì nel 407, privato della sua città ma non della sua voce. Anche nella lontananza, i suoi scritti — omelie, lettere, trattati — divennero testimoni e specchi per le generazioni future. 

Ma nelle pieghe della storia lavorano sempre le leggende. Si dice che quando Giovanni saliva in cattedra, le ombre si ritraessero per ascoltare; che persino gli uomini più duri si fermassero, colpiti da parole che sembravano forgiate in fuoco e acqua. Alcuni villaggi raccontano che, la notte del suo giorno, una luce tenue appare vicino alle chiese antiche, come se la lingua d’oro avesse lasciato un ultimo bagliore. (Leggende popolari e memorie locali che intrecciano storia e miracolo.) 

Per chi ama le storie sussurrate fra le foglie: San Giovanni Crisostomo è il patrono degli oratori e dei predicatori, simbolo di un’eloquenza che non cerca applausi ma la conversione del cuore. Il suo esempio è pungolo e conforto insieme: insegna che la parola ha peso, e che parlare con verità può essere atto di coraggio. 

Un piccolo rito per la sera del 13 settembre

Se vuoi celebrare questo giorno in modo intimo — alla maniera di Foglie & Leggende — accendi una candela bianca, tieni vicino un piccolo taccuino e lascia che due o tre frasi inseguano la tua penna: cosa vorresti dire con onestà, senza orpelli? Lascia che la scrittura sia pratica di verità: una parola vera è, oggi come allora, piccola scintilla capace di accendere ponti.

Così si chiude il cerchio di un giorno che profuma di antiche prediche e di luci lontane. Domani, le nostre pagine ospiteranno un altro personaggio: un’ombra diversa, un racconto nuovo. Restate tra le foglie — le leggende hanno sempre un seguito.

Redazione Foglie & Leggende

🌌 Arthur Rimbaud – Il viandante dell’invisibile

C’è chi lo chiama “il ragazzo dell’inferno”, chi invece lo ricorda come un astro caduto troppo in fretta. Arthur Rimbaud nacque in un piccolo paese delle Ardenne francesi, ma già adolescente scriveva versi che sembravano provenire da un’altra dimensione.

Le sue parole erano fuoco e visione, fiumi di immagini che non appartenevano a nessun tempo: troppo moderne per l’Ottocento, troppo antiche per essere comprese davvero.

Si dice che Rimbaud fosse un veggente, capace di “deragliare i sensi” per vedere oltre il velo del mondo. Viveva di fughe, amori tumultuosi, viaggi improvvisi. Con Paul Verlaine intrecciò una relazione che fu passione e rovina, tra lettere febbrili e pistole che esplodevano in stanze d’albergo.

Poi, all’improvviso, il silenzio. A soli vent’anni Rimbaud abbandonò la poesia, come se le Muse gli avessero chiesto un tributo troppo alto. Si gettò nei mari del mondo, mercante e viaggiatore in terre lontane, dall’Africa al Medio Oriente. Ma la sua ombra non smise di scrivere, e i suoi versi – Una stagione all’inferno, le Illuminazioni – continuarono a vivere come spettri incandescenti.

Morì a trentasette anni, consumato da un male rapido, lasciando dietro di sé un mistero: perché aveva smesso di scrivere? Cosa aveva visto in quel “viaggio al termine della notte” che lo spinse a tacere?

Forse Rimbaud resta per noi ciò che voleva essere: un viandante dell’invisibile. Le sue poesie sono come specchi infranti, frammenti di una rivelazione che non volle mai spiegare.

E oggi, quando leggiamo i suoi versi, sembra di udire ancora la sua voce giovane e ribelle, che ci invita a guardare oltre l’orizzonte, dove il linguaggio non basta e il mistero comincia.

E come potevo esimermi dal pubblicare qualcosa di Rimbaud, ad esempio Il battello ebbro (Le Bateau ivre), una delle opere più visionarie di Rimbaud che personalmente amo. Non è una traduzione letterale, ma una riscrittura evocativa.

Il battello ebbro

Sono stato nave senza remi,

ubriaca di correnti,

abbandonata al respiro selvaggio dei fiumi.

Ho visto cieli aprirsi come ferite,

stelle cadere in mare

e il sole dissolversi come un tizzone nel vento.

Le acque mi hanno portato oltre le mappe,

oltre i porti sicuri,

dove l’uomo non osa gettare l’ancora.

Ho conosciuto tempeste che cantavano

e silenzi più profondi del tempo,

immagini d’oro, serpenti marini,

e abissi colmi di sogni irraggiungibili.

Eppure, dopo tanto vagare,

io, battello senza padrone,

ho sognato la quiete di un porto:

un’acqua ferma,

il gesto semplice di un bambino

che lascia scivolare una barchetta di carta.

Così si spegne la fiamma di Arthur Rimbaud, viaggiatore dell’invisibile e poeta che ha osato bruciare i confini del linguaggio. La sua voce ci giunge ancora come un’eco lontana, un richiamo che non smette di vibrare tra le pieghe del tempo.

Ma ogni leggenda ne chiama un’altra, e i sentieri della memoria non conoscono tregua. Vi do appuntamento alla prossima edizione dov nelle pagine di Foglie & Leggende, un nuovo personaggio verrà a bussare: diverso, enigmatico, forse altrettanto indomabile.

Restate con noi… perché le storie non finiscono mai, si trasformano soltanto.

Marius Depréde Pau

Oroscopo e Almanacco 🌿✨ Foglie & Leggende – 13 settembre 2025 ✨🌿

Cari amici, eccoci insieme per una nuova pagina del nostro diario quotidiano. L’aria di settembre porta già profumo d’autunno: mattine fresche, pomeriggi dorati e un cielo che gioca a disegnare storie sopra di noi. Oggi vi accompagno tra stelle, curiosità e personaggi che hanno lasciato il segno nel giorno 13 settembre.

🔭 Situazione astrale del giorno

La Luna danza nel segno dei Gemelli, rendendo la giornata vivace, leggera e un po’ chiacchierona. Venere in Leone regala passione e voglia di brillare, mentre Marte in Cancro invita a difendere ciò che amiamo con dolcezza. Mercurio in Vergine affila le parole e ci spinge a organizzare, mentre Giove in Cancro amplifica le emozioni familiari.

Un cielo che chiede equilibrio tra cuore e mente, tra gioco e responsabilità.

♈ Ariete

Energia in ripresa: oggi sembri una pila Duracell, pronto a correre ovunque. Attenzione solo a non bruciare i tuoi compagni di corsa con l’entusiasmo!

♉ Toro

Giornata da “copertina”: vuoi comodità, cibo buono e zero scossoni. Occhio però a chi ti invita all’avventura… potresti sorprenderti.

♊ Gemelli

Con la Luna nel segno sei come un conduttore radio: parli, racconti e illumini. Peccato che cambi argomento ogni tre secondi!

♋ Cancro

Tra Marte e Giove ti senti un po’ croccante come un biscotto: dolce ma fragile. Lasciati coccolare senza sensi di colpa.

♌ Leone

Con Venere nel segno brilli come una star sul red carpet. Tutti ti guardano, ma qualcuno potrebbe anche applaudire ironicamente… non montarti troppo la testa!

♍ Vergine

Mercurio nel segno ti regala precisione e lucidità. Oggi potresti persino risolvere un rebus esistenziale… o almeno le bollette arretrate.

♎ Bilancia

Senti voglia di equilibrio e armonia, ma basta un messaggio storto per farti vacillare. Respira: non sei un acrobata da circo, puoi anche ondeggiare un po’.

♏ Scorpione

Il tuo magnetismo oggi è da film noir. Seduci, indaghi e scavi in profondità. Però lascia in pace almeno il povero postino.

♐ Sagittario

Freme il desiderio di libertà: se non puoi prendere un aereo, inventati almeno una gita in bici. L’importante è sentirti in viaggio.

♑ Capricorno

Hai mille pensieri di lavoro, ma la Luna ti spinge a staccare. Fai pace con la tua parte giocosa: non sei solo “serietà” in giacca e cravatta.

♒ Acquario

Ti senti un visionario, pieno di idee elettriche. Occhio solo a non fulminare chi non tiene il passo con i tuoi voli pindarici.

♓ Pesci

Oggi sei più sensibile del solito: basta una canzone in radio per commuoverti. Usa questa dolcezza come forza, non come debolezza.

📜 Fatti e curiosità del 13 settembre nella storia

1503 – Michelangelo comincia a dipingere il soffitto della Cappella Sistina. (Non era proprio un lavoretto da weekend!) 1899 – Nasce a Genova Luigi Cadorna jr., storico e scrittore. 1922 – A Washington D.C. viene fondata la B.B.C. (British Broadcasting Company). 1944 – Nasce Jacqueline Bisset, attrice britannica dal fascino senza tempo. 1949 – Nasce Jean Smart, attrice americana pluripremiata. 1965 – A New York va in scena la prima di The Sound of Music a Broadway. 1969 – Il singolo “Sugar, Sugar” degli Archies diventa un tormentone mondiale. 1985 – Il Super Mario Bros. debutta in Giappone per Nintendo: inizia la leggenda!

Il 13 settembre è un giorno che parla di arte, musica e leggerezza. Le stelle ci spingono a comunicare e condividere, mentre la storia ci ricorda che da un pennello o da un videogioco può nascere una rivoluzione.

Chiudi gli occhi: la 205 cabriolet rossa nella foto non è solo una macchina — è una boccata d’aria di quegli anni in cui tutto sembrava un po’ più semplice e un po’ più luminoso. Piccola, snella, con il tettuccio che si ripiega come un sipario su una scena di cinema estivo, la 205 era la compagna ideale delle gite domenicali: partenza all’alba, cassette infilate nel mangianastri (sì, proprio quelle), profumo di caffè nella tazza di latta e la strada che scivola sotto le ruote.

Nel 1990 la 205 incarnava il buon gusto accessibile: non era sfoggio, era eleganza pratica. Era l’auto per arrivare dalla nonna con il cestino del pranzo, per andare al mare e per girare i vicoli del paese col vento nei capelli. Se la guardi oggi ti sembra piccola, ma in quei sedili ci stava la libertà — e quel senso di festa che solo una domenica di famiglia sa dare.

🍖 Cosciotto di prosciutto con cipolline – la ricetta della nonna (anni ’90, versione affettuosa e pratica)

Questa è la resa in forma scritta della ricetta che la nonna tirava fuori quando arrivavamo tutti: profumi avvolgenti, sapori pieni e il conforto di una cucina che accoglie. È una ricetta anni ’90 per il cosciotto — perfetta per 6–8 persone.

Ingredienti

2–2,5 kg di cosciotto di prosciutto cotto intero (se preferisci partire da un cosciotto di maiale crudo per arrosto, leggi la nota sotto). 4–5 cucchiai di miele (millefiori o acacia) 3 cucchiai di senape dolce (o 2 di Dijon se ti piace più deciso) 3 cucchiai di zucchero di canna o cassonade 2 spicchi d’aglio schiacciati 2 rametti di rosmarino 6–8 chiodi di garofano in polvere o interi (a piacere per il profumo) 4 cucchiai di olio extravergine d’oliva Sale e pepe q.b. (attenzione al sale se il prosciutto è già sapido) Per le cipolline: 500 g di cipolline borettane (fresche o surgelate) 50 g di burro + 1 cucchiaio di olio 150 ml di aceto di vino bianco 2 cucchiai di zucchero 1 foglia d’alloro, qualche grano di pepe intero Sale q.b.

Preparazione (step-by-step)

Preparazione della glassa: in una ciotola mescola miele, senape, zucchero di canna, aglio schiacciato, olio, qualche fogliolina di rosmarino tritata, sale e pepe. Se ti piacciono le note speziate, aggiungi una punta di chiodi di garofano macinati. Se il cosciotto è già cotto (prosciutto cotto intero), spennella abbondantemente la superficie con metà della glassa. Lascia riposare 20–30 minuti a temperatura ambiente così che i sapori si ammorbidiscano. Nota se parti da crudo (cosciotto di maiale): massaggia la carne con la glassa, lascia marinare in frigorifero per 2–6 ore, poi procedi con la cottura più lunga indicata sotto (roasting fino a temperatura interna di 72 °C). Preriscalda il forno a 160 °C (ventilato 150 °C). Metti il cosciotto in una teglia con una griglia sotto (così la carne non sta nel liquido), aggiungi intorno qualche rametto di rosmarino e un bicchiere d’acqua o brodo per evitare che si secchi troppo. Cottura: per prosciutto già cotto — inforna per circa 45–60 minuti fino a quando la glassa non è caramellata e la superficie dorata. Per crudo (cosciotto di maiale) conta circa 35–40 minuti per kg: quindi per 2,5 kg calcola 2–2,5 ore, verificando che la temperatura interna raggiunga 72 °C. Usa un termometro da cucina per sicurezza. Negli ultimi 15 minuti di cottura, spennella ancora con la glassa rimasta e alza leggermente il forno a 200 °C per ottenere una crosticina lucida e appiccicosa. Poi sforna e lascia riposare 15–20 minuti prima di affettare: è il segreto per mantenere i succhi nella carne.

Preparazione delle cipolline all’aceto (contorno perfetto)

Sbuccia le cipolline (se sono piccole, pochissimo lavoro) e falle rosolare in una padella con burro e olio finché diventano leggermente dorate. Aggiungi l’aceto, lo zucchero, l’alloro e i grani di pepe. Copri e lascia cuocere a fuoco basso per circa 20–25 minuti, finché l’aceto si è addensato formando una glassa dolce-acida che avvolge le cipolline. Se necessario, aggiungi un goccio d’acqua. Assaggia e regola di sale. Servi le cipolline tiepide insieme alle fette di cosciotto: il contrasto tra la dolcezza della glassa al miele e l’acidità morbida delle cipolline è nostalgico e perfetto.

Suggerimenti di servizio

Accompagna con un purè di patate cremoso o con patate arrosto rosmarino e aglio. Per una tavola anni ’90 autentica: insalata mista con condimento semplice, pane casereccio e una torta di mele per chiudere dolcemente. Vino: un Barbera d’Asti o un Dolcetto d’Alba, fruttati e non troppo tannici; per chi preferisce bianchi, un Vermentino fresco regge bene la dolcezza del miele.

🎶 Musica degli anni ’90 per guidare la 205

Mettiti comodo: ecco una playlist immaginaria perfetta per quel viaggio verso la nonna (cassette o CD, fate voi):

Laura Pausini – La solitudine (1993) — per gli italiani che cantano a squarciagola. Eros Ramazzotti – Se bastasse una canzone — per i momenti sentimentali. Jovanotti – ritmo e sorriso, per la voglia di libertà. Oasis – Wonderwall — britpop che ti fa sentire poeta in autostrada. Spice Girls – Wannabe — per scatenare la risata collettiva in macchina.

2 Unlimited o Corona — per i nostalgici della dance in discoteca.

👗 Moda anni ’90: che cosa si indossava mentre si scendeva dalla 205?

Pensa a denim, bomber leggeri, camicie a quadri annodate in vita (un tocco grunge), vestitini scivolati in satin, e qualche dettaglio minimal chic: occhiali oversize, zainetti in tessuto, sneakers bianche immacolate. Era un’epoca dove convivono il vintage e il nuovo, il pratico e l’appariscente: proprio come la nostra 205, elegante senza esagerare.

🌙 Conclusione nostalgica

La 205 parcheggiata davanti alla casa della nonna; la porta che si apre; il profumo del cosciotto che esce dal forno; la famiglia che si riunisce e una canzone che parte sulla radio — e tutto il resto sembra appartenere a un tempo più lento e più dolce. Nel piatto, nei vestiti e nelle note, quegli anni restano nei dettagli: piccoli, luminosi, indelebili.

Grazie di cuore a tutti voi e ci leggiamo domani.

Marius Depréde Pau

Redazione Foglie & Leggende