🌿 Rito di purificazione – I sette passi del perdono

🌿 I sette passi del perdono – Un rito di purificazione per il cuore

Ci sono ferite che non si vedono, eppure bruciano più di un taglio sulla pelle. Sono quelle lasciate da parole, gesti, assenze o incomprensioni che ci hanno colpito quando eravamo più fragili. Il tempo, da solo, non sempre guarisce: serve un atto di volontà, un movimento interiore che ci permetta di sciogliere nodi invisibili. Da questa esigenza nasce un antico cammino spirituale che possiamo chiamare “I sette passi del perdono”, un rito di purificazione che non ha bisogno di templi né di sacerdoti, ma soltanto del nostro cuore disposto ad aprirsi.

Il rito

Il percorso si compone di sette momenti simbolici:

Riconoscere il dolore senza negarlo. Accettare i limiti dell’umano. Comprendere che dietro l’errore spesso c’è una sofferenza nascosta. Lasciare andare la rabbia, come un respiro che si scioglie nell’acqua. Perdonare se stessi, perché nessuno è immune dal cadere. Perdonare l’altro, deponendo il peso della colpa. Benedire e rinascere, scegliendo la libertà della pace interiore.

Ogni passo è accompagnato da un gesto semplice: una candela accesa, una pietra lasciata andare, un dito immerso nell’acqua. Non sono magie, ma simboli, linguaggi che parlano direttamente al subconscio e che ci aiutano a trasformare il dolore in energia nuova.

Considerazioni personali

La prima volta che ho provato questo rito ho avuto la sensazione di affrontare un sentiero di montagna: faticoso, in salita, ma ogni passo apriva lo sguardo su un orizzonte più limpido. Mi sono accorto che il perdono non è un dono fatto all’altro, ma un dono che facciamo a noi stessi. È come deporre uno zaino troppo pesante che ci ha piegati per anni: ci si sente più leggeri, quasi sollevati dal vento.

Il momento più difficile? Perdono verso se stessi. Ci giudichiamo spesso con più durezza di quanto facciamo con gli altri. Eppure, senza auto-perdono, il cammino resta incompiuto. Ho imparato che il perdono non è dimenticanza, ma memoria trasfigurata: ricordare senza dolore, perché la ferita è diventata cicatrice e la cicatrice esperienza.

Preparazione

Trova uno spazio tranquillo. Accendi una candela bianca (luce della coscienza) e, se vuoi, un incenso purificatore (salvia, sandalo o lavanda). Tieni con te un piccolo recipiente d’acqua e un sassolino o una pietra.

🔹 I sette passi

1. Riconoscimento

Metti la mano sul cuore e pronuncia a voce bassa:

“Riconosco il dolore, la ferita, la rabbia che porto con me. Non la nego, la accolgo.”

👉 Simbolo: guardare dentro di sé senza paura.

2. Accettazione del limite

Tocca la pietra con la mano.

“Io accetto che l’essere umano è fragile, che io stesso e gli altri possiamo sbagliare.”

👉 La pietra rappresenta il peso che si porta dentro.

3. Comprensione

Pensa alla persona o alla situazione che ti ha ferito.

“Cerco di vedere oltre la maschera, di intuire la storia e la sofferenza che non conosco.”

👉 Non è giustificazione, ma apertura alla visione più ampia.

4. Lasciare andare la rabbia

Prendi un respiro profondo e soffia lentamente sull’acqua.

“Lascio scivolare via la rabbia e la ruggine che imprigionano il mio cuore.”

👉 L’acqua porta via le tossine emotive.

5. Perdono verso se stessi

Appoggia entrambe le mani sul petto.

“Perdono me stesso per le volte in cui non sono stato all’altezza, per le scelte fatte nella paura.”

👉 Il perdono inizia dall’interno.

6. Perdono verso l’altro

Solleva la pietra e, lentamente, riponila a terra o in un angolo.

“Ti libero dal mio giudizio. Ti affido alla vita. Io scelgo di non portare più il peso della colpa.”

👉 Un gesto simbolico di liberazione.

7. Benedizione e rinascita

Immergi un dito nell’acqua e tracci sul tuo cuore o sulla fronte un piccolo segno (croce, cerchio, spirale).

“Dal perdono nasce la pace. Io scelgo di rinascere nella libertà e nella luce.”

👉 Concludi spegnendo la candela come atto di compimento.

✨ Questo rito può essere ripetuto ogni volta che un dolore riaffiora. Non è un atto razionale, ma un cammino del cuore: il perdono non giustifica, ma scioglie.

Conclusione

Ognuno porta nel cuore ombre e luci, nodi e fili d’oro. Il perdono non cancella ciò che è stato, ma ci restituisce la libertà di camminare senza catene. È un atto di coraggio, forse il più grande.

E così, spegnendo la candela al termine del rito, resta nel silenzio una promessa sottile: vivere più leggeri, più liberi, più veri.

Grazie 🙏 e buon risveglio.

Marius Depréde Pau

✨ Santo del giorno — 16 settembre 2025

Santi Cornelio e Cipriano, compagni nella fede

Oggi celebriamo due figure che camminarono fianco a fianco nel tempo delle persecuzioni: Cornelio, papa, e Cipriano, vescovo di Cartagine. Non furono solo guide spirituali, ma soprattutto amici e fratelli nella fede, uniti nel desiderio di proteggere la comunità e di custodirne l’unità.

📜 Chi erano

Cornelio: eletto papa nel III secolo, difese con fermezza la possibilità di perdono e riconciliazione per chi aveva ceduto durante le persecuzioni. Morì in esilio, testimone silenzioso di una Chiesa che non abbandona i suoi figli. Cipriano: convertito in età adulta, divenne vescovo e guida saggia della sua comunità. Le sue lettere e i suoi scritti sono ancora oggi fonte di ispirazione per chi cerca equilibrio tra fermezza e compassione.

🤝 Perché insieme

I due santi sono ricordati nello stesso giorno perché la loro amicizia e collaborazione furono decisive: Cipriano sostenne Cornelio nelle sue scelte difficili, opponendosi alle divisioni e ricordando che la Chiesa è prima di tutto comunità.

🌿 Patronati e simboli

Cornelio: invocato contro le epilessie e protettore del bestiame, segno di un legame antico con la vita semplice e contadina. Cipriano: maestro di vita comunitaria, la sua memoria è legata alla capacità di guidare con equilibrio, coraggio e tenerezza.

✨ Un piccolo rito di memoria

Accendi una candela chiara, poni accanto qualche rametto di timo o rosmarino e recita un pensiero di pace per chi ne ha bisogno. Come fecero Cornelio e Cipriano, che si sostennero l’un l’altro, anche noi possiamo ricordarci che la vera forza nasce sempre dalla cura reciproca.

🙏 Preghiera breve

“Signore, rendici solidali come Cipriano, saldi come Cornelio; insegnaci a difendere l’unità senza spegnere la tenerezza. Amen.”

🍂 Una nota nostalgica

Immagina una piazza di settembre: il sole tiepido, le foglie che iniziano a staccarsi leggere, e due amici che si raccontano storie di resistenza e speranza. Oggi Cornelio e Cipriano sono lì, a ricordarci che nessuno cammina davvero da solo.

Redazione Foglie & Leggende

🌿 Foglie & Leggende – Oracoli del 16 settembre 2024 🌿

Oggi la Natura sembra sussurrare con voce limpida e decisa: “Rimani saldo, anche quando il vento si diverte a spostare le foglie.” È un giorno che parla di forza interiore, di radici che si intrecciano alla terra e di coraggio che cresce silenzioso come i semi sotto il suolo.

🌱 Madre Natura

L’oracolo della Madre ci invita a riconoscere i ritmi della Terra: è tempo di equilibrio, di accettare che la trasformazione passa anche attraverso piccoli distacchi. Come gli alberi che iniziano a prepararsi per lasciare cadere le foglie, così anche noi siamo chiamati a lasciare andare ciò che non nutre più.

ᚢ Runa del giorno – Uruz

La runa Uruz porta il soffio della forza primordiale. È energia vitale, resilienza, volontà di affrontare le sfide senza timore. Ci ricorda che la vera potenza non è aggressività, ma presenza: la capacità di restare centrati e forti, anche davanti al cambiamento.

☯️ I Ching – Esagramma 46 “Sheng / L’Ascendere”

Il Libro dei Mutamenti ci parla di una crescita lenta ma costante. È il momento di fare un passo alla volta, senza forzature: la salita è lunga, ma ogni piccolo gradino è un dono che porta più vicino alla cima. Costanza e umiltà sono le chiavi.

🔔 Gong del giorno

Il suono immaginato del gong vibra come un richiamo interiore: espansione, apertura del cuore, risveglio delle energie sopite. È un invito a trovare un momento di silenzio e lasciar risuonare dentro di noi quella nota che armonizza corpo, mente e spirito.

🔮 Cristallo del periodo – Occhio di Tigre

Proprio come Uruz, l’Occhio di Tigre offre forza, radicamento e coraggio. È un cristallo che aiuta a mantenere equilibrio tra istinto e ragione, proteggendo dalle paure e infondendo fiducia. Portarlo con sé oggi significa avere uno scudo luminoso che accompagna i passi.

✨ In sintesi: il 16 settembre 2024 ci invita a lasciare andare il superfluo e a radicarci nella nostra forza autentica. Le energie del giorno parlano di crescita lenta, ma sicura; di coraggio silenzioso e di protezione che arriva dal cielo e dalla terra.

Redazione Foglie & Leggende

Canalizzazione di San Michele Arcangelo – 16 settembre 2024 🌟

Foto di Valerio Minato

“Amati figli, io sono al vostro fianco in questo giorno in cui i veli si fanno sottili e la vostra anima percepisce il bisogno di verità e di luce.

Non lasciatevi confondere dai rumori del mondo: essi cercano di distogliervi dalla vostra forza interiore. Io vi chiamo a riconoscere la vostra spada di luce, quella che già portate dentro di voi. Essa non serve a ferire, ma a tagliare ciò che è illusione, ciò che appesantisce, ciò che vi allontana dal vostro sentiero.

In questo giorno, io vi invito a respirare profondamente, a chiedere protezione, e ad affidarvi. Non siete mai soli: le mie ali vi avvolgono, la mia forza vi guida, la mia voce sussurra coraggio quando la vostra mente si fa dubbiosa.

Ricordate: la battaglia non è contro il mondo esterno, ma contro le paure che vi tengono prigionieri. Con fede, amore e perseveranza, ogni catena può essere spezzata.

Oggi è un tempo favorevole per rinnovare la fiducia in voi stessi, per dire ‘sì’ al vostro cammino e per lasciare che la luce del Cielo illumini i vostri passi.

Io vi benedico, vi custodisco e vi sollevo.”

🕊️ San Michele Arcangelo 🕊️

A cura del gruppo: “ La via della spada blu”

Oroscopo & Almanacco 🌿 Foglie & Leggende – 16 settembre 2025

Oggi voglio dedicare un pensiero ad una delle mie scrittrici preferite ❤️


Virginia Woolf mi appare come un soffio leggero che attraversa il tempo: una voce fragile e potente insieme, capace di trasformare il quotidiano in poesia. Nei suoi silenzi avverto il peso delle ombre, ma nelle sue parole sento il respiro di chi sa cogliere la bellezza nascosta nelle pieghe più sottili della vita. È come se ogni sua frase fosse una carezza che lascia traccia, un frammento di luce in cui specchiarsi con dolce malinconia. Marius

Cari lettori, oggi non possiamo che iniziare con un grazie sentito: le visite al nostro blog sono sempre più numerose, e questo piccolo spazio di parole, ricordi e stelle sta diventando un angolo di casa condiviso. Continuate a viaggiare con noi tra astri, memorie e sapori, perché siete voi a dare vita e calore a queste pagine.

🌌 Situazione astrale

Il cielo del 16 settembre 2025 ci porta un curioso intreccio: la Luna in Gemelli ci fa chiacchieroni, desiderosi di raccontare tutto (anche i segreti che forse era meglio tenere nel cassetto!). Il Sole, saldo in Vergine, ci richiama all’ordine con la sua precisione millimetrica, mentre Marte in Cancro mette un po’ di pepe nelle relazioni familiari: aspettatevi discussioni sulla spesa o sull’uso della macchina. Venere in Leone, invece, rende ogni gesto un piccolo dramma da palcoscenico: abbracci, musi lunghi e riconciliazioni teatrali.

🔮 Oroscopo segno per segno (con un pizzico d’ironia)

Ariete: Avete la grinta, ma anche la fretta: attenzione a non bruciare la cena (o i rapporti).

Toro: La Luna vi distrae, ma un dolce a fine serata vi rimette in pace con il mondo.

Gemelli: Non sapete se parlare, scrivere, telefonare o chattare: fate tutto insieme e sarete felici.

Cancro: Marte vi rende un po’ permalosi: evitate di fare scenate per un piatto lasciato nel lavello.

Leone: Venere vi rende attori: oggi anche prendere il caffè sembrerà una performance teatrale.

Vergine: Il Sole è dalla vostra parte, finalmente qualcuno apprezza il vostro ordine maniacale.

Bilancia: Con la Luna frizzante vi sentite al centro delle attenzioni: e infatti lo siete.

Scorpione: Misteriosi e magnetici… ma non esagerate con i silenzi calcolati, possono confondere.

Sagittario: L’avventura chiama, ma anche il frigorifero: oggi siete divisi tra valigia e spuntino.

Capricorno: Vi sentite pragmatici e stanchi di teatrini, ma poi ridete voi per primi.

Acquario: Idee brillanti e sogni ad occhi aperti: peccato che vi dimentichiate le chiavi di casa.

Pesci: La sensibilità è il vostro punto forte, ma non prendete tutto sul personale, anche il gatto che sbadiglia.

📜 Fatti e personaggi del 16 settembre

1630 – Viene completata la costruzione della basilica di San Carlo al Corso a Milano. 1908 – Nasce il grande regista John Creagh (ricordato per i suoi film visionari). 1925 – Esce il romanzo “Mrs Dalloway” di Virginia Woolf, un capolavoro senza tempo. 1956 – Nasce David Copperfield, l’illusionista che ha fatto sparire la Statua della Libertà (e forse anche qualche cuore). 1977 – Muore Maria Callas, la “Divina” della lirica, icona eterna della musica.

🍝 Ricetta nostalgica anni ’90: pasta fresca al pesto della nonna

Settembre in Liguria sapeva di sole ancora caldo, di mare che cominciava a quietarsi e di domeniche lente. La nonna, con il grembiule fiorito, tirava la pasta fresca sul tavolo di legno e noi correvamo con le ginocchia sbucciate a rubare qualche trofietta cruda. Il pesto era fatto nel mortaio, con basilico profumatissimo, pinoli, pecorino e parmigiano, e l’olio verde che profumava di ulivi antichi.

Ingredienti (per 4 persone):

400 g di trofie fresche 50 g di basilico genovese 30 g di pinoli 50 g di parmigiano 20 g di pecorino 1 spicchio d’aglio piccolo Olio extravergine d’oliva ligure q.b. Sale grosso

Preparazione:

Pestare nel mortaio aglio e sale, poi aggiungere il basilico e i pinoli fino a ottenere una crema. Incorporare i formaggi e infine l’olio a filo, fino a raggiungere la consistenza vellutata del pesto. Cuocere le trofie in acqua salata, scolare e condire subito con il pesto, allungandolo con un cucchiaio di acqua di cottura. Servire con un sorriso nostalgico e magari una fetta di focaccia a lato.

🚗 La Ford degli anni ’90 e la musica pop

Le domeniche settembrine in Riviera significavano anche partire con una Ford Escort cabriolet o una Fiesta frizzante degli anni ’90: i finestrini abbassati, il vento tra i capelli e le cassette con la musica pop infilate nello stereo. Magari si ascoltava George Michael, gli 883, o gli intramontabili Take That, sognando storie d’amore da spiaggia.

🌅 Conclusione

Così, tra un piatto di trofie al pesto, il ricordo di una Ford che scivolava lungo la riviera e le canzoni che ci hanno fatto ballare, vi salutiamo anche oggi.

Grazie di cuore per le vostre visite e per i vostri commenti: Foglie & Leggende vive grazie a voi.

Ci ritroviamo domani, con nuove stelle, nuovi ricordi e un’altra storia da assaporare insieme.

Redazione Foglie & Leggende

Marius Depréde Pau