Se uno può essere ricordato allora può anche ritornare
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Marius Depréde Pau: Una vita tra scienza, storia e leggende Marius Depréde Pau è un uomo dalle molteplici sfaccettature, un narratore della natura e della cultura, nato in Piemonte molti anni fa, in una terra ricca di tradizioni, storia e paesaggi incantevoli. Biologo botanico di formazione, Marius ha saputo trasformare il suo amore per le piante, la storia e le leggende in un percorso unico e appassionato, che attraversa discipline e mondi apparentemente lontani. Radici botaniche e cuore storico Con un profondo legame con la natura, Marius ha dedicato la sua carriera allo studio delle piante, esplorandone non solo le caratteristiche scientifiche, ma anche il loro ruolo simbolico e culturale nel tempo. Ogni fiore, ogni albero e ogni paesaggio raccontano una storia, e Marius ne è l’interprete ideale, capace di unire la precisione del biologo con l’immaginazione del narratore. Passione e curiosità: i motori della sua vita “Tutto ciò che faccio è solo per passione” è il motto che guida ogni sua scelta. Che si tratti di condurre un’escursione come guida turistica, di scrivere saggi sulle leggende e i miti legati alla botanica o di raccontare i segreti di un’antica villa storica, Marius mette il cuore in ogni suo progetto. La sua curiosità lo spinge a esplorare continuamente nuovi orizzonti, mescolando scienza, arte e folklore in un racconto unico e affascinante. Scrittore e narratore di mondi Marius è anche un autore prolifico, con una predilezione per i saggi che intrecciano storia, botanica e leggende. I suoi libri sono viaggi nei tempi passati, unendo dati scientifici a storie dimenticate, capaci di incantare sia gli appassionati del sapere che i lettori curiosi. La sua scrittura è un invito a osservare il mondo con occhi nuovi, a scoprire il significato nascosto dietro un antico giardino o a lasciarsi trasportare dalle atmosfere di un racconto popolare. Guida e custode del sapere Come guida turistica, Marius accompagna i viaggiatori in itinerari che non sono semplici escursioni, ma vere e proprie esperienze immersive. Che si tratti di esplorare le bellezze naturali del Piemonte, di visitare castelli intrisi di leggende o di scoprire piccoli borghi ricchi di storia, le sue narrazioni riescono a trasformare ogni visita in un viaggio nel tempo. L’uomo dietro il professionista Marius Depréde Pau è, prima di tutto, una persona autentica, che vive ogni giorno seguendo le sue passioni. La sua visione del mondo è radicata nella meraviglia per il passato e nella capacità di trovare bellezza nei dettagli. È un custode delle tradizioni, ma anche un innovatore che ama condividere con gli altri le sue scoperte, sperando di ispirare in chi lo ascolta lo stesso amore per la conoscenza che guida la sua vita. In ogni progetto, in ogni storia, c’è un pezzo di Marius, che dona sé stesso completamente, animato dalla volontà di lasciare un segno e di raccontare al mondo la poesia nascosta nella scienza, nella storia e nella leggenda.
Ci sono luoghi che sembrano custodire un segreto antico, nascosto tra i vicoli in pietra, il fragore delle cascate e il silenzio delle abbazie. Novalesa, piccolo borgo della Val di Susa, è uno di questi: un paese che profuma di montagna e memoria, pronto ad accoglierci per una giornata speciale all’insegna della natura, dell’arte e della spiritualità.
La mattinata: passeggiata nel borgo e visita a Santo Stefano
Il nostro cammino inizia tra le vie del paese, dove ogni muro racconta storie di monaci, pellegrini e contadini. Tra case in pietra e scorci pittoreschi raggiungeremo la Chiesa di Santo Stefano Protomartire, che sorge su radici medievali e custodisce veri tesori: il polittico quattrocentesco attribuito ad Antoine de Lonhy, una pala del pittore francese François Lemoyne, un crocifisso ligneo del XV secolo e preziose reliquie. Un luogo che intreccia arte e fede, capace di parlare al cuore e agli occhi.
Durante la passeggiata non mancheranno brevi soste dedicate alla flora della valle, osservando piante e fiori alpini che cambiano con l’altitudine: dai pini e i larici fino ai rododendri che colorano i versanti in primavera ed estate.
La natura ci invita: pranzo e cascate
Dopo una pausa conviviale con pranzo al sacco, sarà il momento di lasciarsi incantare dalla cascata Coda di Cavallo, spettacolare salto d’acqua che riflette i raggi del sole e sprigiona freschezza in ogni stagione. Qui l’acqua diventa musica e la roccia scenografia, regalando un momento di autentico stupore.
Poco più avanti, tra i massi e le rocce della zona, incontreremo le incisioni rupestri: segni lasciati dall’uomo in epoche lontanissime, tracce misteriose di simboli e figure che ancora oggi stimolano la nostra immaginazione. Pietre che parlano, testimoni silenziosi di un legame millenario tra l’uomo e la montagna.
Pomeriggio: l’Abbazia e il Museo
La nostra giornata si concluderà con la visita all’Abbazia dei Santi Pietro e Andrea, fondata nell’alto Medioevo e ancora oggi uno dei complessi monastici più suggestivi delle Alpi. Tra affreschi, chiostri e atmosfere sospese nel tempo, l’Abbazia racconta secoli di spiritualità e di cultura.
Accanto ad essa, il Museo Archeologico ci mostrerà i reperti riportati alla luce dagli scavi, offrendo una chiave preziosa per comprendere la vita dei monaci e il ruolo centrale che questo luogo ebbe nella storia della valle.
Perché partecipare?
Questa giornata non è solo una visita guidata, ma un vero e proprio viaggio nel tempo e nella natura: si cammina, si osserva, si ascolta e ci si lascia sorprendere dalla bellezza. È un invito a rallentare, a scoprire e a riscoprirsi tra l’acqua che scorre, le pietre che raccontano e le mura che conservano la memoria.
Presto il programma definitivo con orari e costi 😀, per il momento grazie.
Se vuoi passare, o viandante vero, alza lo sguardo, ascolta il sentiero, ma prima fermati, rispetta la via: devi far parlare la dolce ghiandaia.
«Chi sei tu che bussa all’uscio mio?» voi sentire il verso, un ritorno lieve, «Rispondi in canto con voce d’oro, e varca il passo che varcato dev’esser.»
La ghiandaia canta – tittì, tit-ti-tee, e il folletto ride: «Entra, fai come puoi! Chi parla al vento, parla al guardiano: la via è tua, benvenuto a mano.»
Se il canto tace, ritorna indietro — non s’apre la soglia che resta in vetro. Ma se risuona, e risponde il cuore, il folletto ti porge il suo bagliore. Marius
Foglie & Leggende — 25 settembre
L’autunno sta premendo il suo primo timbro sulle giornate: l’aria è più fresca, le luci più dorate e — per chi ama ascoltare i segni — c’è una lieve richiesta di riequilibrio tra ciò che abbiamo seminato e ciò che vogliamo ancora far fiorire. Nulla di tecnico qui: solo un invito a rallentare, prendere un tè caldo e lasciare che le piccole magie quotidiane facciano il loro lavoro.
Oroscopo del giorno
Ariete — Giornata di slancio: nuove persone o progetti riempiono uno spazio lasciato vuoto. Buone vibrazioni in famiglia e nella sfera personale; approfitta per avviare qualcosa di piccolo ma significativo.
Toro — Un’onda di cambiamento bussa alla porta: potresti sentire il bisogno di riorganizzare abitudini o priorità. Non forzare: scegli un passo alla volta.
Gemelli — La curiosità è una risorsa oggi: conversazioni fruttuose e spunti inaspettati. Ascolta più che parlare, e annota le idee migliori.
Cancro — Sensibilità ai massimi: attenzione al bilanciamento tra dare e ricevere. Un gesto gentile potrebbe fare la differenza.
Leone — Energia creativa e voglia di mettersi in mostra; è un buon giorno per presentare un progetto o ritagliarti uno spazio personale di brillìo.
Vergine — Praticità e attenzione ai dettagli ti aiutano a risolvere questioni pratiche. Non trascurare il riposo: sei più efficace quando sei lucido.
Bilancia — Equilibrio in primo piano: relazioni e affari richiedono compromessi ragionati. Coltiva la calma, evita reazioni d’impeto.
Scorpione — Intensità emotiva: questioni profonde possono riemergere. Usa la passione come carburante creativo, non come incendio.
Sagittario — Voglia di muoversi e di ampliare gli orizzonti; un invito o una piccola fuga potrebbero ricaricarti.
Capricorno — Testa sulle spalle e piedi per terra: programma realistico, passi concreti. È tempo di costruire pietra su pietra.
Acquario — Idee anticonvenzionali e incontri stimolanti. Sii curioso delle opinioni diverse dalla tua: possono aprire nuove porte.
Pesci — Sensitività e immaginazione al potere; mettiti in ascolto dei sogni e delle ispirazioni — potrebbero nascere intuizioni utili.
Accadde oggi — fatti storici principali
1066 — La Battaglia di Stamford Bridge, evento che segna la fine del grande periodo vichingo in Inghilterra. 1513 — L’esploratore spagnolo Vasco Núñez de Balboa raggiunge per la prima volta l’Oceano Pacifico dalla parte orientale; un momento simbolico delle età delle scoperte. 1890 — In California viene formalmente istituito il Parco nazionale di Yosemite, un atto fondamentale per la conservazione e il viaggio nella natura.
Nati e personaggi celebri del 25 settembre
William Faulkner (1897) — Scrittore statunitense, premio Nobel per la letteratura. Michael Douglas (1944) — Attore e produttore cinematografico. Will Smith (1968) — Attore e musicista. Zucchero (Adelmo Fornaciari) (1955) — Cantautore italiano, voce bluesy d’Italia.
Non so da voi ma qui in valle di Susa abbiamo delle vere e proprie temperature autunnali, quindi oggi la ricetta sarà super autunnale con indirizzo invernale 😄.
Salsiccia di cinghiale all’uva con purea di mele e patate
Ingredienti (4 persone)
Per la salsiccia:
600 g di salsiccia di cinghiale 250 g di uva nera (acini senza semi) 1 cipolla rossa piccola 1 rametto di rosmarino fresco 1 bicchiere di vino rosso robusto 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva Sale e pepe nero macinato fresco
Per la purea di mele e patate:
400 g di patate a pasta gialla 2 mele renette (o altre mele leggermente acidule) 40 g di burro Latte caldo q.b. Noce moscata Sale
Preparazione
1. La purea di mele e patate
Sbucciare le patate e tagliarle a cubetti. Lessarle in acqua salata fino a quando saranno tenere. Nel frattempo, sbucciare le mele, privarle del torsolo e tagliarle a pezzetti. Cuocerle in un pentolino con 2 cucchiai d’acqua finché non diventano morbide. Schiacciare patate e mele insieme, aggiungere il burro, un po’ di latte caldo e una grattugiata di noce moscata. Regolare di sale e tenere in caldo.
2. La salsiccia di cinghiale all’uva
In una padella ampia scaldare l’olio con la cipolla tritata e il rosmarino. Unire la salsiccia di cinghiale tagliata a pezzi e farla rosolare bene da tutti i lati. Sfumare con il vino rosso e lasciar evaporare. Aggiungere gli acini d’uva tagliati a metà e proseguire la cottura per circa 15 minuti a fuoco medio, fino a quando il fondo sarà denso e aromatico. Regolare di sale e pepe.
3. Impiattamento
Servire la salsiccia calda sopra un letto di purea di mele e patate. Decorare con qualche acino d’uva fresco e un rametto di rosmarino.
Consiglio di abbinamento
Accompagna questo piatto con un Dolcetto d’Alba o un Chianti Riserva, vini capaci di reggere la rusticità del cinghiale e al tempo stesso armonizzarsi con la dolcezza dell’uva e delle mele.
Non può certo mancare la nota nostalgica con l’auto d’epoca…
Il motore della mia Renault 5 parte con quel ronzio un po’ vintage che ormai conosco a memoria. Strada dopo strada, mi avvicino a casa dei miei genitori e già nel cuore sento il profumo della cucina familiare: la salsiccia di cinghiale con l’uva, morbida e avvolgente, che si sposa con un calice di Chianti rubino.
È nelle vigne di queste terre che vivo e respiro ogni giorno, e mentre guido, guardo fuori il paesaggio che indossa i colori dell’autunno come un vestito fatto su misura: grappoli d’uva ancora tesi al sole, colline dorate, una luce che sembra disegnata da un pittore innamorato.
Nel cuore porto la tenerezza di chi sa che a tavola non ci sarà solo il piatto caldo, ma anche la voce di mamma, la risata di papà, la casa che sa di legno, vino e ricordi.
Accendo la radio, scelgo una musica romantica, quelle note che sembrano intrecciarsi con i pensieri e accarezzare l’anima. La Renault corre, il cuore si allarga. E già, senza essere ancora arrivato, sono a casa.
E mentre la voce di Alan Sorrenti scivola nell’abitacolo della mia Renault 5, tutto sembra trovare il suo posto: la strada che porta a casa, i profumi che già mi aspettano, il calice di Chianti che brilla come un piccolo sole al tramonto.
È un ritorno semplice, ma pieno di poesia, e ogni curva diventa una promessa di calore e memoria.
Con questo pensiero chiudo la pagina di oggi, vi mando un abbraccio sincero e vi do appuntamento a domani, con nuove storie, sapori e leggende da condividere insieme.
Ogni giorno porta con sé un piccolo scrigno di simboli e consigli: basta aprirlo con curiosità per scoprire messaggi nascosti. Ecco gli oracoli di oggi, 24 settembre 2025.
✨ La runa del giorno – Eihwaz
La runa dell’albero sacro, colonna che unisce cielo e terra.
Messaggio: non avere fretta, radicati come le radici e punta in alto come i rami. I passaggi difficili non vanno saltati: vanno attraversati. Oggi la parola chiave è resilienza.
🌿 Madre Natura
L’oracolo della Natura oggi ci porta nel bosco, tra i colori che stanno virando verso l’autunno. Le foglie iniziano a cambiare veste e ci ricordano che la bellezza è anche nel lasciar andare.
Consiglio: cogli un piccolo segno della stagione (una foglia, una castagna caduta, un rametto) e portalo con te come talismano di trasformazione.
📜 L’I Ching – Esagramma 32: La Durata
“La costanza porta successo.”
Tradotto in linguaggio quotidiano: se inizi una cosa, non mollarla al primo ostacolo. Perseverare oggi significa costruire basi solide per domani. Non cedere alle tentazioni della fretta: la durata è la vera vittoria.
🥁 Il Gong
Il suono del Gong oggi vibra lento e profondo, come un richiamo interiore. È un invito a fermarsi, respirare e ascoltare.
Il consiglio sonoro: non riempire ogni minuto di parole e rumori. Un po’ di silenzio può diventare musica.
🌸 conclusione
Gli oracoli oggi si mettono d’accordo: calma, radici, durata, ascolto. Insomma, non è il giorno delle corse sfrenate ma della profondità. Cammina con passo tranquillo, raccogli la tua foglia autunnale e lascia che il respiro diventi la tua bussola.
oggi vi parlo con la spada alzata non per ferire, ma per tagliare le catene che ancora vi tengono legati alle paure.
Molti di voi camminano con il cuore appesantito dal dubbio: ‘Sarò abbastanza? Riuscirò ad affrontare ciò che arriva?’ Io vi dico: siete già pronti. Il coraggio non nasce dall’assenza di paura, ma dalla capacità di avanzare nonostante essa.
🌿 Il consiglio di oggi: fate silenzio per qualche minuto e immaginate che io posi la mia mano sulla vostra spalla. Sentite la forza scorrere in voi, la fiducia che raddrizza la schiena e apre il petto. Da lì, respirate profondamente e affidatemi ciò che non riuscite più a portare.
🔥 Ricordate: ogni volta che scegliete la verità al posto della maschera, ogni volta che dite un “no” che libera oppure un “sì” che vi fa vibrare, io sono accanto a voi. Non abbiate timore dei cambiamenti, perché il cambiamento è solo un altro nome della vita.
Oggi camminate con determinazione e leggerezza: non siete soli, la mia spada traccia sentieri davanti a voi.
Oggi, 24 settembre, la Chiesa celebra San Pacifico da San Severino Marche, frate francescano vissuto nel Seicento, famoso per la sua bontà, la vita austera e la profonda spiritualità. Era un uomo semplice, che non cercava onori né riconoscimenti, ma che riusciva a farsi amare da tutti per il sorriso sereno e per i consigli saggi, sempre accompagnati da una grande umiltà.
Nato nel 1653, entrò giovanissimo tra i Frati Minori. Nonostante le sofferenze fisiche che lo segnarono per tutta la vita – rimase quasi cieco e malato – non si perse mai d’animo e continuò a predicare e confessare fino alla fine, diventando un vero esempio di resilienza e fede incrollabile. Fu canonizzato nel 1839 da papa Gregorio XVI.
🌸 Un santo che ispira oggi
San Pacifico ci ricorda che la forza non sta nell’apparenza, ma nel cuore. Non serve correre dietro a mille obiettivi per sentirsi realizzati: basta coltivare la pace dentro di sé e saperla condividere con chi ci sta accanto.
Un po’ come il suo nome suggerisce, Pacifico ci invita ad essere “portatori di pace” nella quotidianità – magari iniziando con un sorriso, un gesto gentile o una parola che calma.
✨ Curiosità dal calendario
In alcune località marchigiane oggi si svolgono ancora feste popolari in onore di San Pacifico, con processioni, mercatini e banchetti tradizionali. È patrono di San Severino Marche, il suo paese natale. La sua figura è spesso invocata per ottenere serenità interiore e coraggio nelle difficoltà.
🌿 Piccolo pensiero per i lettori di Foglie & Leggende
Se oggi ti senti stanco o sopraffatto, pensa a San Pacifico: un uomo che nonostante la malattia e i limiti fisici ha saputo trasformare la sua vita in un canto di fiducia e speranza. Magari, prenditi un momento di silenzio, bevi una tisana calda e ascolta il tuo respiro: è già un modo per portare la pace dentro di te.