Se uno può essere ricordato allora può anche ritornare
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Marius Depréde Pau: Una vita tra scienza, storia e leggende Marius Depréde Pau è un uomo dalle molteplici sfaccettature, un narratore della natura e della cultura, nato in Piemonte molti anni fa, in una terra ricca di tradizioni, storia e paesaggi incantevoli. Biologo botanico di formazione, Marius ha saputo trasformare il suo amore per le piante, la storia e le leggende in un percorso unico e appassionato, che attraversa discipline e mondi apparentemente lontani. Radici botaniche e cuore storico Con un profondo legame con la natura, Marius ha dedicato la sua carriera allo studio delle piante, esplorandone non solo le caratteristiche scientifiche, ma anche il loro ruolo simbolico e culturale nel tempo. Ogni fiore, ogni albero e ogni paesaggio raccontano una storia, e Marius ne è l’interprete ideale, capace di unire la precisione del biologo con l’immaginazione del narratore. Passione e curiosità: i motori della sua vita “Tutto ciò che faccio è solo per passione” è il motto che guida ogni sua scelta. Che si tratti di condurre un’escursione come guida turistica, di scrivere saggi sulle leggende e i miti legati alla botanica o di raccontare i segreti di un’antica villa storica, Marius mette il cuore in ogni suo progetto. La sua curiosità lo spinge a esplorare continuamente nuovi orizzonti, mescolando scienza, arte e folklore in un racconto unico e affascinante. Scrittore e narratore di mondi Marius è anche un autore prolifico, con una predilezione per i saggi che intrecciano storia, botanica e leggende. I suoi libri sono viaggi nei tempi passati, unendo dati scientifici a storie dimenticate, capaci di incantare sia gli appassionati del sapere che i lettori curiosi. La sua scrittura è un invito a osservare il mondo con occhi nuovi, a scoprire il significato nascosto dietro un antico giardino o a lasciarsi trasportare dalle atmosfere di un racconto popolare. Guida e custode del sapere Come guida turistica, Marius accompagna i viaggiatori in itinerari che non sono semplici escursioni, ma vere e proprie esperienze immersive. Che si tratti di esplorare le bellezze naturali del Piemonte, di visitare castelli intrisi di leggende o di scoprire piccoli borghi ricchi di storia, le sue narrazioni riescono a trasformare ogni visita in un viaggio nel tempo. L’uomo dietro il professionista Marius Depréde Pau è, prima di tutto, una persona autentica, che vive ogni giorno seguendo le sue passioni. La sua visione del mondo è radicata nella meraviglia per il passato e nella capacità di trovare bellezza nei dettagli. È un custode delle tradizioni, ma anche un innovatore che ama condividere con gli altri le sue scoperte, sperando di ispirare in chi lo ascolta lo stesso amore per la conoscenza che guida la sua vita. In ogni progetto, in ogni storia, c’è un pezzo di Marius, che dona sé stesso completamente, animato dalla volontà di lasciare un segno e di raccontare al mondo la poesia nascosta nella scienza, nella storia e nella leggenda.
“Figli della Luce, oggi vi invito a respirare la calma dentro il cuore.
Le onde del mondo sono in movimento, ma chi sa ascoltare la propria verità rimane saldo come una montagna.
Non temete i cambiamenti: essi sono la voce della Vita che rinnova.
Io vi guido verso la chiarezza e la forza interiore: abbiate fiducia, perché ogni porta che si chiude oggi prepara un varco di luce domani.
Purificate i vostri pensieri come il cielo dopo la tempesta: limpido, sereno, senza paura.”
💫 Invocazione:
“San Michele, spada di luce, proteggimi dalle ombre del dubbio e dalle illusioni.
Rendimi saldo nel cuore, puro nei pensieri, limpido nelle azioni.”
🔮 Oracoli del Giorno – 12 ottobre 2025
🌿 Madre Natura consiglia:
Oggi la Natura invita alla raccolta delle ultime erbe autunnali e al riposo della terra. È un giorno di ascolto, di osservazione silenziosa. Cammina tra gli alberi, raccogli una foglia che ti chiama: sarà un piccolo talismano per la pazienza.
“Ogni foglia che cade è un segreto che la Terra si riprende con dolcezza.”
ᚢ Runa del Giorno – URUZ
La forza vitale.
Simbolo di coraggio, guarigione e potenza interiore.
Oggi la runa Uruz ti ricorda che il vero potere non è nel dominare, ma nel canalizzare la tua energia in ciò che ami.
Rinforza corpo e mente, agisci con determinazione, ma resta connesso al cuore.
🕯 Parola chiave: rinascita interiore.
☯️ I Ching – Esagramma 46: SHENG (L’Ascendere)
La crescita lenta e costante.
È il tempo di fare un passo dopo l’altro, senza fretta.
Ogni progresso, anche minimo, oggi porta frutti duraturi.
Non forzare gli eventi: lascia che la tua energia si elevi naturalmente, come una pianta che cerca il sole.
🌱 “Chi sale con umiltà, raggiunge la vetta.”
🎐 Gong e Vibrazioni del Giorno
Frequenza dominante: 396 Hz – Liberazione dalla paura e dal senso di colpa.
Oggi le vibrazioni ti invitano a lasciar andare ogni tensione legata al passato.
Accendi una candela, ascolta un suono profondo o un tamburo lento, e visualizza una luce rosso-arancio che sale dalla terra al tuo cuore.
Lascia che il suono ti attraversi e trasformi in respiro ogni vecchio peso.
🌞 Sintesi del Giorno
Il 12 ottobre 2025 è un portale di forza e guarigione interiore.
San Michele guida i cuori verso la chiarezza, la runa Uruz dona potenza, il Ching invita alla crescita costante, la Madre Terra insegna il distacco sereno e il Gong dissolve le paure residue.
🧚♀️ Filastrocca della bimba e dell’orso del bosco 🌲🐻
Nel bosco fitto e un po’ fatato, una bimba si è smarrita piano, col vestitino tutto dorato e una corona nella mano.
Cammina e chiama, ma nessun risponde, solo il vento le sfiora le chiome, tra foglie, rami e acque profonde il suo nome si perde nel suone.
E quando il pianto le offusca il viso, un’ombra grande le appare accanto: un orso bruno dal dolce sorriso, che parla piano, come un canto.
“Non temere, piccina mia, qui il bosco è casa, non follia. Ti porto al riparo, finché il dì torni a splendere per te così.”
La prese in braccio con tanta cura, le fece un letto di muschio e luna, e la vegliò per tutta la sera con l’occhio buono, l’anima fiera.
Da allora in ogni fiaba antica si dice che un orso ancora si dica protegga i bimbi soli nel prato finché il sogno non sia tornato.
🌙 E se nel bosco sentirai un passo, non fuggir via, ma ferma il cuore: forse è l’orso che viene a spasso, a cercar la sua piccola, la principessa del fiore d’amore. Marius
🌕 Cielo del 12 Ottobre 2025 – La Luna tra le stelle e i pensieri
È una domenica di ottobre in cui il cielo sembra un libro aperto: la Luna danza tra l’Auriga e i Gemelli, Saturno sosta saggio nell’Acquario e Giove si fa brillante compagno di Polluce, come se i pianeti stessi avessero deciso di organizzare un incontro segreto tra vecchi amici del cosmo.
Mercurio, con il suo solito gusto per i misteri, si tuffa nelle acque profonde dello Scorpione, spingendoci tutti a usare più il cervello e meno le chiacchiere.
L’aria è frizzante, le idee pure, ma i ritmi — ahimè — un po’ frenetici.
I segni d’acqua sognano, quelli d’aria progettano, i segni di terra cambiano pelle, e quelli di fuoco… corrono, come sempre, anche se non si sa bene dietro a cosa.
Insomma, un cielo che promette movimento, intuizioni e qualche piccolo colpo di scena, perfetto per un autunno in cui la natura e le stelle parlano la stessa lingua: quella del cambiamento.
🌌 Situazione Astronomica – 12 Ottobre 2025
🔭 Luna:
La Luna si trova tra le costellazioni dell’Auriga e dei Gemelli, vicina alle stelle Hamal e Elnath. Si mostra elegante, con riflessi argentati, quasi a voler accendere un faro tra pensieri e ricordi. Sarà visibile accanto a Saturno, come una lanterna che illumina la saggezza del tempo.
🪐 Saturno:
Ancora retrogrado, Saturno passeggia nell’Acquario, vicino al confine con i Pesci. Un po’ filosofo, un po’ burbero, ma pronto a ricordarci che ogni passo lento costruisce futuro.
💫 Giove:
Brilla in congiunzione con Polluce, una delle stelle dei Gemelli. Un incontro raro e poetico, che porta chiarezza, comunicazione e un pizzico di fortuna per chi crede ancora nei piccoli miracoli quotidiani.
🔮 Urano e Nettuno:
Restano osservatori silenziosi nei cieli profondi. Non amano la ribalta, ma regalano visioni e sogni a chi sa guardare oltre il visibile.
🌠 Situazione Astrologica
🦂 Mercurio in Scorpione: la mente si fa acuta, indagatrice, magnetica. Si scava, si capisce, si smaschera. Ottimo momento per investigatori, psicologi… e curiosi professionisti del “fammi vedere cosa c’è dietro”.
♃ Giove e Saturno in buon aspetto: equilibrio tra espansione e responsabilità. È il cielo che costruisce, non quello che improvvisa. Ideale per mettere ordine tra sogni e realtà.
🐂 Toro segno fortunato della settimana: pragmatismo e intuito, soldi che arrivano o almeno promesse che suonano credibili (e non è poco).
🔮 Oroscopo del giorno – Domenica 12 Ottobre 2025
♈ Ariete:
Giove ti invita a rallentare. Sì, hai letto bene. Rallentare! Non tutto ciò che si muove veloce vince. Forse oggi il miracolo è… riposare.
♉ Toro:
I pianeti ti guardano con affetto, come parenti che finalmente riconoscono i tuoi meriti. Il cielo è tuo, la fortuna pure. L’unico rischio? Voler controllare anche la fortuna. Lascia fare.
♊ Gemelli:
La Luna gioca a casa tua, ma sei così impegnato a parlare che quasi ti perdi lo spettacolo. Fermati un attimo: c’è un’idea geniale che sta passando… e non aspetta!
♋ Cancro:
Mercurio in Scorpione ti dona un intuito da sensitivo. Peccato che tu lo usi per capire se qualcuno ti ha guardato storto. Canalizza meglio, piccolo rabdomante dell’anima!
♌ Leone:
Ti senti un po’ fuori fuoco, come una stella che brilla ma non sa dove puntare. È solo un passaggio: Saturno ti rimette in rotta. Fatti una pausa regale, ma non drammatica.
♍ Vergine:
Stai architettando tutto con precisione svizzera, ma il cosmo ti manda un messaggio: “Non tutto può essere pianificato”. Accetta l’imprevisto come una parentesi divina.
♎ Bilancia:
Hai voglia di bellezza, armonia e forse anche di una fetta di torta. Il cielo ti accontenta a metà: bellezza sì, torta… solo se la fai tu.
♏ Scorpione:
Mercurio è con te: mente acuta, parole affilate, intuizioni fulminanti. Perfetto per capire tutto, ma rischioso se dici tutto. Dosare, caro Scorpione, dosare.
♐ Sagittario:
Vorresti scappare in un viaggio o almeno su un tappeto volante. Giove però ti ricorda che la vera avventura è dentro. (Sì, lo so, non è la stessa cosa, ma abbi pazienza.)
♑ Capricorno:
Saturno, tuo vecchio amico, ti premia con una lezione di maturità: stai diventando saggio. Non dire però che è colpa sua se sei più serio del solito.
♒ Acquario:
Con Saturno nel tuo segno, sei il filosofo del giorno. Tutti ti chiedono consiglio e tu vorresti solo dormire. Parla poco ma bene, e magari chiudi il telefono.
♓ Pesci:
Nettuno sussurra, Urano disturba, la Luna ispira. In sintesi: caos creativo. Perfetto se dipingi, pericoloso se cucini. Ma tanto ti vogliono bene lo stesso.
🌕 E dunque cari amici…
Il cielo di questo 12 ottobre è come una lettera scritta con inchiostro d’argento:
invita a pensare, a creare, a ricominciare.
Sotto la Luna dei Gemelli, Saturno osserva, Giove illumina, Mercurio analizza.
E noi, piccoli umani, impariamo — ancora una volta — a credere nei dettagli,
perché è lì che il cosmo nasconde i suoi miracoli.
E quindi, adesso vediamo quale importanza ha avuto il 12 ottobre nella storia.
🌍 12 Ottobre nella Storia – Quando il mondo cambiò rotta
C’è una data che profuma di scoperta, di avventura e, diciamolo pure, di qualche abbaglio: 12 ottobre, giorno in cui il mondo — letteralmente — cambiò direzione.
Ma non fu solo il giorno di Colombo e delle Americhe: nei secoli, il 12 ottobre ha raccolto nascite illustri, scoperte, prime volte, e curiosità che mescolano genio, poesia e un pizzico di follia.
Sedetevi, dunque, cari lettori di Foglie & Leggende: oggi sfogliamo insieme il calendario delle meraviglie.
⚓ 1492 – Colombo tocca “le Indie”… e trova un Nuovo Mondo
Cristoforo Colombo approda sulle coste delle isole Bahamas credendo di aver raggiunto l’Asia. In realtà aveva appena “scoperto” un continente che gli indigeni abitavano da millenni.
Lui lo chiamò San Salvador, e quel giorno, 12 ottobre 1492, la Storia prese un respiro nuovo — un po’ turbolento, ma indimenticabile.
È il giorno che in molti Paesi si celebra come “Giornata della Scoperta dell’America”, o, in modo più consapevole, come “Giornata dei Popoli Indigeni”.
📡 1964 – Nasce il mondo televisivo moderno
Il 12 ottobre 1964 la Soviet Union lancia la sonda spaziale Voskhod 1, prima missione della storia con un equipaggio plurimo.
Da quel giorno, l’uomo non guardò più solo le stelle… ma cominciò davvero a frequentarle.
In Italia, lo stesso periodo segna una svolta: la RAI trasmette le prime sperimentazioni a colori, e la TV diventa compagna di famiglia. Il bianco e nero stava per conoscere la nostalgia.
🎨 1822 – Nasce Giuseppe Verdi (sì, anche se ufficialmente l’11)
C’è chi giura che Verdi nacque nella notte tra l’11 e il 12 ottobre 1813, quando le stelle sembravano in accordo perfetto con il destino dell’opera italiana.
In ogni caso, questo giorno ci riporta sempre al suo nome e alla sua musica, che ancora oggi fanno vibrare piazze e teatri.
Come dire: se anche non è nato il 12, questo giorno gli calza a pennello.
🎂 Nati il 12 ottobre
Luciano Pavarotti (1935) – la voce che unì cielo e terra, melodia e passione. Hugh Jackman (1968) – l’australiano più amato del grande schermo, tra artigli di adamantio e musical di Broadway. Bode Miller (1977) – sciatore leggendario e filosofo della neve. Josh Hutcherson (1992) – il Peeta dei Hunger Games, nato sotto una luna che ama i colpi di scena.
⚰️ Ricorrenze e addii celebri
1960 – muore Inés de Castro? No, ma morì Jean Cocteau, poeta e artista surrealista, amico di Picasso e Edith Piaf. Lo stesso giorno se ne andò anche Edith Piaf. Un colpo di scena cosmico: il poeta e la voce di Parigi insieme, come se la vita avesse deciso di concludere una poesia.
📜 Curiosità da raccontare a cena
🌎 In Spagna si celebra oggi il Día de la Hispanidad, con parate e feste nazionali dedicate alla cultura latina nel mondo.
🕊️ In America Latina molte comunità indigene ribattezzano il 12 ottobre come Día de la Resistencia Indígena, per ricordare la loro storia e identità.
🎈 Nel 1979 viene presentato al pubblico il primo modem domestico, aprendo la via alla connessione che oggi ci fa chiacchierare con le stelle (e con i chatbot, aggiungiamo noi).
🎬 Nel 1968, in questa data, debutta il film Il Pianeta delle Scimmie in Europa. La fantascienza diventò specchio filosofico dell’umanità: e forse qualche verità scomoda.
🍂 Curiosità “stagionale”: secondo antiche tradizioni contadine piemontesi, il 12 ottobre segnava “la chiusura del grano”, il momento in cui si sigillavano i granai con rami di salice e rosmarino, simboli di abbondanza e protezione.
Il 12 ottobre è una porta del tempo: si apre sull’ignoto, sulle grandi scoperte e sui nuovi inizi.
Colombo vide l’oceano, Verdi udì la musica, Piaf cantò la vita, Jackman la recitò.
Noi, oggi, possiamo solo sorridere sapendo che ogni giorno può essere una scoperta, se alziamo gli occhi e impariamo a guardare il mondo come fosse sempre il primo giorno.
✨ “Ogni scoperta è un atto d’amore verso l’ignoto.”
Oggi ci muoviamo nel 1921, una data che un po’ ha cambiato il mondo, era da poco finita la prima guerra mondiale e le industrie stavano riprendendo il loro corso, le persone cercavano di tornare alle loro vite anche se mancavano inconsapevolmente pochi anni alla seconda guerra mondiale, comunque esisteva qualcosa di buono qualcosa che ha fatto in modo che tutto, anche se per breve tempo tornasse un po’ alla normalità un giorno parleremo di questo periodo e scriverò una serie di articoli delucidando parti della storia che sono presenti in alcuni libri accessibili a tutti, ma letti da pochi, per il momento ci occupiamo di qualcosa di più frivolo.
🌸 12 Ottobre 1921 – L’Europa che tornava a respirare
C’era un profumo diverso nell’aria dell’Europa dell’autunno 1921.
Un profumo di rinascita, cipria e benzina, di palcoscenici che si riaccendevano, di atelier che riprendevano a tagliare sete e velluti dopo gli anni cupi della guerra.
Le strade avevano ancora ferite da ricucire, ma nei caffè si tornava a parlare di teatro, di cinema e di nuovi motori.
Era il dopoguerra che voleva sognare, e il 12 ottobre 1921 ne fu una piccola, grande istantanea.
💃 La Moda del 1921 – Il passo leggero della libertà
Le donne avevano smesso di indossare busti rigidi e corpetti costrittivi: la moda respirava, e con lei tutto un mondo.
In Francia Coco Chanel già disegnava abiti dalle linee dritte, semplici ma elegantissime, con la prima apparizione del suo mitico “little black dress” ancora in embrione.
Le gonne si accorciavano (scandalo!), le maniche diventavano più ampie e i capelli… si tagliavano corti.
Nasceva la “garçonne”, la donna indipendente, che fumava, guidava e non chiedeva il permesso a nessuno per vivere.
In Italia, le sartorie torinesi e milanesi seguivano il ritmo di Parigi, ma con un tocco più romantico: pizzi, velluti e nastri nei toni del vinaccia e del verde salvia.
Si tornava a ballare nei saloni, e i tessuti leggeri si muovevano come musica.
🚗 Le Automobili – Il rombo della rinascita
Le strade europee cominciavano a riempirsi di automobili eleganti e rumorose, simbolo di progresso e libertà.
A Torino, la FIAT lanciava la 501, una vettura robusta ma raffinata, ideale per le nuove famiglie della borghesia urbana.
In Francia, la Citroën Type A era già un successo: carrozzeria lucida, fari rotondi e la promessa di un viaggio senza cavalli.
E per chi poteva permetterselo, c’erano le Bugatti Type 23 e Rolls-Royce Silver Ghost, vere opere d’arte su quattro ruote.
Il motore diventava un suono di speranza: l’Europa si rimetteva in moto, letteralmente.
🎭 Teatro – Il ritorno dell’emozione
Il pubblico tornava nei teatri come chi rientra a casa dopo un lungo esilio.
A Parigi, Sarah Bernhardt, ormai anziana, recitava ancora, una leggenda vivente che commuoveva platee intere.
A Vienna, il teatro espressionista mostrava volti deformati e anime inquietate: l’arte cercava di dare un senso a ciò che la guerra aveva distrutto.
In Italia, tra Torino e Roma, spopolavano le commedie leggere e malinconiche di autori come Luigi Pirandello, che proprio in quegli anni iniziava a stupire il pubblico con le sue opere “scomode” sulla maschera e sull’identità.
I suoi personaggi confusi tra realtà e finzione rappresentavano perfettamente un’epoca in cerca di sé.
🎬 Cinema – Il sogno che non dorme mai
Il cinema era la magia del momento: luci tremolanti, pellicole mute e pianisti dal vivo che accompagnavano amori e disastri sullo schermo.
A Hollywood nasceva la leggenda di Rudolph Valentino, l’italiano che fece impazzire l’America nel film I quattro cavalieri dell’Apocalisse (1921).
Le spettatrici sognavano il suo sguardo intenso e il tango proibito, mentre gli uomini prendevano nota dei suoi gesti eleganti.
In Germania, il cinema d’autore muoveva i primi passi con Il Gabinetto del Dottor Caligari, e a Roma, nel 1921, veniva fondata la Cines, casa di produzione che avrebbe scritto la storia del cinema italiano.
☕ La Vita Quotidiana – Tra caffè e giornali
Nei caffè di Torino e Parigi si discuteva di politica e poesia, si ascoltavano i nuovi grammofoni, e i giovani sognavano viaggi in treno e amori oltre confine.
Le prime radio iniziavano a diffondere musica, e i giornali erano pieni di ottimismo e di nuove invenzioni.
Il futuro sembrava una città in costruzione, rumorosa ma piena di promesse.
🌷 Il Sapore del Tempo
Il 12 ottobre 1921 non è solo una data: è un respiro collettivo.
L’Europa, ancora segnata dal dolore, tornava a sorridere con pudore, a vestirsi di colori, a ballare il foxtrot nei salotti, a scrivere lettere profumate e a guardare il cielo senza paura.
Fu l’inizio dei “ruggenti anni Venti”, con tutto ciò che la parola “ruggente” porta con sé: libertà, eccessi, e un’irresistibile voglia di vivere.
✨ “Eppure la vita ricominciava, come un abito cucito su misura dal tempo.” – Marie Edmée Pau
E dopo questa breve parentesi nostalgica del 1921, e credetemi che quello è stato un periodo veramente fervente per la storia e per tutta la nostra vita e quello che stiamo vivendo adesso, vi ripeto che scriverò una serie di articoli forse in versione storia da leggere o pagine del diario, perché vale la pena conoscere queste storie
Direi che è una ricetta anche oggi ci sta bene, in quel periodo le patate sicuramente non mancavano nel 1921 in tutta Europa, un piatto semplice, ricco e devo dire anche ottimo, una ricetta che si trovava su tutte le tavole d’Europa.
Polpette di patate cremose su funghi.
🥔 Polpette di Patate Cremose ai Funghi
Con un tocco inglese, degno di un tè delle cinque in campagna 🇬🇧🍄
Un piatto che profuma d’autunno e di bosco, ma con quella nota “british” che ricorda la cucina casalinga dei cottage immersi nel verde, dove il fuoco del camino accompagna la cena. Semplici polpette perfette per un pranzo domenicale o una cena raffinata ma semplice.
🌿 Ingredienti (per 4 persone)
Per le polpette:
600 g di patate farinose 40 g di burro 60 g di cheddar grattugiato (oppure Parmigiano, se preferisci un tocco italiano) 1 uovo 2 cucchiai di farina Sale e pepe nero macinato Noce moscata q.b. Pangrattato per la panatura Olio di semi per la cottura (o burro chiarificato, all’inglese)
Per la salsa cremosa ai funghi:
250 g di funghi champignon o misti (anche porcini, se vuoi arricchire) 1 scalogno piccolo tritato finemente 30 g di burro 1 cucchiaio di farina 200 ml di brodo vegetale caldo 100 ml di panna fresca 1 cucchiaino di senape inglese (facoltativo ma consigliato!) Sale, pepe e prezzemolo fresco tritato
🍳 Preparazione
Prepara la base delle polpette: Lessa le patate con la buccia finché morbide. Sbucciale e schiacciale con il burro, il cheddar, l’uovo, la farina, sale, pepe e una grattata di noce moscata. Lascia riposare 10 minuti, poi forma delle palline compatte e passale leggermente nel pangrattato. Cottura delle polpette: In una padella ampia, sciogli un po’ di burro (o olio) e cuoci le polpette finché sono dorate su tutti i lati. Tienile al caldo. Prepara la salsa cremosa ai funghi: Nella stessa padella, aggiungi lo scalogno e i funghi tagliati a fettine. Lascia rosolare con il burro, poi spolvera con un cucchiaio di farina e mescola bene. Versa il brodo caldo e lascia addensare, poi unisci la panna e un pizzico di senape inglese. Cuoci per 5-7 minuti fino a ottenere una crema vellutata. Unisci e servi: Rimetti le polpette nella salsa e lasciale insaporire per qualche minuto a fuoco basso. Servi con una spolverata di prezzemolo fresco e, se vuoi, qualche goccia di limone per vivacizzare i sapori.
🍷 Suggerimento di abbinamento
Un bicchiere di Chardonnay leggermente barricato o, per restare in Inghilterra, una birra Pale Ale dal profumo di malto.
💫 Curiosità
Negli anni ’20 in Inghilterra, le patate erano protagoniste dei piatti del dopoguerra perché nutrienti, economiche e versatili. Queste polpette ricordano le “potato cakes” servite nei pub, ma qui sono rivisitate in chiave piemontese con una salsa che profuma di bosco.
📖 Pagina di diario — 12 ottobre 1921, Campagne dell’Hampshire
Dal taccuino del Capitano Edward Sinclair
Londra, ore 8 del mattino.
La nebbia era ancora bassa sui viali di Kensington quando ho acceso il motore della mia Rolls-Royce Silver Ghost. Il ruggito sommesso del motore, quasi un sussurro d’argento, ha coperto per un istante il ricordo del fragore dei cannoni che ancora, a volte, mi rimbomba nella mente.
La guerra è finita da tre anni, eppure… certi silenzi fanno più rumore delle esplosioni.
Eppure oggi, per la prima volta da tempo, sento un fremito di dolcezza: torno a casa, nella villa di campagna dei miei genitori, tra le colline dorate dell’Hampshire.
Il viaggio si snoda lento, tra siepi umide di rugiada e alberi che già cominciano a tingersi d’autunno.
La Silver Ghost fila elegante sulla strada di campagna, come se avesse memoria delle mani di chi l’ha costruita, precise e devotamente inglesi.
Dal finestrino vedo passare contadini curvi nei campi, bambini che salutano incuriositi l’auto lucente, e donne che rientrano con i cesti di mele.
Ogni cosa sembra intatta, eppure tutto è cambiato. Anche io.
Quando il viale dei tigli si apre sulla villa di famiglia, il cuore mi si stringe.
È un luogo dove il tempo si è fermato: il laghetto con i cigni, la veranda col glicine, la bandiera inglese che pende mollemente dal balcone del salone.
E davanti alla porta, con il grembiule bianco e gli occhi pieni di luce, c’è Nanny Margaret, la mia vecchia tata.
È stata lei a crescermi più di chiunque altro, con la voce che sapeva essere severa e carezzevole nello stesso istante.
Appena scendo dall’auto, mi stringe le mani, poi, come se volesse trattenere il tempo, sussurra:
“Bentornato, mio caro capitano. Ti ho preparato le tue polpette preferite… quelle ai funghi, con la salsa cremosa. Ti ricordi?”
Mi ricordo, eccome.
Le polpette di patate ai funghi erano il mio rifugio da bambino, il profumo che mi riportava a casa dopo i collegi e gli inverni lontani.
Ora, con la guerra alle spalle e una quiete nuova nel cuore, quel piatto mi sembra una carezza sul passato.
Seduto nella grande cucina, accanto al fuoco che scoppietta, assaggio il primo boccone:
il sapore è lo stesso — dolce, cremoso, caldo di ricordi.
Mi sembra quasi di sentire il padre chiamarmi dallo studio, la madre che suona il pianoforte nel salone, e il vento che muove i tendaggi.
Fuori, il sole filtra tra le foglie d’autunno.
Dentro, il silenzio profuma di burro, funghi e nostalgia.
Scrivo sul mio diario, prima che la sera cali:
“La pace non è solo l’assenza della guerra.
È ritrovare la propria infanzia in un piatto di polpette calde.”
E dopo questa bella pagina nostalgica è un sacco di informazioni l’importanza di questo 12 ottobre direi che possiamo anche leggerci domani, voglio ringraziarvi perché siete davvero tanti, non saprei nemmeno come ringraziarvi tutti oltre 700 visite al giorno, che dire grazie davvero di cuore perché queste pagine rimarranno nel tempo Come scritte su di un diario che in realtà non è reale ma vive nell’aria ed è lì che rimarrà aspettando che qualcuno sfogli queste pagine e ne faccia tesoro.
C’era una volta un Papa che faceva sorridere la gente. Non con proclami o poteri, ma con la sua bontà disarmante. Lo chiamavano “il Papa Buono”, e in effetti lo era davvero: semplice come il pane, luminoso come un tramonto d’ottobre.
Oggi, 11 ottobre, la Chiesa ricorda San Giovanni XXIII, il Pontefice che aprì le finestre del Vaticano per far entrare aria nuova e Spirito vivo.
🌿 Il sorriso che cambiò la Chiesa
Nato Angelo Giuseppe Roncalli nel 1881 a Sotto il Monte (Bergamo), fu uomo di campagna, di preghiera e di umanità sincera.
Nel 1958, ormai anziano e considerato “di passaggio”, fu eletto Papa. Ma quel “passaggio” divenne un soffio di rinnovamento: convocò il Concilio Vaticano II, che ancora oggi guida la Chiesa nel dialogo e nella speranza.
Fu lui a dire:
“Non guardate ciò che divide, ma ciò che unisce. Non temete il mondo: abbracciatelo.”
E ancora:
“Io non conosco eretici, conosco solo fratelli.”
Parole che risuonano attuali, in un tempo in cui la bontà sembra un atto di coraggio.
☀️ Il santo del sorriso
San Giovanni XXIII amava l’ironia gentile, le risate spontanee, la cucina buona e i racconti semplici della gente.
Quando un giornalista gli chiese quanti lavoravano in Vaticano, rispose con il suo sorriso bonario:
“Circa la metà.” 😄
Fu canonizzato nel 2014 da Papa Francesco, e la sua festa liturgica cade proprio oggi, giorno in cui aprì il Concilio, l’11 ottobre 1962.
Il suo messaggio rimane limpido come acqua di fonte:
“Non abbiate paura della bontà e della tenerezza.”
🌾 Altri santi ricordati oggi
Oltre al “Papa Buono”, oggi la Chiesa ricorda anche:
San Filippo Diacono, uno dei primi sette diaconi della Chiesa, apostolo dell’Etiopia e dell’annuncio pieno di Spirito. Sant’Alessandro Sauli, vescovo barnabita e riformatore della diocesi di Pavia, uomo di cultura e cuore. San Gummaro di Lier, patrono dei falegnami e degli sposi in difficoltà (in Belgio è molto amato: il suo bastone avrebbe fatto germogliare un albero, simbolo di fede viva). Beata Maria Desolata Torres Acosta, fondatrice delle Serve di Maria, esempio di carità umile e costante.
🌸 Meditazione del giorno
Oggi è un giorno che parla di tenerezza, umanità e perdono.
San Giovanni XXIII ci insegna che la santità non è fatta di gesti eroici, ma di bontà quotidiana: una parola gentile, un sorriso, un ascolto sincero.
Come scrisse nel suo Giornale dell’anima:
“Tutto il mondo è la mia famiglia.”
🍞 Consiglio per passare una giornata semplice in meditazione
Accendi una candela bianca, prepara un pane fragrante o una minestra semplice: qualcosa che scaldi il cuore.
Mangiala pensando a chi non hai più accanto e mandagli luce, come avrebbe fatto lui, il Papa del dialogo e dell’affetto.
✨ “La bontà è il più grande atto rivoluzionario.” – San Giovanni XXIII
Foglie d’oro cadono lente, come pensieri sparsi sul vento. Il cielo si veste di velluto grigio, e il sole gioca a nascondino tra le nuvole.
Profumo di terra bagnata, e pioggia che tamburella piano sui vetri, cantando melodie antiche di domeniche tranquille e tazze fumanti.
Rami spogli si tendono al cielo, abbracciando l’aria fresca, mentre un ricordo di sole estivo sospira tra le nuvole colorate di tramonto.
E io, guardando fuori, respiro questo dolce tempo di passaggio, dove ogni foglia che cade è un piccolo addio e un nuovo inizio. Marius
🌕 Oroscopo e Cielo dell’11 ottobre 2025
Luna Gibbosa Calante: il tempo delle riflessioni e dei piccoli nodi da sciogliere
C’è un silenzio sospeso nell’aria di ottobre, come un respiro trattenuto tra la luce dorata del pomeriggio e il primo freddo che bussa alle finestre.
L’11 ottobre 2025 ci accoglie con la Luna Gibbosa Calante, fase di introspezione e resa dei conti, quando ciò che abbiamo seminato comincia a mostrare i suoi frutti… anche quelli meno dolci. È una Luna che spinge a guardare dentro, non fuori: a sistemare il cassetto delle emozioni, a chiudere conversazioni lasciate a metà, a non fingere più che “va tutto bene”.
Meglio rimandare gli appuntamenti importanti e le decisioni decisive: il cielo invita alla prudenza, non all’azione.
Sarà dopo la metà del mese che le energie torneranno più leggere e favorevoli.
🌙 Situazione Astrale dell’11 ottobre 2025
Fase lunare: Luna Gibbosa Calante Segno influenzato: Bilancia Tendenza del giorno: introspezione, piccoli ostacoli relazionali e mentali Consiglio cosmico: ascoltare più che parlare, osservare più che agire
🔮 Oroscopo segno per segno
♈ Ariete
Giornata un po’ nervosa: vorresti fare mille cose, ma qualcosa o qualcuno sembra rallentarti. La Luna ti provoca nel campo emotivo: meglio non rispondere d’impulso. Serata ideale per un bagno caldo o una passeggiata tra le foglie.
♉ Toro
Un po’ di malinconia autunnale si fa sentire, ma la Luna ti invita a riconsiderare alcune scelte. Potrebbe riaffiorare un vecchio amore o un pensiero mai chiarito. Respira e non cercare subito risposte.
♊ Gemelli
Le parole oggi possono diventare armi a doppio taglio. Meglio rimandare discussioni e chiarimenti: la Luna calante non è alleata dei confronti. Usa l’ironia come scudo, ma non ferire chi ti vuole bene.
♋ Cancro
Il tuo cuore è più sensibile del solito e la Luna in fase calante amplifica tutto. Piccole tensioni in famiglia o sul lavoro, ma anche momenti dolci se lasci spazio al perdono.
♌ Leone
Il re dello Zodiaco oggi è stanco. Forse troppi impegni, forse una delusione recente. Concediti una pausa: spegni i riflettori e lascia che il mondo giri da solo per un giorno.
♍ Vergine
La Luna ti fa riflettere su vecchie abitudini da cambiare. Sul lavoro non tutto fila liscio, ma dalla seconda metà del mese si apriranno nuovi orizzonti. Stasera, spezie e profumi in cucina ti ridaranno buonumore.
♎ Bilancia
Cara Bilancia, il compleanno quest’anno porta introspezione più che feste. La Luna ti chiede sincerità: chi vuoi davvero accanto a te? Quale parte di te non hai più voglia di nascondere? È tempo di scegliere con il cuore.
♏ Scorpione
L’atmosfera lunare è tua alleata, anche se in modo silenzioso. Riemergono emozioni intense: canalizzale in qualcosa di creativo o spirituale. Ottimo giorno per meditare o scrivere.
♐ Sagittario
Un lieve senso di disordine mentale ti accompagna, ma niente di grave. Evita di prendere impegni troppo seri: la Luna ti distrae e potresti dimenticare un dettaglio importante.
♑ Capricorno
Qualcosa nel lavoro richiede più attenzione: forse un cliente, forse un documento. L’11 e il 12 non sono giorni adatti a contratti o riunioni decisive. Aspetta la metà del mese per agire.
♒ Acquario
Hai bisogno di silenzio, di un piccolo spazio tuo. La Luna ti suggerisce di fermarti e respirare. In amore, un gesto semplice potrà valere più di mille parole.
♓ Pesci
Emozioni profonde e sogni vividi: la Luna calante ti fa navigare tra i ricordi. Se una vecchia ferita bussa alla porta, non scappare: accoglila e lascia che insegni.
📜 L’11 ottobre fra storia e memorie
Questa data, l’11 ottobre, ha visto succedere cose importanti, nascere e morire figure che hanno lasciato tracce profonde nella cultura, nella politica, nell’arte, nella scienza. Ecco una selezione dei fatti più significativi, pensati per risvegliare la curiosità di chi non solo ama il presente, ma vuole sentire anche l’eco del passato.
🕰 Eventi storici principali
1941 – È il giorno considerato l’inizio della resistenza macedone contro il fascismo, con gli scontri dei partigiani a Prilep e Kumanovo. In Nord Macedonia oggi l’11 ottobre è festa nazionale: Day of the Macedonian Uprising. 1984 – Kathryn Dwyer Sullivan diventa la prima donna americana a compiere un’attività extraveicolare (una “passeggiata spaziale”), durante la missione dello Space Shuttle Challenger STS-41-G. 1910 – Theodore Roosevelt vola come passeggero su un aeroplano pilotato da Arch Hoxsey nei pressi di St. Louis. È un momento che riflette l’aria di novità dell’epoca, di meraviglia tecnologica. 2002 – L’ex presidente USA Jimmy Carter viene insignito del Premio Nobel per la Pace il 10 novembre… no, questa è la data indicata per l’annuncio che cade l’11 ottobre. Moment importante che rimane impresso. 1956 – Il Regno Unito effettua il suo primo bombardamento atomico aereo su Maralinga (Australia Meridionale) con un Vickers Valiant, il 11 ottobre.
🙋 Personaggi nati in questo giorno
Persone che condividono l’11 ottobre come compleanno, alcune delle quali ancora oggi influenti:
Eleanor Roosevelt
1884
Prima Lady, diplomatica, attivista per i diritti umani.
Roman Jakobson
1896
Linguista russo-americano, figura chiave per la linguistica strutturale e le scuole praghese/altri modelli europei.
Rei Kawakubo
1942
Stilista giapponese, fondatrice di Comme des Garçons, nota per il suo stile avant-garde e il modo provocatorio di ripensare la moda.
Cardi B
1992
Rapper, personaggio pop internazionale, noto non solo per la musica ma anche per il suo modo schietto e diretto di comunicare.
⚰️ Grandi figure che se ne sono andate
Anche le partenze avvenute l’11 ottobre parlano, e si mescolano spesso con simboli forti.
Meriwether Lewis – l’esploratore che, insieme a William Clark, portò avanti la famosa spedizione nell’Ovest americano, morì l’11 ottobre 1809. Jean Cocteau – artista poliedrico francese (poeta, regista, scrittore), morto l’11 ottobre 1963. Dorothea Lange – fotografa statunitense, celebre per le sue immagini toccanti della Grande Depressione, è deceduta l’11 ottobre 1965. Jörg Haider – politico austriaco controverso, deceduto l’11 ottobre 2008.
🌍 Osservanze e ricorrenze
Giornata Internazionale della Ragazza (International Day of the Girl Child) – ogni anno l’11 ottobre si celebra questa giornata delle Nazioni Unite, dedicata ai diritti, all’istruzione, alla parità per le ragazze nel mondo. Day of the Macedonian Uprising – come già detto, in Nord Macedonia si ricorda l’avvio della lotta contro l’occupazione fascista.
L’11 ottobre è un giorno che mescola: slanci verso il nuovo (esplorazioni, conquiste), ma anche fine di storie importanti, testimonianze di lotte, affetti che si interrompono. È perfetto accostato all’idea della Luna Gibbosa Calante: un momento in cui guardare cosa si chiude, cosa si sta trasformando, cosa merita di essere ricordato — e in che modo questi ricordi costruiscono la nostra identità.
Lunedì, 11 ottobre 1993. (Immagine di una giornata)
Fu una giornata come tante, eppure, se chiudo gli occhi, posso ancora sentire l’odore del caffè che si mescolava a quello della pioggia.
Il cielo era basso, il vento giocava con le foglie sul davanzale, e il mondo sembrava camminare piano, come se avesse voglia di raccontarsi.
In radio passavano continuamente “Living on My Own” di Freddie Mercury — la voce potente e malinconica che riempiva le stanze come un’eco di libertà. Ogni volta che partiva quel ritornello, qualcuno alzava il volume: persino la vicina del piano di sopra, quella che ascoltava solo Claudio Baglioni, canticchiava senza saperlo in inglese.
In TV, dopo cena, tutti guardavano la Rai: forse una puntata di Fantastico, o magari la nazionale di calcio che si preparava a una partita decisiva. C’erano ancora i varietà con le piume, i comici eleganti e le sigle che ti restavano in testa per giorni. Niente streaming, niente replay: o eri lì davanti allo schermo, o perdevi tutto.
Sul tavolo del salotto, accanto al vaso con le foglie secche, c’era il libro del momento — “Va’ dove ti porta il cuore” di Susanna Tamaro. Tutti ne parlavano: mamme, zie, colleghe. Si diceva che facesse piangere, ma anche riflettere. Un romanzo che, come quella Luna calante di ottobre, invitava a guardarsi dentro e a perdonare.
La pubblicità che più divertiva era quella di Ambrogio e la signora languorina, con il cioccolatino d’oro della Ferrero Rocher: bastava una battuta (“Ho un leggero languorino…”) per far ridere anche chi non aveva fame. E subito ti veniva voglia di aprire la dispensa, per vedere se c’era almeno un dolcetto rimasto dal giorno prima.
Fu un autunno gentile, pieno di piccoli riti: il pane da scaldare nel forno, la trapunta tirata fuori dall’armadio, i quaderni con la copertina blu.
Nelle cucine si preparavano risotti alle mele e alle castagne, e i pomeriggi sapevano di zuppe e di televisione accesa in sottofondo.
La vita era semplice, e per questo così difficile da dimenticare.
🧀 Risotto ai Quattro Formaggi
(ricetta tradizionale, cremosa e senza segreti)
🍶 Ingredienti per 4 persone
320 g di riso Carnaroli (o Arborio, se vuoi un tocco più morbido) 1 piccola cipolla dorata, tritata fine 40 g di burro 1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva 1 bicchiere di vino bianco secco Circa 1 litro di brodo vegetale caldo 60 g di Gorgonzola dolce 60 g di Fontina 40 g di Parmigiano Reggiano grattugiato 40 g di Pecorino o Provolone piccante (a seconda dei gusti) Pepe nero macinato fresco Un pizzico di noce moscata (facoltativo, ma consigliato)
👩🍳 Preparazione
Base del risotto: In una casseruola dal fondo spesso, fai sciogliere metà del burro con l’olio e aggiungi la cipolla tritata. Lasciala appassire dolcemente, finché diventa trasparente e dolce, senza bruciare. Tosta il riso: Versa il riso e fallo tostare per 2 minuti, mescolando. Quando i chicchi sono lucidi e caldi, sfuma con il vino bianco e lascia evaporare. Cottura: Aggiungi un mestolo di brodo caldo per volta, mescolando spesso e aspettando che venga assorbito prima di aggiungerne altro. Dopo circa 10 minuti, comincia a sentire il profumo di casa. Unisci i formaggi: Quando il riso è quasi cotto (dopo 15-16 minuti), aggiungi i formaggi tagliati a cubetti: prima quelli più morbidi (gorgonzola e fontina), poi i più duri (pecorino e parmigiano). Mescola dolcemente finché il tutto si scioglie in una crema vellutata. Mantecatura finale: A fuoco spento, aggiungi il resto del burro e, se vuoi, una spolverata di pepe nero o noce moscata. Copri con un coperchio e lascia riposare due minuti, così il risotto “si assesta” e diventa perfettamente cremoso. Servizio: Servi il risotto caldo, morbido e lucente. Se vuoi un tocco scenografico, puoi decorare il piatto con scaglie di parmigiano o una goccia di miele al tartufo — un segreto da chef anni ’90!
🍷 Abbinamento vino
Un Chardonnay strutturato o un Soave Classico accompagneranno la cremosità del piatto senza coprire i formaggi.
Un risotto decisamente autunnale che mi spinge a creare una pagina nostalgica.
📖 Diario di una domenica d’ottobre — Vercelli, 1993
La mia Ford Capri verde inglese era pronta già all’alba, lucida come una promessa. Avevo passato la sera precedente a sistemare i sedili, a lucidare il cofano e a regolare lo specchietto: piccoli rituali da innamorato. Quando girai la chiave, il motore ruggì come un vecchio leone soddisfatto.
Partii con la radio che trasmetteva Fields of Gold di Sting — una canzone che sembrava scritta apposta per la pianura piemontese, dove l’autunno veste i campi d’oro e le risaie specchiano il cielo. Lungo la strada verso Vercelli, l’aria profumava di foglie bagnate, di fumo di legna e di pane appena sfornato.
La Capri scivolava morbida tra le cascine e i filari, con quella linea da coupé sportiva che faceva ancora voltare qualcuno ai bordi della strada. In autunno, le sue cromature brillavano come la lama di un ricordo.
Arrivai dai miei genitori poco prima di mezzogiorno. La casa era avvolta da un profumo irresistibile: risotto alle mele, castagne, pane raffermo e curcuma, con un tocco di cannella e peperoncino — la specialità di mia madre, che diceva sempre che il segreto del risotto è “farlo respirare”.
Mio padre mi accolse sul cancello con un sorriso e una battuta sulla mia “macchina inglese dal cuore italiano”. Mentre parcheggiavo la Capri sotto il vecchio noce, vidi mia madre affacciarsi alla finestra con il mestolo in mano, chiedendo se avevo fame.
Seduti in veranda, con la tovaglia a quadretti e il vino rosso nel bicchiere, il mondo sembrava tornare al suo posto.
Fuori, la campagna taceva, le risaie luccicavano e il pomeriggio si scioglieva piano, come burro sul riso.
Quando ripresi la strada al tramonto, il cielo era color rame e la Ford Capri, fedele compagna, mi riportava verso la sera, con il motore che cantava piano e il cuore pieno di gratitudine.
E anche oggi abbiamo finito, abbiamo scritto un’altra pagina bella o brutta che sia e qualcosa che ci tiene una grande compagnia, così almeno mi è stato detto e mi è stato scritto e di questo non posso far altro che ringraziarvi, ci si legge domani e un abbraccio a tutti, grazie