
La Bambina e la Lepre Nera
C’era una volta, in un villaggio ai piedi di colline silenziose, una bambina che ogni giorno sedeva sulla soglia di casa. Aspettava il ritorno del papà, che era partito da molti mesi per la guerra. Gli uccelli cantavano, il vento muoveva gli alberi, ma dentro la bambina regnava la tristezza.
Un pomeriggio, mentre il cielo si tingeva di rosa, una lepre nera comparve accanto a lei. Non era una lepre qualunque: i suoi occhi brillavano di saggezza e dolcezza, e il pelo scuro scintillava di magia sotto la luce del tramonto.
— Non temere, piccola — disse la lepre con voce che sembrava un soffio di vento — io sono qui per farti compagnia.
La bambina, incredula e felice, si accoccolò vicino alla lepre e le raccontò tutto: i giorni lunghi, le notti solitarie, il desiderio di abbracciare di nuovo il papà. La lepre ascoltava in silenzio, e ogni volta che la bambina piangeva, un piccolo raggio di conforto la avvolgeva come un caldo abbraccio invisibile.
Ma nessuno nel villaggio credeva alla lepre nera. — Sono solo fantasie della bambina — dicevano gli adulti. — Nessuna lepre parla, e men che meno una nera come la notte.
La bambina però non si lasciò scoraggiare. Ogni giorno, appena il sole calava, la lepre appariva, e insieme passeggiavano tra i campi, saltellando e ridendo silenziosamente.
Poi, un giorno, giunse il rumore di passi lontani: il papà stava tornando, accompagnato dal sentiero alberato che attraversava il bosco. La bambina corse verso la strada, il cuore le batteva forte. E proprio accanto a lei, come se sapesse che il momento era arrivato, c’era la lepre nera.
Gli occhi della lepre incontrarono quelli della bambina, e per un istante parve che parlasse senza parole:
— Ricorda sempre, anche quando nessuno crede a ciò che senti nel cuore, tu devi credere fino in fondo.
Quando la bambina voltò lo sguardo verso il padre che camminava sorridendo e salutando, la lepre nera si accovacciò un’ultima volta e, in un battito di ciglia, svanì come nebbia al sole.
Il papà la prese tra le braccia, e la bambina sentì tutto il calore e la gioia del mondo. Ma nel suo cuore, la lepre nera continuava a saltellare tra i ricordi e i sogni, come un segreto prezioso che solo chi crede davvero può vedere.
Morale della storia:
Non smettere mai di credere in ciò che il tuo cuore sa essere vero, anche se il mondo intorno a te non ci crede. A volte, la magia esiste proprio perché qualcuno ha avuto il coraggio di vedere oltre l’ordinario. Le fiabe di Nonno Marius
Per me ormai è diventato un appuntamento giornaliero quello di scrivervi, mi sembra quasi di scrivere una lettera dei cari amici ed effettivamente è così.
15 novembre, non mi dite che il tempo non sta correndo non riuscirei a credervi! Comunque sia quest’anno ci ha portato tante belle novità, tante belle riflessioni e anche qualche delusione ma fanno parte del gioco della vita
Come al solito, subito dopo la fiaba che sto raccogliendo da svariati scritti (in realtà fotografo direttamente le pagine scritte da me a mano e le faccio riordinare dalla famosa intelligenza artificiale perché trascriverle sarebbe un po’ difficile, chiaro che devo controllarle, perché a volte scrive cose perchésapete come si dice asino di natura non riconosce la propria scrittura) passiamo direttamente all’oro Oroscopo giornaliero
Quindi vi auguro buona lettura!
🌟 Oroscopo del 15 novembre 2025
Ecco l’oroscopo per tutti i segni, un po’ simpatico, un po’ veritiero — tieni però conto che è una lettura leggera!
Ariete ♈️
Hai l’energia di Giove che brilla alta nel cielo: oggi senti che puoi osare. Occhio però: non trasformare la spinta in impazienza — almeno finché Venere si fa desiderare (o risveglia). Sii gentile con te stesso e con gli altri.
Toro ♉️
Saturno ti ricorda responsabilità e costanza. Hai voglia di sistemare qualcosa: una relazione, un progetto, una routine. Approfittane ora che la serata ancora te lo concede. Ma concediti anche un momento di leggerezza.
Gemelli ♊️
Giove è alto e ti invita ad esplorare: nuove idee, conversazioni, contatti. Lascia che la curiosità ti guidi. Però, Marte e Mercurio sono un po’ troppo nascosti — non affrettare tutto, lascia che si schiariscano le idee.
Cancro ♋️
È un buon momento per guardarsi dentro: Venere (anche se poco visibile) può suggerirti di ascoltare il tuo cuore. Saturno ti chiede impegno nelle cose pratiche. Equilibrio tra sogno e realtà: questo è il mantra.
Leone ♌️
Brilla come Giove in cielo… ma attenzione all’ombra di Saturno: non tutto deve essere “show”, ogni tanto anche il backstage conta. Cerca un gesto gentile per chi ti sta vicino — farà più effetto di un applauso.
Vergine ♍️
Hai voglia di ordine, precisione, e oggi puoi metterci mano. Marte è basso, quindi potresti sentirti un po’ bloccato: non preoccuparti, è solo un passaggio. Prenditi un momento per pianificare, poi aziona.
Bilancia ♎️
Il cielo è favorevole ai rapporti: Venere (anche se in mattina) ti suggerisce armonia, Saturno ti suggerisce serietà. Ottimo equilibrio tra charme e coerenza: mostrati, ma con cuore.
Scorpione ♏️
Potresti sentire una spinta interiore forte: Giove ti sostiene. Usala per trasformare qualcosa che stavi rimandando. Lascia andare un po’ il controllo: a volte l’ignoto porta sorprese belle.
Sagittario ♐️
Come il tuo segno ama, punta in alto: Giove ti invita ad aprirti. Ma Saturno ricorda che anche le fondamenta contano. Quindi non basta sognare, costruisci qualcosa di solido.
Capricorno ♑️
Saturno è il tuo alleato storico e oggi ti chiede praticità e costanza. Venere può riscaldare una situazione fredda: concediti un momento umano, una carezza o una parola gentile.
Acquario ♒️
Hai molte idee nuove che emergono dal buio (Giove!). Sii coraggioso. Ma ricorda: anche quando le stelle sembrano alte, bisogna rimanere con piedi ben piantati per concretizzare.
Pesci ♓️
Il cielo ti tocca con delicatezza: Venere ti invita a sentire, Giove ti invita a credere. Non affannarti a capire tutto: la bellezza sta anche nei dettagli invisibili. Prenditi cura della tua anima.
Il 15 novembre nella storia, come al solito guardiamo i nostri fatti e misfatti e i personaggi legati storicamente a questa data, anche oggi tante curiosità da leggere e comunque da imparare
🌒 15 Novembre – Fatti, Misfatti e Meraviglie nella Storia
Il 15 novembre non è una data qualsiasi. È un giorno in cui la storia sembra divertirsi a mescolare genialità, drammi, arte, politica, scoperte e persino piccole rivoluzioni quotidiane. Dalle grandi battaglie alle invenzioni che hanno cambiato il mondo, passando per compleanni illustri e addii celebri, questo giorno racconta un mosaico di destini che ancora oggi risuonano nel nostro presente.
📜 Eventi storici del 15 novembre
1492 – Colpi di cannone dal mare.
Cristoforo Colombo annota nel suo diario il primo incontro con i popoli indigeni delle Antille. Non sapeva di aver aperto una porta immensa… e anche parecchi guai futuri.
1533 – Matrimonio con destino segnato.
Il conquistador Francisco Pizarro cattura Atahualpa, l’ultimo imperatore inca. Una pagina feroce della storia sudamericana.
1777 – Nasce il vero prototipo del “manuale d’uso” americano.
Il Congresso Continentale approva gli Articoli della Confederazione, primo passo verso la Costituzione degli Stati Uniti.
1864 – In corsa verso Atlanta.
Il generale Sherman avvia la celebre “Marcia verso il Mare”, un’operazione militare che segnerà la Guerra Civile Americana.
1920 – Il primo popolo intero vota.
Nella Faith Cabin Library in South Carolina, inaugurazione di una delle prime biblioteche per afroamericani nel Sud segregato. Un piccolo gesto, una grande rivoluzione.
1928 – Nasce l’icona dei cartoni animati.
Viene presentato “Steamboat Willie”, il cortometraggio che porta al mondo Mickey Mouse, con la voce di un certo Walt Disney…
1949 – La Germania Est ha un volto.
Viene eletto per la prima volta il presidente della Repubblica Democratica Tedesca.
1988 – Palestina: dichiarazione storica.
Ager Laiv: Yasser Arafat proclama ufficialmente la nascita dello Stato di Palestina.
2001 – Microsoft lancia Xbox.
Una console che cambierà il concetto di gioco casalingo e farà nascere generazioni di gamer insonni e felicissimi.
👶 Nati il 15 novembre
1738 – William Herschel
Astronomo tedesco naturalizzato inglese. Fu lui a scoprire Urano e a portarci un po’ più vicino alle stelle.
1887 – Georgia O’Keeffe
Pittrice statunitense, maestra dei fiori giganteschi e dei paesaggi desertici. Un’icona dell’arte moderna.
1891 – Erwin Rommel
Il celebre “Volpe del Deserto”, generale tedesco noto per la sua strategia austera e brillante durante la Seconda Guerra Mondiale.
1929 – Ed Asner
Attore e doppiatore americano, volto storico della TV statunitense e voce calda e familiare anche in molti film animati.
1959 – Petula Clark
Cantante e attrice britannica che ha fatto ballare mezzo secolo a colpi di “Downtown”.
1983 – Johnny Flynn
Attore e cantante britannico, volto del nuovo folk inglese.
🌹 Morti il 15 novembre
1630 – Johannes Keplero
Il matematico che ci ha insegnato che i pianeti non girano in cerchio… ma in ellissi.
Un genio che, se potesse vedere le nostre app astronomiche, sorriderebbe compiaciuto.
1670 – Charles I Stuart, duca di Mantova e Monferrato
Un uomo stretto tra politica, cultura e intrighi dinastici.
1907 – Paula Modersohn-Becker
Pioniera dell’espressionismo tedesco: colori intensi, donne solide, anime vere.
1965 – Manuel Bandeira
Poeta brasiliano, voce delicata e malinconica della letteratura sudamericana.
1980 – Sholem Asch
Scrittore yiddish, narratore di viaggi, memorie e comunità perdute.
1989 – Léon Degrelle
Una delle figure più controverse del Novecento europeo: politico belga, scrittore, combattente e ideologo fascista.
2020 – Soumitra Chatterjee
Attore iconico indiano, simbolo del cinema di Satyajit Ray.
🔍 Tra curiosità, leggende e piccole note di colore
Il 15 novembre è anche il giorno mondiale dedicato alle malattie polmonari croniche: un invito, ogni anno, a respirare meglio, ma soprattutto a ricordare chi fa fatica. In molti villaggi europei, secondo il folclore, è il giorno in cui “la nebbia prende forma”: spiriti buoni che proteggono le case o, secondo altri, anime in cammino. In Scozia, per tradizione antica, il 15 novembre si faceva il primo controllo delle scorte di whisky per l’inverno. Piccoli rituali fondamentali per la sopravvivenza… e per il buonumore.
Il 15 novembre è un giorno fatto di ombre e luci, di nascite luminose e di addii importanti. È una pagina del calendario che parla di rivoluzioni, di arte e di sogni che viaggiano su navi, nei deserti o dentro un foglio di carta. Come sempre, la storia ci sussurra che ogni giorno, anche il più ordinario, porta con sé un universo intero.
🌍 15 novembre 1949 – L’Europa che ricominciava a respirare
Tra polvere di macerie, sogni nuovi e gonne che si allargano come speranza.
Il 15 novembre 1949 è una fotografia particolare: sgranata, un po’ stinta, ma piena di vita. L’Europa era ancora ferita, ma stava rialzandosi come una donna che, dopo una lunga notte, si liscia la gonna, si sistema i capelli e torna a camminare con dignità.
E l’Italia? Un misto di ingegno, povertà, fantasia e testardaggine. Insomma: l’Italia.
🕊️ La situazione politica: Europa, uno stivale di macerie e ricostruzione
Nel 1949 il mondo si stava dividendo in due grandi poli: da una parte gli Stati Uniti con il piano Marshall e l’idea di un’Europa che potesse risollevarsi; dall’altra l’Unione Sovietica, con un blocco orientale sempre più compatto.
Nasceva da pochi mesi la NATO, una promessa di protezione reciproca… e un buon numero di discussioni. La Germania era ancora spaccata: la parte Ovest stava muovendo i primi passi verso la Repubblica Federale Tedesca, mentre a Est il socialismo si consolidava. La Francia, con i suoi governi che duravano meno di un mazzo di fiori, lavorava alla modernizzazione industriale. La Gran Bretagna, ancora provata, manteneva lo sguardo fiero ma contava le sterline con prudenza. E l’Italia? Viveva un periodo di grande fermento: cristianodemocrazia forte, sinistra combattiva, ricostruzione lenta ma costante, e un desiderio enorme di lasciarsi alle spalle la tragedia recente.
C’erano discussioni infinite sul prezzo del pane, sul ruolo dei partiti, su quale futuro dare alle nuove generazioni. Ma soprattutto c’era una volontà condivisa: ricominciare, qualunque cosa significasse.
🚗 Le auto del 1949 – L’odore di benzina era profumo di futuro
Il mercato automobilistico europeo sembrava un bambino che ricomincia a parlare, sillaba dopo sillaba.
In Italia usciva dalle linee una gloria in miniatura: la Fiat 500C “Topolino”, il simbolo motorizzato della rinascita. Non consumava nulla, la potevi riparare con un cacciavite e tanta buona volontà, e sembrava sorriderti col cofano bombato.
La Fiat 1100 girava già per le strade, elegante come una signorina di buona famiglia che però non disdegnava un po’ di avventura. Le famiglie la guardavano con occhi sognanti: “un giorno la compreremo… magari”.
In tutto il continente, la motorizzazione era timida ma determinata:
in Germania la Volkswagen Typ 1, la futura “Maggiolino”, stava diventando una piccola promessa; in Francia la Citroën 2CV cominciava ad apparire come un miracolo meccanico per le campagne; in Inghilterra la Morris Minor portava allegria e leggerezza.
Non erano solo auto: erano sogni su quattro ruote.
👗 La moda – L’eleganza come terapia
Il mondo della moda, nel 1949, aveva deciso di fare la rivoluzione.
Christian Dior con il suo New Look aveva imposto:
gonne ampie come cerchi, vite sottili da vespa, spalle morbide, tessuti finalmente abbondanti.
Un trionfo di femminilità che forse voleva dire:
“Abbiamo sofferto, ma torniamo a essere belle. Torniamo a sorridere”.
In Italia le sartine facevano miracoli con poco: una vecchia tenda diventava un vestito da festa, una tovaglia ricamata si trasformava in camicetta, e un cappello sgualcito risorgeva con un fiocco nuovo.
Gli uomini sfoggiavano giacche dalla linea pulita, pantaloni leggermente più larghi, camicie stirate con cura geometrica. L’eleganza era un dovere morale. Anche se non avevi soldi, almeno sembravi ricco.
🛠️ Progetti e lavoro – La ricostruzione come epopea
Le città erano cantieri a cielo aperto. A Milano si ricostruiva il centro, a Torino la Fiat tirava su stabilimenti come funghi, a Roma si progettavano quartieri popolari.
Le fabbriche ripartivano, le ferrovie riprendevano vita, e i treni della speranza portavano uomini e donne al Nord in cerca di lavoro.
La parola chiave del 1949 era ingegnarsi.
E l’Italia era bravissima in questo.
🌙 I sogni dell’Europa
L’Europa del 1949 sognava tre cose:
La pace vera, quella che dura. La prosperità, quella che non ti fa controllare il portafoglio ogni cinque minuti. La libertà, quella con cui respirare senza paura.
Gli italiani aggiungevano qualche sogno tutto loro:
possedere un frigorifero, avere un vestito buono da mettere alla domenica, trovare un lavoro fisso, e magari andare al cinema a vedere la Lollobrigida senza preoccuparsi della luce razionata.
E poi c’era la magia: la sensazione che tutto fosse possibile, anche se non c’erano ancora le prove.
✒️ Conclusione – 15 novembre 1949, il giorno in cui si ricominciava a credere
Era un mondo diviso, stanco, ferito.
Eppure bellissimo nella sua volontà di rinascita.
Le donne sorridevano con rossetti rossi come sfida; gli uomini si rimboccavano le maniche; le città rinascevano da sole come fiori dopo l’inverno.
Il 1949 era questo: imperfetto, incerto, ma pieno di speranza.
Un po’ come noi, ogni volta che dobbiamo ricominciare.
Quanta storia, quante vite quanta sofferenza ma anche quanta gioia, questo è stato il 15 novembre del 1949 alcuni di noi ne hanno sentito parlare dai nonni o addirittura dai genitori dobbiamo fare tesoro di queste storie e di questi accadimenti a tratti terribili, in modo che mai più debbano succedere
Passiamo a una nota un pochettino più leggera, almeno così cerchiamo di digerire alcuni tratti della storia, la nostra ricetta quotidiana. Spero che voi stiate facendo una bella raccolta anche se prima o poi uscirà un mio ricettario personale dal momento che ho ricette come se ci fosse un domani.
Torta Salata alla Francese (Ricetta anni ’50)

“Per le signore che desiderano portare in tavola un piatto semplice, nutriente e di sicuro successo.”

Ingredienti (per una tortiera da 26 cm)
200 g di farina bianca setacciata 100 g di burro fresco 1 pizzico di sale fino 3 cucchiai d’acqua fredda 150 g di guanciale tagliato a dadini 3 uova di fattoria 200 ml di latte intero 50 ml di panna fresca 80 g di formaggio stagionato grattugiato (tipo Gruyère o Emmental, se disponibile) Pepe nero quanto basta Un’ombra di noce moscata Una piccola noce di burro per ungere la teglia
Preparazione
1. La Pasta Brisée (come facevano le brave massaie francesi)
Disponete la farina a fontana sulla spianatoia, unite il burro a pezzetti e un pizzico di sale. Lavorate rapidamente con le dita, come a sbriciolare la sabbia fine.
Aggiungete l’acqua fredda e impastate fino a ottenere una pasta liscia.
Formate una palla, avvolgetela in un tovagliolo pulito e lasciatela riposare almeno mezz’ora in luogo fresco.
2. Il Ripieno Saporito
In una padellina di ferro, fate rosolare il guanciale a fiamma dolce finché non diventa dorato e profumato.
In una terrina battete le uova con una forchetta, unite il latte, la panna, il formaggio grattugiato, un poco di pepe e un soffio di noce moscata.
Aggiungete infine il guanciale tiepido, mescolando con cura.
3. La Composizione della Torta
Stendete la pasta con il matterello, con eleganza e calma, come insegnavano le nonne.
Ungete la tortiera con una piccola noce di burro e adagiatevi la pasta, rifilando i bordi.
Versate il composto di uova e latte all’interno, livellando delicatamente.
4. La Cottura
Ponete la torta nel forno già caldo, a temperatura moderata (180°C), e lasciate cuocere per circa 35–40 minuti, finché la superficie apparirà gonfia e leggermente dorata.
Lasciate riposare qualche minuto prima di servire: il profumo farà radunare tutta la famiglia in cucina.
Consiglio delle riviste culinarie del ’50
Questa torta salata è perfetta per una colazione sostanziosa, un pranzo leggero o una serata con ospiti inattesi. Si accompagna deliziosamente con una fresca insalata di stagione o con un bicchiere di vin blanc e per l’esattezza:
🥂 1. Alsace Pinot Blanc
Elegante, lieve, con note di mela e fiori bianchi.
La sua acidità pulisce benissimo la cremosità del ripieno e il grasso del guanciale.
È l’abbinamento più “classico” e sicuro.
🥂 2. Bourgogne Chardonnay (non barricato)
Un bianco di Borgogna semplice e giovane.
Morbido ma non invasivo, accompagna la torta senza sovrastarla.
Perfetto se la vuoi servire come piatto principale del mezzogiorno.
🥂 3. Muscadet Sèvre-et-Maine
Più fresco, asciutto e marino.
Ottimo se desideri qualcosa di molto leggero, che dia slancio al piatto.
Quindi, una bellissima e buonissima torta salata alla francese e il gioco è fatto, un bicchiere tozzo di vino e che dire ai ragazzi alla salute per tutti voi e ci vediamo domani
Marius Depréde Pau 




