Lettera di Marius Decrespe a Papus
Introduzione: La corrispondenza tra Marius Decrespe e Papus: magnetismo, piante e stregoneria antica
Alla fine del XIX secolo, in un’epoca in cui scienza e spiritualità cercavano un fragile equilibrio, due grandi figure dell’occultismo francese, Marius Decrespe e Papus (Dr. Gérard Encausse), si scambiarono idee e intuizioni che ancora oggi affascinano gli appassionati di esoterismo. Entrambi profondi conoscitori delle tradizioni ermetiche e delle scienze occulte, esploravano la connessione tra il mondo naturale e le energie sottili che lo permeano.
Questa corrispondenza che ho avuto la fortuna di possedere (in seguito vi spiegherò come), basata sui loro interessi e le loro opere, si focalizza su due temi centrali: il magnetismo emanato dalle piante e il loro ruolo nelle antiche pratiche magiche. Le lettere evidenziano un dialogo appassionato e speculativo su come le piante non siano solo strumenti materiali, ma esseri con un’aura magnetica in grado di influenzare il corpo e lo spirito umano.
Attraverso questi scambi, Decrespe propone un’ipotesi audace: la foresta come un immenso corpo energetico vivente, in cui ogni pianta è un nodo di connessione con l’universo. Papus, dal canto suo, approfondisce il tema, suggerendo possibili applicazioni pratiche di questa teoria, sia nell’ambito della guarigione che nella chiaroveggenza.
Immergetevi in queste lettere per esplorare un momento storico in cui l’occultismo sfidava i limiti del sapere umano, alla ricerca delle radici profonde che collegano il visibile e l’invisibile.
Parigi, 15 novembre 1894
Caro amico Papus,
Spero che questa mia ti trovi in buona salute e immerso nei tuoi preziosi studi. Ti scrivo per condividere alcune riflessioni che nascono dai miei ultimi approfondimenti sulla stregoneria antica e sulla straordinaria connessione tra le piante e il magnetismo vitale.
I grimori medievali che ho consultato, tra cui alcuni frammenti poco noti del Liber Herbarius, menzionano non solo l’uso delle piante per i loro principi attivi, ma anche il loro potere di influire sull’energia sottile degli esseri viventi. Credo che le pratiche erboristiche non siano state solo una forma primitiva di medicina, ma un’arte profondamente magnetica.
La mia ipotesi è che le piante non siano meri oggetti passivi della natura, ma fonti attive di un magnetismo che noi, esseri umani, possiamo captare e indirizzare. Alcune specie, come il vischio, il tasso o l’aconito, possiedono un’aura che interagisce con il nostro corpo astrale, non diversamente da come i magneti interagiscono con i metalli. Questo potrebbe spiegare perché certi rituali antichi richiedessero specifiche erbe raccolte in particolari fasi lunari: non era un simbolismo astratto, ma un modo per sincronizzare il magnetismo delle piante con l’energia cosmica.
Un esperimento recente mi ha lasciato senza parole. Ho disposto alcune foglie di ruta e verbena accanto a un sonnambulo in uno stato di ipnosi profonda. Egli ha riferito di percepire una sorta di “calore freddo”, un’energia che descriveva come luminosa, ma non visibile agli occhi fisici. La sua sensazione era che la pianta stesse trasmettendo una forza che interagiva con il suo sistema nervoso. Non credi che queste testimonianze avvalorino la possibilità che le piante emettano una forma di magnetismo spirituale, oltre a quello materiale?
Mi piacerebbe discutere con te un sistema per classificare le piante non solo secondo i loro usi medici, ma anche in base al loro potenziale magnetico. Immagino che ogni pianta possieda una sua polarità specifica, influenzata dal suo habitat, dal tipo di terreno e dalla quantità di luce che riceve.
Attendo con ansia il tuo parere su questi temi e spero di poterti incontrare presto per approfondire insieme queste scoperte. Ti lascio con il pensiero che, forse, ogni foresta sia una rete pulsante di magnetismo vivente, un riflesso del grande corpo universale di cui tanto abbiamo discusso.
Con grande stima e affetto,
Tuo,
Marius Decrespe
Ecco la risposta di Papus.
Parigi, 20 novembre 1894
Caro Marius,
La tua lettera è giunta come un soffio d’aria carico di quei profumi e misteri che solo i boschi antichi sanno evocare. Ti ringrazio per aver condiviso le tue affascinanti riflessioni sulle piante e sul loro magnetismo, un tema che, come ben sai, ho sempre considerato fondamentale nel grande schema dell’occultismo.
La tua osservazione sul vischio e sul suo potere magnetico è di grande interesse. I Druidi lo consideravano sacro, non solo per le sue proprietà medicinali, ma perché credevano che raccoglierlo sotto il solstizio d’inverno amplificasse le sue qualità spirituali. Forse avevano intuito, con la saggezza che noi oggi tentiamo di riscoprire, ciò che tu descrivi così brillantemente: che le piante non sono meri oggetti della natura, ma esseri vivi, con un’aura sottile che si intreccia alla nostra.
Riguardo alla tua ipotesi sulla polarità delle piante, sono completamente d’accordo. Se i minerali e i metalli possono trasmettere energie magnetiche, perché non le piante, che pulsano di linfa e ricevono direttamente l’influsso del sole e delle stelle? Le tue osservazioni sui rituali erboristici medievali non solo confermano la loro valenza pratica, ma suggeriscono che quei rituali fossero anche una forma di “scienza sottile” che univa la fisica e il mondo spirituale.
Il tuo esperimento con il sonnambulo è straordinario e mi riporta a un concetto di cui abbiamo spesso parlato: l’idea che il corpo umano sia un condensatore di energie sottili. Se il nostro corpo astrale può percepire il magnetismo delle piante, ciò potrebbe significare che le foreste siano, come tu suggerisci, un’eco del corpo universale. Ogni pianta sarebbe allora un “nodo” di energia che vibra in sintonia con il cosmo.
Mi piacerebbe portare avanti questa ricerca insieme a te. Ho in mente di sperimentare con alcune piante che considero particolarmente potenti dal punto di vista magnetico, come la belladonna e l’artemisia, usate da secoli per scopi oracolari. Potremmo confrontare le nostre esperienze per verificare se, come ipotizzo, alcune piante possano persino amplificare la chiaroveggenza.
Inoltre, credo che il magnetismo vegetale abbia profonde implicazioni sulla salute umana. Se riusciamo a comprendere come indirizzare questa forza, potremmo creare un nuovo sistema di guarigione che integri il potere spirituale delle piante con le moderne tecniche del magnetismo.
Concludo ringraziandoti ancora per la tua ispirazione e per la passione che metti nello studio di queste discipline. Non dimenticare che la nostra missione è non solo quella di esplorare, ma di riportare alla luce i frammenti di una sapienza antica che appartiene a tutta l’umanità.
Con profonda stima e amicizia,
Tuo devoto,
Papus
Ecco le conclusioni e le considerazioni di Marius Decrespe annotate sul suo diario dopo aver ricevuto la risposta di Papus:
Parigi, 25 novembre 1894
Oggi ho riletto con grande attenzione la risposta di Papus alla mia ultima lettera. Come sempre, la sua profondità di pensiero e la sua capacità di ampliare prospettive che ritenevo già vaste mi lasciano ammirato. Le sue parole sulla polarità delle piante e sulla possibilità di usarle per amplificare stati di chiaroveggenza mi colpiscono profondamente: mi spingono a considerare come ogni elemento della natura possa essere non solo un’emanazione, ma una manifestazione di un principio superiore.
Mi sono soffermato, in particolare, sulla sua osservazione secondo cui la foresta sia un corpo energetico vivente. È un’idea che risuona con una forza quasi mistica. Ogni pianta, allora, non è solo parte di un insieme, ma un individuo che collabora con il tutto, in un’armonia silenziosa che solo pochi sanno percepire. Se davvero ogni foglia, radice e fiore vibra in accordo con il grande corpo universale, allora i riti antichi, basati sulla raccolta delle erbe in momenti specifici, non erano superstizione ma scienza, seppur velata da simbolismi.
Papus mi ha invitato a considerare l’uso della belladonna e dell’artemisia per verificare la loro capacità di aprire porte alla chiaroveggenza. Devo ammettere che il pensiero mi attrae, ma anche mi intimorisce. Queste piante, con il loro potenziale non solo medicinale ma anche psicotropo, sembrano incarnare quella duplicità che è propria della natura stessa: vita e morte, guarigione e pericolo. Credo che condurrò degli esperimenti, ma con estrema cautela.
Un’altra riflessione che nasce da questo scambio epistolare è la possibilità di classificare le piante non solo per il loro uso pratico, ma per il loro magnetismo astrale. Se riuscissimo a creare una sorta di mappa energetica del regno vegetale, potremmo non solo comprendere meglio il loro influsso sul corpo umano, ma anche stabilire nuove connessioni tra il mondo materiale e quello spirituale.
Annoto, infine, una domanda che da giorni mi tormenta: questo magnetismo vegetale è un fenomeno spontaneo della natura o è il risultato di una volontà superiore, un’eco della forza divina che plasma l’universo? Non ho risposta, ma forse non è necessario averla. Forse la vera magia sta proprio nella ricerca.
Concludo questa giornata con un rinnovato senso di meraviglia per il lavoro che stiamo svolgendo. Papus ha ragione: non stiamo solo esplorando il passato, ma stiamo riportando alla luce frammenti di una sapienza antica che appartiene a tutti, una verità che lega ogni uomo, pianta e stella in un unico, immenso disegno.
M. Decrespe
Trovo che sia affascinante leggere e trascrivere queste lettere e considerazioni, in particolare il diario di Marius Decrespe è fonte di ispirazione è uno spaccato di vita del tempo.
Marius Depréde Pau
N.B. Alcune parti delle lettere non sono leggibili per via del passare del tempo, quindi alcune frasi potrebbero mancare, mi sono preso la libertà di interpretare le parti mancanti basandosi su altre lettere scritte dal Decrespe.




