Ballata celtica

Scartabelli e ad un certo punto ti trovi una ballata celtica, chiaramente non dell’epoca ma scritta molto dopo, intanto pubblico e poi cercherò di farla musicare.

Nel Cuore della Foresta

(Celtic Ballad)

(Intro – dolce arpa e flauti)

Oh vento che danzi tra i rami d’argento,

sussurra alle foglie un canto mai spento.

Nel cuore profondo di boschi incantati,

danzano gli elfi dai passi dorati.

(Strofa 1)

Là dove il ruscello si tinge di luna,

una fata si specchia leggera e digiuna.

Sfiora le acque con dita d’aurora,

sussurra alle stelle: “la notte s’innamora”.

(Ritornello – corale e maestoso)

Oh foresta, culla antica,

terra sacra e mai tradita.

Canta il vento, danza il mare,

la magia non può morire!

(Strofa 2)

Sotto la roccia, nel cuore di un monte,

i nani forgiano spade di bronzo e di fonte.

Con martelli che battono al ritmo del tuono,

scolpiscono il tempo nel fuoco e nel suono.

(Bridge – più lieve e sognante)

E quando l’aurora si specchia nel cielo,

un canto di elfi si libra leggero.

Tra muschio e rugiada, tra quercia e cristallo,

il cuore del bosco risplende in un ballo.

(Ritornello – corale e maestoso)

Oh foresta, culla antica,

terra sacra e mai tradita.

Canta il vento, danza il mare,

la magia non può morire!

(Outro – arpa e voce lieve)

Se un giorno perdessi la via del ritorno,

cerca la quercia che sfida il giorno.

Ascolta il sussurro di antiche radici,

nel cuore del bosco… saremo felici.

Marius

Eramnesia, sentirsi fuori tempo

“Eramnesia” è un termine che descrive la sensazione di essere nati nell’epoca sbagliata, come se si appartenesse a un altro periodo storico.

Questa parola non è ufficialmente riconosciuta nei dizionari tradizionali, ma si è diffusa negli ultimi anni nei contesti culturali e filosofici per esprimere il disagio o la nostalgia per un tempo mai vissuto. Chi prova eramnesia può sentirsi fuori posto nella società attuale e idealizzare epoche passate, magari per il loro stile di vita, valori o estetica.

È un concetto simile all’anacronismo personale e alla nostalgia storica, ma con un focus più esistenziale. Ti senti così anche tu?

Trovo che sia una sensazione che proviamo in molti, ho deciso di approfondire questo argomento e mi piacerebbe sapere la vostra opinione.

Scrivi la tua sensazione e apriamo un gruppo di discussione.

Marius

L’incanto dell’aceto

Delfina Croce 1884

Oggi vi presento l’ultima fatica 😅, un incantesimo con ingrediente principale l’aceto, abbiamo trovato diverse pagine che trattano sull’argomento, questa in particolare trovo che sia molto carina ed interessante.

Nel tempo che fu, nell’anno del Signore 1884, la buona Delfina Croce, donna di saggia arte e occhio attento ai segni del cielo e della terra, praticava l’antico incantesimo dell’aceto, sì come tramandato da madri a figlie, da bocca a orecchio, nelle notti ove la luna alta sovrastava le acque.

Pria che la candida tela fosse toccata dal mistico liquore, ella attendea il momento giusto, ché non ogni notte era propizia. L’acqua, elemento primo, dovea specchiar la luna, ché in quel riflesso si celava il volere dell’ignoto. Indi, col fiato dolce d’un canto antico, intingeva le dita nell’aceto forte e lo lasciava gocciolar sulla tela di lino distesa dinanzi a sé.

Le macchie, nell’attimo del tocco, prendeano forme misteriose, tracciando sul bianco istoria non scritta, parole mute ch’ella sola sapea comprendere. A chi ricercava risposte, a chi bramava saper il fato avvenire, Delfina leggea i segni, ché non era ella ma il mondo stesso a sussurrar la verità. E nel silenzio della notte, tra l’odore acre dell’aceto e il lume pallido della luna, il destino si disvelava come acqua che scorre tra le dita.

Trascrivo (tradotto) le parole che si recitavano nel momento in cui si versava l’aceto sulla tela.

Incantesimo dell’Aceto

Sotto il lume della luna chiara,

che il vero si mostri, che il falso si sfara.

Goccia su tela, segna il cammino,

svela il destino che sta sul confino.

Per l’acqua che scorre, per il vento che tace,

che il segno s’impregni e il dubbio si sface.

Ombra e luce, macchia e segreto,

svelami il fato, ché nulla sia vieto.

L’aceto che scende, la tela che prende,

parli la sorte, e il vero si stenda!

Spero che anche questo piccolo scritto vi sia gradito.

Tradotto dal diario di Delfina Croce 1885

Marius Depréde Pau

Delfina Croce immagine digitalizzata

Delfina Croce, l’incanto della primavera.

Oggi vi presento questa breve pagina di Delfina Croce, probabilmente un pensiero scritto di sera, trovo che sia una pagina colma di significato, buona lettura.

Pagina del Diario di Delfina Croce – Primavera dell’Anno 1885

Oh luna, dolce astro dei miei sogni, che dall’alto ciel mi osservi e mi vegli, sii testimone stanotte dell’incanto che nel cuor mio germoglia come fiore novello. La primavera ha posato il suo velo di rugiada sopra ogni petalo, e l’aria è gravida del profumo della terra che si ridesta.

In questa notte chiara, ove il silenzio è solo rotto dal sussurro delle fronde e dal canto sommesso delle creature notturne, io compongo il mio incanto con la grazia che la Natura mi insegna.

Per la luce dell’astro pallido, che rifrange i miei desideri;

Per la rugiada che stilla come lacrima d’angelo sul grembo della terra;

Per i fiori che si schiudono al soffio lieve della brezza d’oriente;

Che si compia il mio volere, che fiorisca la sorte mia come campo di margherite al primo sole.

Io raccolgo tre petali di primula e li lascio posare sulla mia mano, ove la luna li bacia con la sua luce argentea. Unisco al soffio della notte il mio pensiero, lieve e puro, perché voli a chi di me si ricorda.

E così sia.

Tradotto da Marius Depréde Pau

Minimalismo, la casa come specchio.

Minimalismo: La Casa Come Riflesso del Nostro Essere Interiore

Nel mondo frenetico di oggi, la casa non è solo un rifugio fisico, ma una rappresentazione tangibile di ciò che siamo dentro. Il minimalismo, più che una semplice estetica, è una filosofia di vita che ci invita a eliminare il superfluo per lasciare spazio all’essenziale. Questo approccio si riflette nell’ambiente domestico, trasformando la casa in uno specchio del nostro equilibrio interiore.

Il Minimalismo Oltre lo Stile: Un Approccio alla Vita

Spesso associato a stanze bianche e arredi essenziali, il minimalismo non si limita all’aspetto visivo, ma è un vero e proprio modo di pensare. La sua essenza è racchiusa nella capacità di scegliere consapevolmente ciò che davvero conta, lasciando andare il superfluo, non solo negli oggetti, ma anche nei pensieri e nelle abitudini quotidiane.

Viviamo in un’epoca di accumulo, in cui possedere più cose sembra essere sinonimo di successo e sicurezza. Tuttavia, circondarsi di troppi oggetti può appesantire la mente tanto quanto lo spazio fisico. Un ambiente disordinato e sovraccarico spesso riflette uno stato d’animo caotico, mentre uno spazio essenziale e armonioso può favorire la chiarezza mentale e il benessere interiore.

La Casa Come Estensione di Noi Stessi

Ogni elemento all’interno della nostra casa racconta qualcosa di noi. Gli spazi in cui viviamo influenzano le nostre emozioni e il nostro comportamento, e viceversa. Quando scegliamo di adottare un approccio minimalista all’arredamento e all’organizzazione, non stiamo solo creando un ambiente più ordinato e piacevole, ma stiamo compiendo un atto di introspezione: cosa è davvero necessario nella mia vita? Cosa mi rende felice?

Uno spazio minimalista non è vuoto, ma intenzionale. Ogni oggetto presente ha una funzione, un significato, un valore. Questo si traduce in un ambiente che respira, in cui la mente può rilassarsi e concentrarsi su ciò che davvero conta.

Come Creare uno Spazio Minimalista e Armonioso

Adottare il minimalismo in casa non significa privarsi di tutto, ma scegliere con cura. Ecco alcuni principi fondamentali:

• Decluttering consapevole: liberarsi di ciò che non serve più, facendo spazio per ciò che è utile e significativo.

• Semplicità nelle forme e nei colori: tonalità neutre e linee pulite favoriscono un senso di calma e ordine.

• Funzionalità e bellezza: ogni oggetto dovrebbe avere uno scopo e, se possibile, essere anche esteticamente piacevole.

• Spazi liberi per la mente: evitare il sovraffollamento di mobili e decorazioni permette alla casa di “respirare” e a noi di sentirci più leggeri.

• Luce naturale e materiali naturali: elementi come il legno, la pietra e la luce del sole creano un ambiente accogliente e autentico.

Minimalismo e Benessere Interiore

Il legame tra casa e mente è profondo: uno spazio armonioso aiuta a ridurre lo stress, aumenta la concentrazione e favorisce il benessere emotivo. Quando la nostra casa è in ordine, anche i nostri pensieri lo sono.

Scegliere il minimalismo non significa solo ridurre, ma riempire di significato. È un invito a vivere con intenzione, a circondarci solo di ciò che ci nutre davvero, dentro e fuori.

Marius Depréde Pau