Il grande inganno del rumore: la leggenda del vero passaggio dell’anno

Esiste una conoscenza antica, custodita più nei racconti sussurrati che nei libri, che parla di soglie, di tempo e di un inganno tanto riuscito da essere diventato tradizione.

Secondo questa leggenda, il vero Capodanno non è il 31 dicembre.

Il vero passaggio dell’anno avviene nella notte del 31 ottobre, quando la natura conclude il suo ciclo vitale e si ritira nel silenzio dell’inverno. È allora che il tempo si assottiglia, che i mondi si sfiorano, che l’uomo è chiamato non a fare rumore, ma a vegliare.

🌑 Il 31 ottobre: la soglia autentica

Per i popoli antichi il 31 ottobre era una festa seria e sacra.

I raccolti erano conclusi, la terra entrava nel riposo, la luce lasciava spazio al buio. Non c’era paura, ma rispetto.

Ci si mascherava non per schernire, ma per non essere riconosciuti dalle forze erranti.

Si accendevano lanterne, non per illuminare il cielo, ma per segnare il cammino.

Si cantava piano, si condivideva il cibo, si onoravano vivi e morti insieme.

Il silenzio era protezione.

Il canto era vigilanza.

🎭 La ridicolizzazione di Halloween

Col tempo, questa notte di passaggio fu svuotata del suo significato.

Il 31 ottobre divenne Halloween come oggi lo conosciamo: rumore, caricatura, consumo veloce, ironia.

Secondo la leggenda, ridicolizzare una festa è il modo più efficace per neutralizzarne il potere.

Ciò che fa ridere non viene più temuto.

Ciò che non viene temuto, non viene più custodito.

Così la vera soglia è stata nascosta sotto maschere vuote e gesti senza memoria.

🗝️ Lo spostamento al 31 dicembre e le Porte di Giano

Il confine dell’anno venne allora spostato al 31 dicembre, la notte delle Porte, custodite da Giano, signore degli inizi e delle fini.

Ma qui la leggenda si fa più cupa.

Proprio nel momento in cui le Porte dovrebbero essere vegliate, l’uomo sceglie il caos:

botti, esplosioni, fragore continuo, distrazione totale.

Il guardiano non viene onorato, ma coperto di rumore.

E quando la soglia non è custodita, ciò che non dovrebbe entrare passa.

💥 Il rumore come simbolo di guerra

La leggenda è chiara e netta su un punto:

il rumore non appartiene alla festa.

Il rumore appartiene solo a una cosa: la guerra.

Le esplosioni del 31 dicembre non sono augurio, ma simbolo:

guerra contro il silenzio, guerra contro l’ascolto, guerra contro la vigilanza.

È una rappresentazione rituale del conflitto, del caos, dell’odio che approfitta della distrazione per entrare nel mondo sotto forma di:

incidenti, violenza, paura, morte “casuale”.

Il rumore non scaccia il male.

Il rumore lo maschera.

🌕 Due date, due atteggiamenti opposti

31 ottobre: silenzio, rispetto, comunità, attenzione. 31 dicembre: fragore, caos, distrazione, guerra simbolica.

Uno protegge le soglie.

L’altro le lascia incustodite.

✨ Conclusione: la conoscenza come atto di resistenza

Questa leggenda non invita alla paura, ma alla consapevolezza.

Noi questo passaggio non lo accetteremo più come guerra rituale.

Non permetteremo che odio e male entrino mascherati da festa.

Perché:

solo la conoscenza rende liberi,

e solo chi conosce può vegliare.

Restituire dignità al 31 ottobre, vivere il 31 dicembre senza rumore, ricordare che le soglie vanno custodite e non esplose:

questo è l’atto più rivoluzionario.

E forse il nuovo anno non inizia quando il cielo viene ferito dal fragore,

ma quando l’uomo sceglie, finalmente, di restare presente.

Redazione Foglie & Leggende

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