
Le fiabe di Nonno Marius
C’era una volta, nel cuore di un inverno nordico fatto di neve sottile e silenzi argentati, un uccellino dal petto color ruggine che viveva tra i rami del vischio. Aveva ali forti e occhi attenti, ma custodiva un grande segreto: non sapeva cantare.
Ogni mattina, quando il sole pallido si affacciava oltre la foresta, gli altri uccelli intonavano melodie leggere come fiocchi di neve. Lui, invece, restava in silenzio. Muoveva il becco, gonfiava il petto… ma nessun suono usciva. Per questo si sentiva fuori posto, come una nota mancante in una canzone antica.
Un giorno, mentre il gelo faceva brillare le bacche rosse del vischio, apparve tra i rami il Folletto del Vischio. Indossava un cappello a punta color terra, un mantello azzurro come il cielo d’inverno e aveva piedi piccoli che non lasciavano impronte. Era il guardiano delle piante sacre e dei desideri sussurrati.
«Perché sei così triste, piccolo amico?» chiese il folletto, sedendosi accanto all’uccellino.
«Perché non so cantare» rispose l’uccellino. «E senza canto, mi sembra di non esistere.»
Il folletto sorrise, come fanno solo le creature antiche. Raccolse allora tre bacche di vischio e le posò sul ramo. «Il vischio non canta» disse «eppure unisce, protegge e porta speranza. Il canto non è solo voce.»
Poi fece un piccolo incantesimo: toccò il petto dell’uccellino e il ramo sotto di loro iniziò a vibrare dolcemente. Il vento passò tra le foglie, le bacche tintinnarono lievi e, senza accorgersene, l’uccellino cominciò a cantare insieme al mondo, non con la voce, ma con il battito delle ali, con il fruscio del respiro, con la presenza.
Da quel giorno, ogni inverno, quando il vento muove il vischio, si dice che sia l’uccellino che canta. E il folletto, invisibile, sorride tra i rami.
🌿
Morale
Non tutti cantano con la voce:
alcuni cantano con ciò che sono.
E spesso è proprio quello il canto più vero.
Siamo arrivati al 21 dicembre, al caro e amatissimo solstizio d’inverno: la notte più lunga dell’anno che, con molta eleganza, fa spazio al ritorno della luce (sì, lo sappiamo già tutti… ma dirlo ogni anno porta fortuna).
Posso dire di essere davvero felice delle esperienze vissute: un 2025 intenso, pieno di emozioni, sorprese e belle novità, alcune delle quali stanno già facendo le valigie per accompagnarci nel 2026.
Ora però mettiamo da parte i bilanci, alziamo gli occhi al cielo e vediamo cosa hanno da suggerirci le stelle — che, come sempre, hanno qualcosa da dire… anche quando fingono di stare zitte.
♈ Ariete
Grandi idee e intuizioni nascono nelle ore serali: Giove favorisce connessioni sociali e opportunità di crescita personale. È un buon periodo per espandere relazioni e piani futuri.
♉ Toro
Con Giove in Cancro nel tuo settore di valori e risorse, potresti ricevere buone notizie finanziarie o nuove opportunità pratiche. Segui il tuo istinto quando si tratta di investimenti.
♊ Gemelli
Giove illumina il tuo segno, aumentando la fiducia e la presenza. Ti sentirai più espansivo e carismatico, perfetto per proporre idee nuove o consolidare relazioni.
♋ Cancro
È il tuo momento: Giove nel tuo segno amplifica energia, ottimismo e possibilità di crescita personale. Mostrerai spirito di leadership e maggiore stabilità emotiva.
♌ Leone
Giove transita nella tua zona di amicizie e comunità: nuove connessioni importanti o alleanze creative possono emergere, portando gioia collettiva.
♍ Vergine
La casa dell’intimità è stimolata da Giove: è tempo di rafforzare legami autentici e risolvere questioni profonde con equilibrio e comprensione.
♎ Bilancia
Giove attiva la tua casa di lavoro e salute: maggiore energia e senso di responsabilità ti aiutano a realizzare progetti concreti con risultati visibili.
♏ Scorpione
Il pianeta in Cancro illumina la tua creatività e gioco mentale: momento produttivo per studi, viaggi mentali o per affinare le tue capacità comunicative.
♐ Sagittario
Con Giove in una posizione “amica”, potresti espandere le tue conoscenze o ricevere stimoli culturali intensi. Buono per formazione e viaggi.
♑ Capricorno
Giove nella zona dei rapporti ti porta a equilibrare meglio relazioni strette: dialoghi sinceri e aperture emotive possono rafforzare legami.
♒ Acquario
Con Giove vicino all’orizzonte serale, la tua intuizione spicca: azioni ispirate dai tuoi valori profondi possono portare cambiamenti positivi di lungo termine.
♓ Pesci
Giove stimola la tua immaginazione e visioni interiori: ascolta la tua voce creativa per trasformare sogni in progetti tangibili.
22 dicembre – Fatti, misfatti e meraviglie di una data sospesa tra buio e luce
C’è qualcosa di speciale nel 22 dicembre: arriva in punta di piedi, subito dopo il solstizio d’inverno, quando il buio ha detto la sua parola più lunga e ora, finalmente, comincia a cedere il passo. È un giorno di transizione, carico di simboli, memoria e storie che sembrano sussurrate davanti al fuoco.
Tra grandi menti, artisti geniali, eventi curiosi e qualche inevitabile misfatto umano, il 22 dicembre ci ricorda che anche nei giorni più freddi la storia continua a pulsare.
📜 Fatti e misfatti nella storia
Nel corso dei secoli, il 22 dicembre è stato spesso un giorno di passaggi delicati, decisioni politiche, trattati e cambiamenti di rotta, soprattutto in epoche in cui l’inverno fermava gli eserciti ma non le ambizioni.
In diversi periodi medievali e rinascimentali, questa data segnava tregue, alleanze temporanee o giuramenti solenni, approfittando della pausa invernale. In tempi più moderni, il 22 dicembre è stato spesso utilizzato per annunci strategici, approvazioni last-minute e manovre politiche “sotto l’albero”, quando l’attenzione pubblica è già proiettata alle feste.
I misfatti? Quelli non mancano mai: intrighi di corte, promesse non mantenute e decisioni affrettate prese con più vino caldo che lucidità.
🌟 Nati il 22 dicembre – Anime fuori dal comune
Questa data ha regalato al mondo menti geniali e personalità magnetiche, spesso caratterizzate da una sensibilità profonda e da un’intelligenza fuori dagli schemi.
Giacomo Puccini (22 dicembre 1858) Uno dei più grandi compositori d’opera di tutti i tempi. Le sue musiche hanno insegnato al mondo che il dramma può essere struggente, romantico e terribilmente umano. Un Cancro con l’anima in fiamme. Srinivasa Ramanujan (22 dicembre 1887) Genio matematico indiano, visionario, quasi mistico nei numeri. Le sue intuizioni sembravano arrivare da un luogo oltre il tempo, proprio come questa data sospesa tra buio e rinascita. Ralph Fiennes (22 dicembre 1962) Attore intenso, elegante, capace di passare dal sacro al profano con uno sguardo. Nato in un giorno che dona profondità emotiva e carisma silenzioso. Vanessa Paradis (22 dicembre 1972) Cantante e attrice francese, simbolo di grazia ribelle e fascino naturale: perfetta incarnazione di chi nasce quando la luce torna lentamente a farsi strada.
🕯️ Morti il 22 dicembre – Addii che lasciano traccia
Samuel Beckett (22 dicembre 1989) Scrittore, drammaturgo, pensatore dell’assurdo. La sua morte in questo giorno sembra quasi simbolica: Beckett ha raccontato come pochi il vuoto, l’attesa, il silenzio… proprio ciò che il solstizio porta prima della rinascita.
🎭 Gossip, cultura e curiosità
Il 22 dicembre è da sempre un giorno amato da artisti e spiriti introspettivi: non è raro che in questa data siano stati presentati libri, opere teatrali o lavori destinati a diventare di culto col tempo. È anche uno dei giorni preferiti per fughe romantiche, riconciliazioni tardive e dichiarazioni improvvise, complice l’atmosfera sospesa e un po’ magica. Nelle tradizioni popolari europee, il 22 dicembre era considerato il giorno in cui “la luce fa il primo respiro”: si osservavano candele, fuochi e presagi per capire come sarebbe stato l’anno nuovo.
✨ In conclusione
Il 22 dicembre non ama fare rumore. Non è un giorno plateale, ma profondo. È fatto per chi sa aspettare, per chi osserva, per chi sente che qualcosa sta cambiando — anche se ancora non si vede.
È la data perfetta per ricordarci che la luce torna sempre, un passo alla volta, proprio quando pensiamo che il buio abbia vinto.
E forse, dopotutto, è questo il suo più grande insegnamento. 🌒🌕
E adesso tutti in cucina !!!!
Polpette di cannellini e olive taggiasche su crema di formaggio

Un piatto che profuma di casa, di cucine tiepide d’inverno e di mani infarinate sul tavolo
Ci sono ricette che non nascono per stupire, ma per rassicurare. Quelle che si preparano senza fretta, magari mentre fuori fa buio presto e in casa c’è una luce morbida. Le polpette di cannellini e olive taggiasche sanno di tradizione reinventata, di domeniche lente e di piatti semplici che diventano speciali proprio perché sinceri.
La crema di formaggio le accoglie come un abbraccio: morbida, delicata, un po’ nostalgica. È una ricetta che parla piano, ma resta a lungo.
🧆 Ingredienti (per 4 persone)
Per le polpette
400 g di fagioli cannellini già cotti (ben scolati) 80 g di olive taggiasche denocciolate 1 uovo 2 cucchiai di pangrattato (più quello per la panatura) 1 cucchiaio di Parmigiano grattugiato 1 spicchio d’aglio piccolo (facoltativo) Prezzemolo fresco tritato q.b. Sale e pepe q.b. Olio extravergine d’oliva
Per la crema di formaggio
150 g di formaggio cremoso (tipo robiola o caprino fresco) 2 cucchiai di latte o panna fresca Noce moscata (un pizzico) Pepe bianco q.b.
🍽️ Esecuzione
1. Preparare l’impasto
In una ciotola capiente schiaccia i cannellini con una forchetta fino a ottenere una consistenza rustica, non troppo liscia.
Aggiungi le olive taggiasche tritate grossolanamente, l’uovo, il Parmigiano, il pangrattato, il prezzemolo e, se gradisci, l’aglio finemente tritato. Regola di sale e pepe e mescola bene fino a ottenere un composto morbido ma lavorabile.
2. Formare le polpette
Con le mani leggermente umide forma delle polpettine di media grandezza. Passale delicatamente nel pangrattato, senza pressare troppo.
3. Cottura
Scalda un filo d’olio in una padella antiaderente e cuoci le polpette a fuoco medio, girandole spesso, finché saranno dorate e croccanti fuori, ma morbide all’interno.
In alternativa, puoi cuocerle in forno a 180° per circa 20 minuti, girandole a metà cottura.
4. La crema di formaggio
In un pentolino scalda dolcemente il formaggio con il latte (o panna), mescolando fino a ottenere una crema liscia e vellutata. Aggiungi un pizzico di noce moscata e pepe bianco.
🌿 Impiattamento
Stendi la crema di formaggio sul fondo del piatto come una carezza. Adagia sopra le polpette calde e completa con un filo d’olio extravergine e, se vuoi, qualche fogliolina di timo o prezzemolo fresco.
💭 Consiglio pratico 😃
Servile con pane casereccio caldo o una focaccia semplice: perché alcune ricette, per essere davvero perfette, hanno solo bisogno di silenzio, tempo e un po’ di memoria.
Per questa ricetta sceglierei un vino che sappia accompagnare senza coprire, proprio come fa la crema di formaggio con le polpette.
🍷 Vino consigliato
Vermentino ligure (Riviera di Ponente o Colli di Luni)
Fresco, sapido, con note erbacee e agrumate che dialogano meravigliosamente con:
la delicatezza dei cannellini la sapidità elegante delle olive taggiasche la morbidezza della crema di formaggio
La sua mineralità pulisce il palato e invita al boccone successivo, senza appesantire.
🥂 In alternativa
Pigato ligure: più strutturato e aromatico, perfetto se la crema di formaggio è ricca. Chardonnay non barricato: rotondo ma equilibrato, ideale se vuoi restare su toni morbidi e avvolgenti.
Servilo ben fresco, ma non ghiacciato: come i ricordi belli, deve scaldarsi piano piano.
Otto cibo, ottimo vino e direi che anche oggi abbiamo percorso una bella strada insieme arrivando alla meta 😃 ci leggiamo domani!
Marius Depréde Pau