
La Leggenda del Gatto, del Corvo e della Pallina di Natale Magica
C’era una volta, in un bosco silenzioso coperto di neve, un piccolo gatto bianco e nero che amava giocare con ogni cosa che brillava. Si chiamava Zefiro, perché correva leggero come il vento.
Quel giorno, mentre il cielo sembrava una grande coperta d’argento, Zefiro vide una cosa strana: su un ramo sottile, proprio sopra di lui, c’era una pallina di Natale rossa, lucida come un rubino, tenuta nel becco da un corvo nero, elegante e fiero.
Il corvo si chiamava Corvin, ed era famoso nel bosco per raccogliere oggetti luccicanti. Ma quella pallina non era come le altre.
«Ehi Corvin!» miagolò Zefiro, alzando le zampette verso il ramo. «Che bellissima pallina! L’hai trovata?»
Corvin inclinò la testa e rispose:
«Questa pallina non è mia. L’ho trovata vicino alla strada, caduta dal sacco di un vecchio signore che portava regali. Ma… brilla in un modo strano. Sembra magica.»
Zefiro, curioso, saltellò nella neve. «Magica? Cosa fa?»
Il corvo sospirò. «Si dice che questa pallina appartenga allo Spirito del Natale. Dicono che, se portata in un luogo dove manca la felicità, si trasforma in un albero pieno di doni.»
Il gatto spalancò gli occhi. «Allora dobbiamo farla funzionare! Chi ha bisogno di un albero di Natale?»
Corvin batté le ali e indicò con il becco il villaggio oltre il bosco.
«C’è una casetta in fondo al sentiero… Lì vivono due bambini che quest’anno non avranno l’albero. Il loro papà ha perso il lavoro e la mamma è malata. Nessun regalo, nessuna magia.»
Zefiro si rannuvolò, perché i gatti sentono quando qualcosa è ingiusto.
«Portiamogliela. Subito.»
Il viaggio della pallina
Corvin volò basso, mentre Zefiro correva accanto a lui nella neve fresca. Quando arrivarono davanti alla casetta, tutto era silenzioso. Nessuna luce, nessun odore di biscotti, solo le finestre spente e un filo di fumo stanco dal camino.
Il corvo posò la pallina per terra.
«E ora?» chiese.
Zefiro avvicinò il suo musetto e sussurrò:
«Cara pallina… fai vedere la tua magia.»
All’improvviso, un lieve trillio riempì l’aria, come se mille campanellini invisibili avessero deciso di suonare insieme.
La pallina tremò… si illuminò… poi rotolò piano verso un angolo della casa, proprio vicino alla porta. E lì, davanti agli occhi stupiti del gatto e del corvo, iniziò a crescere e trasformarsi.
Prima comparvero dei rami verdi e profumati.
Poi lucine colorate danzarono come piccole stelle.
Infine apparve un bellissimo albero di Natale, pieno di nastri, dolcetti e pacchi colorati.
Era così luminoso che il villaggio intero sembrò svegliarsi.
Corvin sussurrò: «Zefiro… ce l’abbiamo fatta.»
E proprio in quell’istante, i due bambini uscirono sulla soglia, attirati dalla luce. Quando videro l’albero, restarono senza parole. Poi sorrisero. Era un sorriso pieno, di quelli che riscaldano anche la neve.
Zefiro e Corvin si guardarono, poi si nascosero dietro un cumulo di neve: la magia era per i bambini, non per essere visti.
La fine… e un nuovo inizio
Da quel giorno, la leggenda dice che ogni 8 dicembre, se un bambino ha bisogno di un albero e non può averlo, una pallina magica appare misteriosamente in un angolo della casa e fa brillare di nuovo il Natale.
E si dice anche che, in ogni bosco, ci sia un gatto dal cuore tenero e un corvo generoso pronti a portare la magia dove serve davvero.
Morale della storia
La felicità è una luce che cresce quando si condivide.
Zefiro e Corvin, diversi e opposti, hanno capito che l’amicizia nasce quando si uniscono i cuori per aiutare chi ha meno.
La fiaba insegna ai bambini che non tutti hanno gli stessi doni…
ma ognuno può essere un dono per gli altri.
Le Fiabe di Nonno Marius
8 dicembre 2025, un giorno speciale per tante ragioni ed oggi nel nostro almanacco capiremo il perché, a volte viviamo giorni completamente inconsapevoli del fattore energetico che lo stesso giorno può emanare anche solo evocando qualche avvenimento di un tempo
Evocare non vuol dire creare un rito un qualcosa di magico o stregonesco per connetterci con un tempo ormai passato, ma che in realtà non è mai passato, vuol dire non fare gli stessi errori o ripetere qualcosa che non può far altro che portare una buona sorte.
Non mi resta altro che augurarvi buona lettura e buon 8 dicembre.
Ariete ♈️ (21 marzo – 20 aprile)
La Luna in fase calante ti invita a lasciar andare ciò che non serve più: tensioni accumulate, pensieri ricorrenti, vecchie aspettative. Con Giove ben visibile, cogli l’opportunità di espandere il tuo sguardo: un’idea nuova potrebbe aprirti porte inattese. Il raggruppamento Luna-Giove nella notte stimola l’intuizione: se senti un “flash” dentro, fidati.
Rituale suggerito: prima di dormire, scrivi su un foglietto ciò che vuoi lasciare andare e brucialo con gratitudine.
Toro ♉️ (21 aprile – 20 maggio)
Il cielo ti invita a valorizzare ciò che hai costruito con pazienza. Con Saturno ancora attivo nei tuoi confini, è momento di definire limiti chiari, ma anche di accogliere i doni che vengono da fuori. Mercurio, vicino al Sole, ti suggerisce di parlare poco e ascoltare di più: una parola detta con cautela può aprire una via.
Rituale suggerito: accendi una candela verde, pensa a una convinzione che vuoi rafforzare, e visualizzala crescere come un albero.
Gemelli ♊️ (21 maggio – 21 giugno)
La fase calante della Luna ti spinge a rallentare il dialogo interno e a scegliere bene le parole. Con i pianeti visibili e “facilmente” osservabili, l’osservazione esterna aiuta: guarda il cielo, scegli un punto luminoso e resta qualche minuto in silenzio. Potrebbe arrivare un messaggio interiore. Marte debole suggerisce: non forzare; lascia che le cose si dispieghino.
Rituale suggerito: tieni il telefono spento per un’ora prima di dormire. Il silenzio accresce la chiarezza.
Cancro ♋️ (22 giugno – 22 luglio)
Le stelle ti incoraggiano a trasformare le emozioni in azione concreta. La vicinanza della Luna a Giove stimola il desiderio di nutrire relazioni significative. Non aver paura di esprimere i tuoi bisogni: uno sguardo, un gesto di cura, fanno la differenza. Venere nascosta ti invita a guardare dentro — l’amore vero comincia da sé stessi.
Rituale suggerito: abbraccia te stesso al risveglio — cinque secondi di contatto con il proprio petto e respiro profondo.
Leone ♌️ (23 luglio – 23 agosto)
Il cielo illumina il tuo cammino con un bagliore discreto: è tempo di brillare senza fare clamore. Giove ben visibile è il tuo alleato: lascia che la generosità diventi il tuo segno distintivo. Con la Luna calante, lascia andare il bisogno di “essere sempre al centro” e apriti agli altri.
Rituale suggerito: spegni una luce in casa per cinque minuti, siediti al buio e pensa a una forma di gentilezza che puoi offrire domani.
Vergine ♍️ (24 agosto – 22 settembre)
Oggi il cielo chiede pulizia: mentale, emotiva, fisica. Saturno ben visibile ti parla di responsabilità gentile: accarezza ciò che hai evitato. Urano e Nettuno ancora visibili ti spingono verso l’innovazione e il sogno, ma con piedi ben piantati.
Rituale suggerito: ordina un angolo della casa o della scrivania; mentre lo fai, visualizza ogni oggetto come energia che ritorna in circolo.
Bilancia ♎️ (23 settembre – 22 ottobre)
La relazione è tema chiave. Con la Luna in fase calante e il cielo favorevole, puoi scegliere: equilibro o abitudine? Giove ti offre l’ampiezza, Saturno ti invita al discrimine. Scegli chi merita il tuo spazio, chi merita il tuo silenzio.
Rituale suggerito: scrivi una lettera (che potresti non spedire) a una persona significativa: ciò che vorresti dire senza filtri.
Scorpione ♏️ (23 ottobre – 22 novembre)
Le profondità ti chiamano. Il cielo ti dà supporto per affrontare ciò che temi o che tieni nascosto. Mercurio vicino al Sole segnala che i pensieri sono velati: forse vale la pena parlare con qualcuno o scrivere ciò che non hai osato esprimere. Marte esile suggerisce cautela: non combattere contro te stesso.
Rituale suggerito: accendi un incenso dall’aroma forte (legno di cedro, sandalo) e lascia che fumi su un foglio con scritto: “Ciò che vedo, lo trasformo”.
Sagittario ♐️ (23 novembre – 21 dicembre)
Il tuo spirito libero trova terreno fertile. Giove visibile ti ricorda che la crescita è viaggio, non corsa. Con la Luna calante, dai spazio al riposo interiore: anche il centauro ha bisogno di fermarsi. Mercurio all’orizzonte suggerisce che le idee migliori arrivano al chiarore dell’alba.
Rituale suggerito: alzati 10 minuti prima dell’alba, siediti fuori o alla finestra, bevi una tazza calda in silenzio e osserva l’orizzonte.
Capricorno ♑️ (22 dicembre – 20 gennaio)
La struttura è la tua casa, ma oggi potresti rivedere una volta ancora i muri per aprire una finestra. Saturno ben visibile ti supporta nel discernimento: cosa tiene, cosa lasciare andare? Venere nascosta ti invita a non trascurare il piacere, anche piccolo.
Rituale suggerito: scegli un oggetto che rappresenta la stabilità (una pietra, una fotografia) e tienilo in mano mentre pensi a una zona della vita che vuoi rendere più libera.
Acquario ♒️ (21 gennaio – 19 febbraio)
Le stelle ti spingono verso la collettività e la visione: con Urano visibile, il nuovo ha spazio. Ma la Luna calante ti chiede di restare umano, presente, connesso. Allinea l’ideale con l’azione concreta. Un incontro casuale può generare qualcosa di bello.
Rituale suggerito: scrivi tre piccole azioni che puoi fare per il bene altrui nei prossimi tre giorni — una semplice come “offrire un sorriso”.
Pesci ♓️ (20 febbraio – 20 marzo)
Il cielo ti invita a immergerti nel simbolico. Con Nettuno ancora visibile e la Luna che lentamente si spegne, c’è spazio per il sogno, per il ricordo, per la guarigione. Lascia che il silenzio parli. Un pensiero passato può tornare: accoglilo.
Rituale suggerito: ascolta una musica strumentale, chiudi gli occhi, e lascia che le immagini vengano da sé per 10 minuti.
L’oroscopo intanto qualche informazione per affrontare questa giornata sia stata data, ma vediamo cosa è successo l’8 dicembre negli svariati anni in cui si è mostrato un giorno interessante o addirittura decisivo.
Fatti e svolte storiche
Nel 1542 nasce Mary, Queen of Scots. Diventerà regina di Scozia a pochi giorni di vita e la sua vicenda — intrighi, rapimenti, prigionie — segnerà la storia europea. Il 8 dicembre 1854 il Pope Pius IX proclama il dogma dell’“Immacolata Concezione”, ovvero che la Vergine Maria fu preservata dal peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento. Il 8 dicembre 1864, secondo alcune cronache, fu aperto al traffico il Clifton Suspension Bridge sul fiume Avon a Bristol, progettato dal celebre ingegnere Isambard Kingdom Brunel. Il 8 dicembre 1886 venne fondata la American Federation of Labor (AFL), una delle principali organizzazioni sindacali statunitensi. Il 8 dicembre 1941, un giorno dopo l’attacco a Pearl Harbor, gli Stati Uniti dichiarano guerra al Giappone: entrano ufficialmente nella Seconda Guerra Mondiale. Il 8 dicembre 1987 viene firmato il trattato tra gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica — il Trattato INF (Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty) — per la distruzione dei missili a raggio intermedio: un passo importante nella “distensione” della Guerra Fredda. Il 8 dicembre 1991 si costituisce formalmente la Commonwealth of Independent States (CIS), sancendo di fatto la dissoluzione dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS) come entità politica dominante. Un evento più locale ma curioso: nel 1962 gli operai della International Typographical Union (ITU) chiusero nove quotidiani new-yorkesi, uno sciopero lungo e significativo.
Nascite celebri
Nel 1765 nasce Eli Whitney, inventore della “cotton gin” (sgusciatrice di cotone) e pioniere del concetto di produzione di massa e parti intercambiabili. Nel 1886 nasce Diego Rivera, pittore e muralista messicano, noto per i suoi murales dal forte impegno sociale e politico. Altre nascite degne di nota: vari artisti, scienziati e figure culturali sono venuti al mondo in questa data (vedi liste storiche).
Morti memorabili
Il 8 dicembre 1980 muore John Lennon, ex membro dei The Beatles: la sua uccisione a New York sconvolge il mondo della musica e della cultura popolare. Il 8 dicembre 1978 muore Golda Meir, ex Primo Ministro di Israele, figura cardine della politica israeliana del XX secolo. Tra gli altri ricordati: George Boole (matematico, padre dell’algebra booleana) morì l’8 dicembre 1864.
Un “misfatto” sorprendente
Un episodio forse meno noto ma significativo: il 8 dicembre 1881 (alcune fonti lo datano in quel periodo) un incendio devastò il Teatro “Ring” di Vienna causando tra 640 e 850 morti in una sola notte — tragedia che rimase segnata nella memoria collettiva dell’Europa centrale.
Curiosità
Il 8 dicembre è anche celebrato in vari Paesi come giornata costituzionale: ad esempio in Romania, la Costituzione post-comunista entrò in vigore il 8 dicembre 1991. Questa data è spesso legata a passaggi chiave: dall’ingresso di una nazione in guerra, al trattato di disarmo nucleare, fino a eventi culturali che hanno cambiato la sensibilità dell’epoca.
Conclusione
L’8 dicembre emerge come giornata “privilegiata” della storia: un giorno in cui si sono aperte porte decisive — politiche, tecnologiche, culturali — ma anche un momento in cui si sono consumati drammi. È una data che invita a riflettere su come piccoli fatti (una firma, un valore proclamato, un gesto simbolico) possano avere conseguenze vastissime.
Come avete letto di quando l’8 dicembre fu nominato giorno dell’Immacolata concezione capiamo il perché è stato scelto l’8 dicembre, voi lo sapete? Se sì direi che siete persone molto curiose se no non vi resta altro che leggere e diffondere questa notizia.
Perché proprio l’8 dicembre? La storia (e le curiosità) dell’Immacolata Concezione
L’8 dicembre brilla nel calendario come una delle feste più amate, osservate e… decorate dell’anno. Ma perché proprio questa data è stata scelta per celebrare l’Immacolata Concezione? La risposta ci porta indietro nel tempo, tra devozioni antiche, decisioni papali solenni e qualche aneddoto che rende tutto ancora più gustoso.
Una scelta che parte molto prima del dogma
Prima che un Papa mettesse la firma ufficiale, il popolo già da secoli venerava la purezza della Vergine Maria. Molti calendari liturgici medievali già celebravano la sua Concezione l’8 dicembre, ovvero esattamente nove mesi prima dell’8 settembre, data dedicata alla Natività di Maria.
Perché nove mesi?
Beh, diciamo che la Chiesa, in fatto di calcoli natali, è sempre stata estremamente precisa. Così precisa che, se avesse avuto un’app di gravidanza, l’avrebbe aggiornata ogni giorno.
Arriva il 1854: il Papa che mise la firma
Il Papa Pio IX, un pontefice dal carattere forte e dalla penna altrettanto decisa, si trovò davanti a una questione che aveva appassionato teologi, fedeli e perfino regnanti: dichiarare ufficialmente, una volta per tutte, che Maria era stata concepita senza peccato originale.
Così, l’8 dicembre 1854, nella Basilica di San Pietro addobbata più di un salone nobiliare prima di un ballo d’epoca, Pio IX proclamò il dogma Ineffabilis Deus, stabilendo solennemente che la Concezione Immacolata di Maria non era soltanto una pia tradizione, ma una verità della fede cattolica.
Fu una giornata storica: processioni, canti, lacrime di gioia e teologi che—finalmente—potevano tirare un sospiro di sollievo dopo secoli di discussioni.
Perché proprio l’8 dicembre?
C’è una risposta semplice e una più poetica.
La risposta semplice
Perché il calendario liturgico già la celebrava da secoli in quella data. Pio IX non fece altro che ufficializzare un’usanza antica. In pratica, più che scegliere una data, confermò una tradizione già amata.
La risposta poetica (e forse la più bella)
L’8 dicembre cade all’inizio dell’Avvento, nel periodo in cui il mondo cristiano si prepara alla nascita di Gesù. Collocare la festa della sua “preparazione più pura” proprio qui aggiunge un senso di armonia: Maria apre la strada al Natale, come una luce che precede l’alba.
E poi, ammettiamolo: l’8 dicembre cade in un momento dell’anno in cui un po’ di Luce fa comodo a tutti — spiritualmente e non.
Curiosità e aneddoti sulla festa
1. Il Papa e il temporale mancato
Secondo alcune testimonianze dell’epoca, durante la proclamazione del dogma, il cielo era minaccioso. Eppure, proprio mentre papa Pio IX leggeva la definizione, pare che la luce del sole abbia squarciato le nubi. Certo, potrebbe essere stato un semplice caso… ma alla folla non sembrò affatto casuale.
2. Una festa che rese felici gli artisti
Dopo il dogma, pittori, scultori e mosaicisti ricevettero commissioni da tutta Europa. L’Immacolata diventò una delle immagini più richieste. Se oggi i cataloghi d’arte sacra sono pieni di Madonne fluttuanti su nuvole e gigli, un grazie va anche all’8 dicembre 1854.
3. La festa che mise d’accordo tutti (o quasi)
Il dibattito sulla Concezione Immacolata aveva diviso per secoli teologi e ordini religiosi. Francescani da una parte, domenicani dall’altra. Quando il dogma venne proclamato, ci furono abbracci e strette di mano degne di una tregua storica. La pace teologica, almeno per un giorno, regnò sovrana.
4. Tradizione e… comodità
Una piccola nota ironica: in molti Paesi cattolici, l’8 dicembre è diventato anche il giorno in cui “ufficialmente” si fanno gli alberi di Natale. Chissà cosa avrebbe pensato Pio IX di questa associazione. Probabilmente sorriderebbe del fatto che, volente o nolente, ha inaugurato anche la stagione delle decorazioni.
Conclusione
L’8 dicembre è una data che mescola teologia, tradizione, poesia e storia. È un giorno scelto non tanto da un singolo uomo, quanto da secoli di fede popolare, e formalizzato da un Papa che seppe leggere il cuore del suo tempo.
Oggi rimane una festa luminosa, amata, e carica di simboli: il momento in cui l’inverno sembra meno freddo, la fede più nitida e la speranza più vicina.
Diciamo che forse l’8 dicembre non è stato un giorno così preso a caso, ma un giorno che era già una festa da molti secoli, detto questo è una festa anche quando si mangia e anche una festa quando si cucina allora sapete che facciamo ci guardiamo una bella ricetta gustosa che tra l’altro è una ricetta che ho provato io oggi giusto per farvi capire che l’8 dicembre possiamo anche addobbare il nostro stomaco con dei meravigliosi gnocchi con ripieni di gorgonzola. Direi che è ora di portare a tavola questi gnocchi, ma prima dobbiamo farli, buona ricetta e buona esecuzione.
**Gnocchi ripieni di crema di gorgonzola

con olio di mosto di olive taggiasche e pecorino romano**
Una ricetta che profuma di domenica, di cucina allegra, di quelle cose che “solo a pensarci fanno festa”. Gli gnocchi ripieni sembrano complicati, ma in realtà sono soltanto degli gnocchi che hanno deciso di vestirsi elegante per pranzo. Il ripieno di gorgonzola li rende morbidi e irresistibili; l’olio di mosto delle taggiasche li profuma come una passeggiata tra gli ulivi; il pecorino romano… beh, lui mette sempre quel carattere un po’ romano, un po’ burbero, ma assolutamente fondamentale.
Ingredienti (per 4 persone)
Per gli gnocchi
1 kg di patate a pasta gialla 280 g di farina (circa — potrebbe servirne un po’ di più o di meno) 1 uovo Sale q.b.
Per il ripieno
200 g di gorgonzola dolce 80 g di mascarpone (o ricotta molto asciutta) Una macinata di pepe bianco
Per il condimento
4 cucchiai di olio di mosto di olive taggiasche Pecorino romano grattugiato a pioggia Una spolverata di pepe nero Qualche fogliolina di timo o maggiorana (facoltativa, ma deliziosa)
Preparazione
1. Il ripieno “che fila e profuma”
In una ciotola schiaccia il gorgonzola e uniscilo al mascarpone. Lavora con una forchetta fino a ottenere una crema morbida e vellutata. Aggiungi un pizzico di pepe bianco e metti tutto in frigo a rassodare (così gli gnocchi non ti scivolano via come soap-opera al pomeriggio).

2. Le patate, regine della ricetta
Lessa le patate con la buccia finché non diventano tenere. Sbucciale da calde (sì, bruciano un po’, ma è per la scienza gastronomica). Passale con lo schiacciapatate e lasciale raffreddare qualche minuto.
Quando sono tiepide, unisci l’uovo, il sale e la farina. Impasta velocemente: gli gnocchi non amano gli impasti troppo manipolati… diventano nervosi e duri!
3. Creiamo gli gnocchi ripieni
Dividi l’impasto in porzioni e forma dei cilindretti. Taglia dei pezzetti grandi come una noce, schiacciali leggermente sul palmo della mano e metti al centro una piccola pallina di crema al gorgonzola (che ormai sarà diventata più mansueta).
Chiudi l’impasto intorno al ripieno e forma una pallina: ecco fatto lo gnocco elegante!
4. La cottura che profuma di festa
Butta gli gnocchi in acqua bollente salata. Quando salgono a galla, aspettali ancora 20–30 secondi per sicurezza (il gorgonzola dentro si sta sciogliendo felice) e scolali con delicatezza.
5. Il condimento, l’abbraccio finale
Condisci subito gli gnocchi con:
olio di mosto di olive taggiasche, profumatissimo una generosa pioggia di pecorino romano un tocco di pepe nero ed eventualmente qualche fogliolina di timo per farli sentire ancora più chic.
Mescola con cura, come se stessi maneggiando piccoli tesori.
Consiglio goloso
Se vuoi renderli ancora più irresistibili, metti gli gnocchi in una cocotte, aggiungi un filo d’olio in più, una nevicata di pecorino e gratina 3 minuti: si forma quella crosticina che fa perdere ogni civiltà a tavola.
Presentazione simpaticamente seria
Servi gli gnocchi in piatti caldi, fai scendere l’olio profumato a filo e osserva i commensali: di solito alla prima forchettata si crea un silenzio mistico. È il segno che hai cucinato bene.
Sicuramente oggi non posso lasciarvi andare senza un meraviglioso rito per l’albero di Natale, ho chiamatolo come volete un albero addobbato un albero del solstizio d’inverno come volete l’importante che voi facciate quell’albero e che voi create degli addobbi dentro casa o fuori casa, mi raccomando è molto importante leggete questo piccolo articolo che mi sento di regalarvi proprio per questo giorno speciale.
✨ Il Rito dell’Albero di Natale: una Magia di Luce, Gioia e Protezione

C’è un momento dell’anno in cui il mondo sembra rallentare e la casa si riempie di un silenzio fragrante, come se l’inverno stesso trattenesse il respiro. È il momento in cui si addobba l’Albero di Natale.
Un gesto antico, che non è soltanto decorazione: è un invito alla luce, un ponte fra il cuore e la stagione più buia, un piccolo incantesimo domestico che rinnova armonia e buon auspicio.
E proprio in questo spirito nasce il Rito dell’Albero di Natale, un rituale semplice, delicato e colmo di poesia, da eseguire il giorno in cui si prepara l’albero. È un modo per trasformare un momento già speciale in un vero atto magico, capace di portare in casa gioia, felicità e di allontanare ogni malia o malinconia.
🌲 Il Rito della Luce che Torna
Occorrente:
una candela bianca, anche piccola un campanellino oppure una chiave il primo ornamento che desideri appendere il tuo albero ancora spoglio
Come si svolge
Accendi la candela bianca davanti all’albero non ancora addobbato: rappresenta la prima scintilla di luce nel cuore dell’inverno. Appoggia una mano sull’albero e fai un respiro profondo. Immagina che ogni ramo si riempia di pace, come se custodisse il segreto della serenità. Suona il campanellino o la chiave: il tintinnio “sveglia” l’energia della casa e scaccia quella pesante. Prendi il primo ornamento, tienilo tra le mani e pensa ai tuoi desideri per il Natale: amore, salute, armonia, prosperità, dolcezza… ciò che vuoi far crescere nella tua vita. Recita la filastrocca magica che segue, poi appendi il primo addobbo. Procedi a decorare l’intero albero: ogni gesto, ormai, è parte dell’incanto. Spegni la candela dicendo semplicemente: «La luce resta.»
🎶 La Filastrocca Magica dell’Albero Lumiere
Da recitare con voce dolce, lenta, come se stessi accarezzando l’atmosfera.
**“Alberello di dicembre,
tu che i giorni fai più miti,
porta gioia alle mie stanze,
porta luce ai miei mattini.
Tra i tuoi rami pongo i sogni,
tra le foglie le mie speranze,
via le ombre, via le pene,
che la casa sia danzante.
Brilla, albero, mio compagno,
custodisci ciò che è vero:
ogni addobbo è una promessa,
ogni luce un pensier sincero.
Porta amore, pace e incanto,
porta il bene a chi verrà.
Alberello del Natale,
qui la magia fiorirà.”**
E adesso invece è giunta l’ora di augurarvi un meraviglioso 8 dicembre in qualsiasi posto voi siate l’importante è che siate felici ed è questo che vi auguro per tutto questo 8 dicembre e per il futuro avvenire, ricordatevi che la luce deve sempre restare accesa soprattutto quella del cuore, perché prima o poi qualcuno la vedrà e arriverà, un grande abbraccio a tutti e buona giornata.
Marius Depréde Pau
