
La Magia di Tobia, il Topino che Addobbava il Bosco
C’era una volta, in un grande bosco coperto di neve, un piccolo topino di nome Tobia, famoso tra gli animali per il suo cappottino verde sempre troppo largo e per la sua grande fantasia.
Ogni inverno, quando il vento portava l’odore del gelo e i primi fiocchi cominciavano a cadere, Tobia sentiva dentro una scintilla speciale: era arrivato il tempo di preparare l’Albero del Bosco.
Non un albero qualunque. Oh no!
Tobia sceglieva sempre il grande abete vicino alla radura, quello che i conigli usavano come riparo e che gli uccellini consideravano “la piazza del bosco”.
Con le sue manine curiose raccoglieva fettine di arancia seccate al sole estivo, croste di pane dimenticate dai campeggiatori, bucce di mela portate dai bambini in gita, e perfino nocciole spaccate dagli scoiattoli più maldestri. Per gli altri erano avanzi… per Tobia erano decorazioni perfette.
— “Ogni cosa può diventare magia, basta guardarla bene!” diceva sempre.
E così, mentre tutti gli animali osservavano divertiti, Tobia si arrampicava sui ramoscelli bassi, appendeva fettine d’arancia che brillavano come piccole lune, e infilava i pezzetti di pane tra gli aghi dell’albero, come se fossero dolcetti di una festa segreta.
Quando arrivò la neve, il suo albero era già un’opera d’arte:
un tripudio di profumi d’arancio, fruscii di nocciole e briciole dorate.
Gli animali non vedevano solo un albero decorato:
vedevano un grande buffet naturale, una riserva per affrontare il freddo.
I merli becchettavano le briciole, gli scoiattoli recuperavano le nocciole, i ricci rubacchiavano bucce di mela, e perfino la volpe — fingendo di non farsi notare — si avvicinava per assaporare qualche sorpresa.
Tobia li osservava tutti, felice:
— “L’inverno è più dolce quando ci si aiuta, anche solo con una briciola”.
E così, anno dopo anno, l’Albero del Bosco divenne una tradizione.
Al punto che, quando Tobia compariva con la sua scatolina piena di avanzi, i conigli correvano a raccogliere altre briciole, gli uccellini portavano piccole piume come addobbi, e gli scoiattoli contribuivano con mezza riserva di nocciole (solo mezza però… gli scoiattoli sono scoiattoli!).
Il bosco intero si illuminava, non di luci elettriche, ma di gentilezza, profumo, e piccole cose condivise.
E ogni animaletto sapeva che, grazie a quel piccolo topino, nessuno sarebbe rimasto senza cibo durante i giorni più freddi.
Morale della fiaba
Anche le cose piccole possono diventare preziose, se condivise con il cuore.
Un gesto gentile, anche piccolissimo, può scaldare l’inverno di qualcuno. Le fiabe di Nonno Marius
Piano piano ci stiamo avviando verso la fine del mese, per quanto ci riguarda (e parlo della redazione del nostro blog) è stato un mese parecchio faticoso, soprattutto perché stiamo portando dei cambiamenti molto importanti che molto probabilmente ci porteranno ad accrescere in modo esponenziale questo grazie a voi che ci seguite con tanto affetto, con l’occasione voglio ringraziarvi tutti per i messaggi che ci sono stati inviati per l’articolo di ieri completo e quasi tutti eravate d’accordo col fatto che era un giorno estremamente importante.
E anche oggi ci occupiamo di un giorno non di meno importante posso solo augurarvi buona lettura e ringraziarvi. 
Ariete ♈️ (21/3–19/4)
Amore: passione vibrante, ma oggi evita scatti d’impulso.
Fortuna: piccolo guadagno inatteso — non sperperare.
Amicizia: un amico ti chiama per condividere un’idea azzardata.
Consiglio: usa la carica per iniziare, non per forzare; respira prima di parlare.
Toro ♉️ (20/4–20/5)
Amore: stabilità domestica; momenti dolci con chi ti è vicino.
Fortuna: giornata di consolidamento finanziario — firma con attenzione.
Amicizia: sostegno pratico dagli amici; accetta l’aiuto.
Consiglio: radicati come la Quercia: poche mosse, però buone.
Gemelli ♊️ (21/5–20/6)
Amore: curiosità e flirt; attenzione a non disperdere energie.
Fortuna: idee creative possono tradursi in guadagno—prendi nota.
Amicizia: conversazioni stimolanti: il network si espande.
Consiglio: annota le intuizioni della serata (Urano ti ispira).
Cancro ♋️ (21/6–22/7)
Amore: emotività accesa; mostra vulnerabilità con cura.
Fortuna: proteggi i risparmi; evita investimenti d’impulso.
Amicizia: qualcuno ti cerca per conforto — sii presente.
Consiglio: un piccolo gesto di cura vale più di mille parole.
Leone ♌️ (23/7–22/8)
Amore: voglia di brillare; scegli la gentilezza più del clamore.
Fortuna: opportunità pubbliche — coglile ma con umiltà.
Amicizia: sei il centro, ma oggi ascolta anche il sottofondo.
Consiglio: la leadership silenziosa è potente (eco di Saturno/Quercia).
Vergine ♍️ (23/8–22/9)
Amore: dettaglio che salta all’occhio — correggilo con tatto.
Fortuna: ordine = guadagno; riorganizza per piccole efficienze.
Amicizia: aiuti pratici che ripagano più tardi.
Consiglio: raddrizza una cosa soltanto — fallo bene.
Bilancia ♎️ (23/9–22/10)
Amore: bilanciamento richiesto: dai spazio senza perdere te.
Fortuna: belle entrate creative ma attenzione alle spese estetiche.
Amicizia: armonia possibile se non forzi la conversazione.
Consiglio: mantieni la grazia, evita la duplicazione di impegni.
Scorpione ♏️ (23/10–21/11)
Amore: intensità profonda; potresti scoprire nuovi desideri.
Fortuna: intuizioni finanziarie; valuta con calma.
Amicizia: legami intensi, veri; fidati di pochi.
Consiglio: la labradorite interiore ti protegge: ascolta l’intuizione.
Sagittario ♐️ (22/11–21/12)
Amore: avventura all’orizzonte — ma non scappare dai dettagli.
Fortuna: chance di viaggio/idee che espandono; pianifica.
Amicizia: risate e idee larghe: condividi la mappa.
Consiglio: tieni gli occhi sul cielo (Urano rende ispirazioni improvvise).
Capricorno ♑️ (22/12–19/1)
Amore: praticità e cura; costruisci piccoli rituali insieme.
Fortuna: Saturno ti parla: consolidamento a lungo termine.
Amicizia: affidabilità tua e altrui al centro della giornata.
Consiglio: fai un passo misurato verso un impegno importante.
Acquario ♒️ (20/1–18/2)
Amore: bisogno di libertà; spiega cosa ti serve senza drammi.
Fortuna: idee originali possono trovare terreno — condividi con cura.
Amicizia: gruppo in fermento: un progetto collettivo parte oggi.
Consiglio: Urano è dalla tua parte; canalizza l’innovazione in un piano.
Pesci ♓️ (19/2–20/3)
Amore: romanticismo sognante; non perdere però la bussola pratica.
Fortuna: intuizioni creative; trasforma in piccoli passi concreti.
Amicizia: empatia forte; qualcuno conta sul tuo ascolto.
Consiglio: proteggi l’energia con un cristallo (labradorite o simile) e un breve rituale di centratura.
Mini-rituale consigliato per la sera del 23/11/2025
Metti una labradorite o una pietra scura a portata di mano. Accendi una candela (o una luce tenue) e tieni una foglia di quercia immaginaria nel palmo: visualizza ciò che vuoi raddrizzare (una sola cosa). Respiro 4-6-8: inspira 4, trattieni 6, espira 8, tre volte. Questo sfrutta l’energia protettiva di Saturno (stabilità) e l’ispirazione improvvisa di Urano.
Fatti e Misfatti del 23 Novembre
Il 23 novembre è un giorno ricco di avvenimenti curiosi, tragedie storiche e protagonisti illustri. Diamo uno sguardo a ciò che ha segnato questa data nel corso dei secoli.
Eventi storici degni di nota
1946 – Bombardamento di Haiphong Il 23 novembre 1946 la marina francese bombarda la città vietnamita di Haiphong, causando migliaia di vittime civili. 1980 – Terremoto dell’Irpinia Una scossa di magnitudo 6.9 scuote l’Italia meridionale, in particolare la regione dell’Irpinia (Campania-Basilicata). Il bilancio è drammatico: migliaia di morti e un’ampia devastazione. 1971 – Cina nella ONU Il 23 novembre 1971 è una data storica: la Repubblica Popolare Cinese ottiene un seggio nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. 1936 – Nasce la rivista Life In questa data viene pubblicato il primo numero di Life, storica rivista americana che diventerà celebre per il suo fotogiornalismo. 1972 – “Pong” di Atari Uno degli eventi culturali più simbolici: Atari lancia “Pong”, uno dei primi videogiochi arcade di grande successo, dando il via a un’epoca del divertimento elettronico. 1910 – Ultima esecuzione in Svezia con ghigliottina Johan Alfred Ander viene giustiziato con la ghigliottina: sarà l’ultima persona ad essere eseguita in Svezia con quel metodo. 1863 – Battaglia di Chattanooga Durante la Guerra Civile americana, il 23 novembre inizia la Battaglia di Chattanooga, con le truppe dell’Unione che lanciano un’offensiva decisiva contro i Confederati.
Protagonisti nati o morti il 23 novembre
Nascite
Miley Cyrus (1992) – Cantante, attrice e icona pop americana. Vincent Cassel (1966) – Attore francese noto per ruoli intensi e versatilità cinematografica. Franco Nero (1941) – Nome d’arte di Francesco Sparanero, celebre attore italiano. Manuel de Falla (1876) – Compositore spagnolo, figura centrale nella musica classica del Novecento. Sathya Sai Baba (1926) – Leader spirituale indiano, considerato da molti un guru. Angelo Sodano (1927) – Cardinale e figura influente nella Chiesa cattolica. Boris Karloff (1887) – Leggendario attore del cinema horror, famoso per il suo ruolo nel “Frankenstein” cinematografico. Arthur “Harpo” Marx (1888) – Comico dei “Marx Brothers”, noto per il suo personaggio muto e il famoso gesto con la trombetta. Jacques Mayol (1926) – Apneista francese, celebre per i suoi record di immersione, diventato mito con il film Il Grande Blu.
Morti
Roald Dahl (1990) – Scrittore britannico amatissimo, autore di capolavori per l’infanzia come Charlie e la fabbrica di cioccolato. Alexander Litvinenko (2006) – Ex agente russo avvelenato a Londra con il polonio-210, il suo caso ha scosso la geopolitica internazionale.
Curiosità e riflessioni
Il jukebox fece la sua prima apparizione pubblica il 23 novembre 1889 al Palais Royale Saloon di San Francisco, aprendo la strada alla musica registrata nell’intrattenimento quotidiano. In campo politico, la presenza della Cina all’ONU dal 1971 ha rappresentato un cambio di paradigma globale, consolidando il ruolo della Repubblica Popolare nella diplomazia mondiale. Il terremoto dell’Irpinia del 1980 restò nella memoria italiana non solo per l’ampiezza della tragedia, ma anche per le conseguenze socio-economiche e le trasformazioni nella legislazione antisismica.
Il 23 novembre, dunque, non è solo una data da calendario: è un crocevia di creatività artistica, rivoluzioni culturali, tragedie umane e progressi sociali. Un giorno che ricorda come il passato, con tutte le sue luci e ombre, continui a vivere nelle storie delle persone che ci hanno preceduto.
1976
Il 23 novembre 1976 si apre come una pagina consumata dallo scorrere del tempo, ma ancora viva nella memoria collettiva. È un giorno che appartiene a un anno particolare, fatto di scosse — politiche, sociali e purtroppo anche letterali — e di una voglia costante di rinascere e reinventarsi. Il 1976 è stato un anno che ancora oggi profuma di ricordi: di lotte, di musica che vibra, di colori che cambiano, di un’Italia che tenta di rialzarsi dopo uno dei momenti più difficili della sua storia recente.
Un anno scosso: il Friuli e il suo dolore
Il 1976 non può essere ricordato senza evocare il terribile terremoto del Friuli, con epicentro nella zona nord di Udine, che il 6 maggio devastò interi paesi, portò via vite, case, chiese, memorie. La scossa fu così forte che molti si svegliarono con la sensazione che il mondo si fosse improvvisamente rotto.
Quel dolore non si cancellò in pochi mesi e il 23 novembre 1976, sei mesi dopo, la ferita era ancora aperta: paesi in ricostruzione, famiglie sparse, comunità che cercavano di ritrovarsi. Ma il Friuli è terra intensa e forte, e proprio quell’anno nacque uno dei più grandi esempi di ricostruzione italiana basata sulla solidarietà popolare e sulla dignità della gente.
Situazione politica: un’Italia che cambia volto
Il 1976 fu un anno di tensioni e trasformazioni.
Alle elezioni politiche, il Partito Comunista Italiano ottenne un risultato straordinario, mentre la Democrazia Cristiana cercava di tenere saldo il timone. Era il tempo del “compromesso storico”, di un paese che oscillava tra paura e speranza, con gli anni di piombo che già bussavano alla porta.
Mentre l’Italia provava a respirare, il mondo guardava altrove:
– In America c’era appena stata l’elezione di Jimmy Carter, volto nuovo, promessa di un approccio più umano e meno muscolare.
– In URSS continuava l’eterno clima di Guerra Fredda, fatto di silenzi, occhi puntati e dialoghi difficili.
– In Europa avanzava l’idea di un’unione più stretta, anche se ancora timida e lontana da ciò che diventerà.
Musica, moda, cinema: il cuore pulsante del 1976
Sul fronte del costume, il ’76 fu un anno ribelle.
Nelle radio esplodevano Dancing Queen degli ABBA, Hotel California degli Eagles, e un certo vento punk cominciava a soffiare da Londra con i Sex Pistols, portando con sé spilli, energia ruvida e un “no” detto con stile.
La moda oscillava tra pantaloni a zampa, camicie stampate e abiti drappeggiati. È l’anno in cui la gioventù balla nelle discoteche illuminate da luci colorate, mentre fuori, nelle città, la vita resta più dura che luccicante.
Il cinema vedeva uscire pellicole che sarebbero diventate cult:
– Taxi Driver, con De Niro e il suo “You talkin’ to me?”
– Rocky, storia di riscatto che parlava direttamente al cuore.
– E in Italia, il filone della commedia si mescolava ai primi sapori malinconici del cinema d’autore.
Gossip e vita quotidiana
Il 1976 è anche un anno pieno di piccoli pettegolezzi e fascini pop:
Liz Taylor fa parlare di sé come sempre, tra amori, diamanti e dichiarazioni.
In Italia i rotocalchi commentano la vita privata dei divi della TV, e mentre i giovani fanno file davanti ai cinema per vedere i nuovi film americani, nelle case arriva la televisione a colori — ancora non ovunque, ma abbastanza da diventare un simbolo del futuro.
Un anno difficile, ma non spento
Il 23 novembre 1976 è una data che si inserisce in un anno complesso, nostalgico, pieno di momenti che ancora risuonano oggi. È il ricordo di un’Italia che, nonostante il dolore, continuava a cantare, a vestirsi di luce, a immaginare un domani migliore.
Il 1976 rimane così: intenso, fragile, luminoso, umano.
Un anno che scosse, un anno che costruì, un anno che — nonostante tutto — non smise mai di sperare.
Fiat 128 Sport — 1976
Il 1976 non è stato solo un anno di musica che cambiava, di mode scintillanti e di politica in fermento. È stato anche l’anno in cui, sulle strade italiane, una compatta sportiva dal carattere deciso faceva girare la testa: la Fiat 128 Sport. Un’auto che oggi profuma di retrò, ma che allora incarnava il desiderio di libertà, agilità e modernità alla portata di molti.
Una sportiva compatta che conquistò tutti
La Fiat 128 Sport era nata qualche anno prima, nel 1971, come derivata della celebre Fiat 128, ma nel 1976 raggiunse uno dei suoi momenti di massimo splendore. Era un’auto che sapeva unire praticità quotidiana e grinta estetica: linee filanti, frontale pulito, coda tronca e quell’aria da piccola coupé che la rendeva irresistibile.
Fiat la propose in due varianti, entrambe basate sulla carrozzeria “3 porte fastback” prodotta da Bertone e poi rifinita da Fiat stessa. Il risultato era una vettura elegante ma sportiva, perfetta per i giovani, per le famiglie moderne e per chi voleva un’auto bella senza spendere cifre da capogiro.
Le versioni: 1100 e 1300
Nel 1976, le due versioni più diffuse e apprezzate erano:
Fiat 128 Sport 1100
Motore 1116 cm³ Potenza: 55 CV Velocità massima intorno ai 150 km/h Cambio manuale a 4 marce Consumi contenuti e prestazioni brillanti per la cilindrata
Era la versione “ragionevole”, pratica, economica, perfetta per chi voleva un’auto elegante senza rinunciare alla gestione quotidiana.
Fiat 128 Sport 1300
Motore 1290 cm³ Potenza: 75 CV Velocità massima vicina ai 165 km/h Spunto più vivace, assetto più sportivo Cambio manuale a 4 marce (con 5 marce disponibile in alcuni allestimenti)
La 1300 era la versione “pepata”, quella scelta da chi amava viaggiare veloce sulle statali, chi voleva sentir vibrare il motore e chi sognava un’auto sportiva senza sacrificare la comodità.
Motori vivaci e un telaio all’avanguardia
La 128 Sport ereditava il telaio e le soluzioni tecniche avanzate della 128 berlina:
Motore anteriore trasversale Trazione anteriore Sospensioni moderne e ben tarate Ottima tenuta di strada
Queste caratteristiche la rendevano agile, scattante e sorprendentemente maneggevole rispetto alla concorrenza dell’epoca.
Il motore era elastico, affidabile e amato dai meccanici per la sua semplicità. La manutenzione era minima e la resa massima: un binomio perfetto per l’Italia degli anni ’70.
Il 1976: l’anno del successo
Nel 1976 la Fiat 128 Sport raggiunse il suo apice commerciale.
Era un’auto che piaceva perché aveva tutto: stile, prestazioni, prezzo competitivo, possibilità di personalizzazione e un fascino che non passava inosservato.
Le vendite furono ottime, soprattutto in Italia, Francia e Germania. In alcune zone italiane divenne quasi un’icona: nelle città era simbolo di modernità, nelle province era una piccola fuoriclasse, sulle coste brillava come una coupé mediterranea.
Era l’auto “perfetta per i giovani” — come scrivevano le riviste dell’epoca — ma anche ideale per chi voleva una macchina dinamica per andare al lavoro e poi magari sentirsi un po’ sportivo nel weekend.
Un’icona che non ha perso il suo fascino
Oggi la Fiat 128 Sport del 1976 è un oggetto di culto per gli appassionati.
È ricercata, amata e spesso restaurata con cura, mantenendo quel suo mix di eleganza leggera e spirito racing.
Chi la guidò allora ricorda ancora:
quel volante un po’ grande, il rombo deciso del 1300, l’odore di moquette nuova, la sensazione di libertà che solo una coupé accessibile sapeva dare.
Nel 1976, la Fiat 128 Sport non era solo un’auto.
Era uno stile di vita.
E per molti, lo è ancora oggi.
E dopo questo bel viaggio nel tempo nostalgico, ma tratti anche terribile perché alcune cose vanno ricordate sempre, passiamo alla nostra ricetta e concludiamo anche oggi la pagina del nostro blog.

Devil’s Food Cake con Crema Chantilly alla Vaniglia, Amarene e Ganache Fondente
Un dolce scenografico, ricco, profondo, “peccaminoso” al punto giusto: tre strati di torta al cioccolato fondente, farciti con crema chantilly alla vaniglia e una composta di amarene che dona freschezza e un contrasto irresistibile. Perfetta per le grandi occasioni.
Ingredienti
Per la composta di amarene
670 g di amarene (morello) con il loro sciroppo
2⁄3 tazza (150 g) di zucchero semolato
1 bacca di vaniglia, tagliata e con i semi estratti
Per la ganache al cioccolato fondente
100 g di cioccolato fondente al 40%, finemente tritato
100 ml di panna fresca
100 g di burro morbido
Per la crema chantilly alla vaniglia
1 tazza (250 ml) di panna fresca
200 ml di double cream (o altra panna molto densa)
100 g di zucchero a velo
2 cucchiaini di pasta di vaniglia o i semi di 1 bacca
Preparazione
1. Preparare la composta di amarene
Versa in un pentolino le amarene con il loro sciroppo, lo zucchero, la bacca di vaniglia e i semi.
Porta a bollore a fuoco vivo.
Abbassa la fiamma e lascia sobbollire per circa 40 minuti, mescolando ogni tanto, finché lo sciroppo non si sarà ridotto.
Elimina la bacca di vaniglia e lascia raffreddare.
Tieni da parte.
2. Preparare la ganache al cioccolato
Unisci il cioccolato tritato, la panna e il burro in una ciotola resistente al calore.
Sciogli il tutto nel microonde a intervalli di 30 secondi, mescolando ogni volta, finché il composto non diventa liscio, lucido e omogeneo.
Lascia raffreddare leggermente per far addensare la ganache.
3. Preparare la crema chantilly alla vaniglia
Monta le panne con lo zucchero a velo e la vaniglia.
Lavora fino a ottenere una crema soffice e stabile, con picchi morbidi.
Metti in frigorifero fino al momento dell’uso.
Assemblaggio della torta
Disponi il primo disco di Devil’s Food Cake (già completamente raffreddato) su un piatto da portata.
Spalma metà della crema chantilly.
Aggiungi metà delle amarene (non tutto lo sciroppo) e un filo della composta ridotta.
Appoggia il secondo disco e ripeti il procedimento.
Adagia l’ultimo disco.
Copri la superficie con la ganache al cioccolato.
Decora con le amarene rimaste e qualche goccia di sciroppo.
Metti in frigorifero per 2–3 ore, o finché il dolce non sarà compatto.
Prima di servire, completa con un filo di sciroppo di amarene.
Consiglio dello chef
Usa del cacao o cioccolato olandese (Dutch-processed): renderà la torta ancora più scura, intensa e dal sapore cioccolatoso irresistibile.
Direi che non è un dolce semplice, ma è un dolce che si può assolutamente fare e magari sperimentatene uno per poi farlo definitivamente a Natale e fare un bellissimo figurone davanti a tutti i vostri amici parenti o comunque per i vostri figli o per i vostri nonni o per i vostri genitori, quello che posso augurarvi oggi è veramente di passare una bellissima giornata e che sia un bellissimo sabato e ci leggiamo comunque domani.
Marius Depréde Pau