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La Bambina dai Capelli Rossi e il Pettirosso
Leggenda per bambini
C’era una volta, in un villaggio ai margini di un grande bosco, una bambina dai capelli rossi come il tramonto. Si chiamava Lina, e tutti dicevano che quei ricci infuocati fossero un dono del sole.
Lina amava esplorare il bosco, e ogni giorno portava con sé una piccola cesta di pane per gli animali più timidi: ricci, scoiattoli e perfino i topolini di campagna che sbucavano solo quando nessuno guardava.
Un mattino d’inverno, mentre il vento gelido correva tra gli alberi, Lina sentì un cinguettio debole, quasi un lamento. Seguendolo, trovò un piccolo pettirosso tremante sulla neve. La sua zampina era ferita, e il suo petto rosso sembrava aver perso il colore.
«Oh poverino…» sussurrò Lina.
Lo raccolse tra le mani, così piccole e calde, e il pettirosso smise di tremare.
La bambina decise di portarlo con sé, ma mentre camminava verso casa, il vento diventava sempre più forte.
All’improvviso, dalle nuvole scese una voce sottile, come di pioggia lontana:
«Se vuoi salvarlo, devi condividere il tuo calore.»
Lina non capì da dove venisse quella voce, ma capì il suo significato.
Aprì il cappotto e avvolse il pettirosso vicino al cuore, sacrificando il tepore che proteggeva lei stessa dal freddo.
Quando arrivò a casa, la bambina era gelata, ma il pettirosso aveva ripreso vita.
Trascorsero insieme l’intero inverno: Lina lo curò, lo nutrì, gli parlò come a un fratello minore.
Quando la primavera tornò a colorare il mondo, il pettirosso guarito volò sulla finestra.
Si voltò verso Lina e le fece tre piccoli inchini, come se stesse ringraziando una principessa del bosco.
Poi successe qualcosa di meraviglioso.
Il petto dell’uccellino brillò di un rosso ancora più acceso, come una scintilla viva.
E mentre spiccava il volo, il colore del suo petto si rifletté sui capelli di Lina, rendendoli ancora più luminosi.
Da quel giorno, nel villaggio si racconta che il pettirosso abbia il petto rosso perché un tempo una bambina gli donò il calore del suo cuore. E ogni volta che un pettirosso canta vicino a una finestra, lo fa per ricordare che la gentilezza non si dimentica mai.
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Morale:
Il vero calore non viene dal fuoco, ma dal cuore. E ogni gesto gentile ritorna sempre, come un canto al mattino. Le fiabe di Nonno Marius
19 novembre 2025, giorno per giorno faccio un po’ come gli antichi urlatori dell’ora che passava: “ è mezzanotte e tutto va bene!!!” 🤣 .
Comunque mi ci vedo molto in quella figura dell’urlatore di ore, un po’ come se fossi un signore del tempo che fa scandire i minuti le ore e i giorni senza contare gli anni ai secoli
Oggi partiamo con una bella giornata una giornata che ci darà degli ottimi consigli come le nostre appendici degli oracoli, della canalizzazione di San Michele Arcangelo e del santo del giorno, per il momento guardiamoci il nostro Oroscopo
🌌 Oroscopo del 19 Novembre 2025
Tema astrale del giorno
La Luna, quasi al 1 % di illuminazione, è nella costellazione della Bilancia, molto vicina a Venere, che brilla come punto più luminoso nel cielo mattutino. Mercurio è in moto retrogrado e si trova negli ultimi gradi tra Sagittario e Scorpione. Saturno è visibile per buona parte della notte, ma i suoi anelli sono poco evidenti. Giove sorge nella seconda parte della serata ed è piuttosto luminoso.
Questa combinazione celeste porta un’energia di contrasto: delicatezza e bellezza al mattino (Luna + Venere), riflessione profonda e revisione mentale (Mercurio retrogrado), e stabilità austera ma presente (Saturno).
♈ Ariete
Oggi potresti risentire di un “ritorno” nei pensieri: Mercurio retrogrado ti porta a rivedere idee, decisioni, conversazioni recenti. Ma la Luna + Venere mattutina ti invita ad avvicinarti alle relazioni con dolcezza, anche se sei abituato a correre. Usa la tua energia per sistemare gli affari del cuore, non solo per conquistare nuovi traguardi.
♉ Toro
La tua pazienza sarà premiata: Saturno ti sorveglia dalla notte e ti ricorda che la solidità si costruisce nel tempo. Ma non ignorare il richiamo dell’amore (grazie a Luna-Venere): forse un rapporto richiede una carezza o una parola gentile. Evita decisioni affrettate su comunicazioni: Mercurio retrogrado può giocare brutti scherzi.
♊ Gemelli
Sei nel mood della riflessione! Mercurio retrogrado ti invita a fare marcia indietro su progetti, ma non per paura: per affinare. La congiunzione Luna-Venere ti rende particolarmente sensibile nelle relazioni: una conversazione al mattino potrebbe aprire il cuore. Non penalizzare te stesso per errori passati: sei in modalità ‘revisione costruttiva’.
♋ Cancro
Le emozioni sono delicate oggi. La Luna quasi nuova simboleggia un momento di quasi silenzio interiore: potresti sentirti “in ombra”, ma Venere illumina i rapporti più vicini. Approfitta di questo cielo per parlare di sentimenti veri, non di superficie. Con Mercurio retrogrado, evita di calcare troppo la mano su questioni logiche: ascolta prima.
♌ Leone
Il tuo entusiasmo potrebbe raffreddarsi un po’ nel pensiero: Mercurio retrogrado ti spinge a rivedere piani ambiziosi o discorsi infiammati. Tuttavia, la Luna e Venere portano leggerezza nelle relazioni: potresti trovare conforto in una conversazione intima con qualcuno di fiducia. Non è il giorno per grandi lanci, ma per perfezionare ciò che hai già iniziato.
♍ Vergine
Situazioni pratiche, lavoro, routine: Mercurio retrogrado ti obbliga a fare il punto su impegni, scadenze o eventuali malintesi. La Luna + Venere al mattino ti regala un sapore affettivo: magari c’è spazio per un gesto gentile verso un collega o un familiare. Saturno ti ricorda che la disciplina paga, ma la gentilezza non costa nulla.
♎ Bilancia
Giorno molto potente, segno che stai brillando letteralmente: la Luna pressoché invisibile e Venere luminosa nella tua costellazione creano un doppio riflesso su relazioni e bellezza. Potresti sentirti affascinante, magnetico, ma anche introspettivo. Attenzione però ai pensieri che ritornano grazie a Mercurio retrogrado: guarda dentro di te prima di agire.
♏ Scorpione
Mercurio retrogrado entra nella tua zona: è il momento di scavare, di affrontare questioni nascoste o discorsi rimasti sospesi. Saturno di notte ti regala una base solida su cui appoggiarti: non tutto è caotico, c’è struttura. L’influsso Luna-Venere ti invita però a non essere solo strategico: anche il cuore ha parole da dire.
♐ Sagittario
Il retrogrado di Mercurio riguarda anche te, dato che si sposta tra Sagittario e Scorpione: puoi rivedere idee filosofiche, progetti di viaggio o visioni idealistiche. La Luna + Venere al mattino ti tengono ancorato nei rapporti: usa questo momento per portare grazia dove potresti altrimenti essere troppo “spara frecce”. Saturno ti ricorda di non sacrificare il presente per un sogno lontano.
♑ Capricorno
Saturno, tuo pianeta guida, è visibile stasera: ti ricorda la responsabilità, la pazienza e l’importanza della costruzione a lungo termine. Ma il cielo del mattino con Luna e Venere ti dà una chance per ammorbidire parti dure della tua personalità: mostra il tuo lato più affettuoso. Con Mercurio retrogrado, riflessioni su carriera o status sociale possono emergere.
♒ Acquario
Potresti sentirti diviso tra mente e affetti: Mercurio retrogrado stimola la tua parte analitica, mentre Luna + Venere ti spingono verso l’intimità e la bellezza delle relazioni. Non respingere le emozioni come se fossero “disturbanti”: anche per te, che ami l’idea del futuro, oggi il presente ha valore. Saturno ti sostiene con una stabilità silenziosa.
♓ Pesci
La tua sensibilità è potenziata: la Luna quasi assente potrebbe farti sentire “vacuo”, ma Venere illumina la tua parte romantica e sogna. Mercurio retrogrado porta pensieri profondi, ciclici, forse legati a relazioni del passato o a ferite interiori. Saturno ti calpesta dolcemente i piedi a terra: ti ricorda che anche i sogni più eterei vanno costruiti con costanza.
💡 Consigli del giorno
Evita decisioni affrettate: con Mercurio retrogrado, le parole e le idee meritano una revisione. Approfitta del mattino per comunicare con il cuore: la Luna + Venere donano grazia emotiva. Usa la notte per meditare o riflettere: Saturno ti dona stabilità, ma anche profondità. Se devi discutere o risolvere qualcosa, scegli momenti di calma e ascolto — non di scontro.
Fatti & Misfatti – 19 Novembre nella Storia
📜 Eventi Storici
1863 – Il presidente statunitense Abraham Lincoln pronuncia il celebre Gettysburg Address, durante la cerimonia di dedicazione del cimitero di guerra di Gettysburg. 1977 – Il presidente egiziano Anwar Sadat effettua una storica visita in Israele, diventando il primo capo di Stato arabo a parlare al Parlamento israeliano (la Knesset). 1969 – Pelé segna il suo millesimo gol in carriera (secondo alcune fonti) in una partita al Maracanã. 1943 – Rivolta nel campo di concentramento di Janowska (Polonia occupata): in quel giorno la situazione per molti prigionieri precipita mentre i nazisti tentano di cancellare le tracce delle esecuzioni.
👶 Nascite Celebri del 19 Novembre
Indira Gandhi (1917): prima donna Primo Ministro dell’India, figura politica potente e controversa. José Raúl Capablanca (1888): prodigio degli scacchi, diventò campione mondiale; la sua naturalezza nel gioco è ancora ricordata. Calvin Klein (1942): stilista americano noto per il minimalismo e per aver rivoluzionato il mondo della moda con il suo marchio. Jodie Foster (1962): attrice premio Oscar, famosa per ruoli complessi e profondi fin da giovane età. Gene Tierney (1920): attrice e cantante statunitense, simbolo dell’“età d’oro” di Hollywood. Roy Campanella (1921): campione di baseball afro-americano, parte della leggenda sportiva negli Stati Uniti. Zygmunt Bauman (1925): sociologo polacco-britannico, celebre per le sue riflessioni sulla modernità liquida.
✝️ Morti Storiche del 19 Novembre
Joe Hill (1915): attivista e cantautore svedese-americano, figura simbolica del movimento dei lavoratori. Giorgio de Chirico (1978): pittore italiano, padre della pittura metafisica, la sua arte è piena di enigmi e spazio vuoto. Anastasio II (498): papa dei primi secoli cristiani; la sua figura è meno nota, ma segna un’epoca difficoltosa per la Chiesa. Dmitrij Donskoj (1389): principe di Vladimir-Suzdal, ricordato per il suo ruolo nelle lotte interne della Rus’ medievale. Mel Tillis (2017): cantautore country statunitense, noto per le sue canzoni melodiche e la lunga carriera musicale.
🎭 Personaggi Notabili: Uno Sguardo
Rani Lakshmibai (nata il 19 novembre 1828): regina di Jhansi, simbolo di resistenza nella ribellione indiana del 1857. Erving Goffman (morto il 19 novembre 1982): sociologo canadese-americano, famoso per il suo lavoro sulle interazioni sociali e la “performance” della vita quotidiana. Abu al-Qasim al-Khoei (nato il 19 novembre 1899 secondo alcune fonti): figura religiosa sciita di grande importanza.
✨ Conclusione
Il 19 novembre è una data ricchissima: da grandi momenti simbolici (come il Gettysburg Address) a figure cariche di significato politico, culturale e sociale. È una giornata che ricorda trionfi, riflessioni, rivolte interiori e lotte concrete: un microcosmo della storia umana, in tutte le sue sfaccettature.
🇮🇹 Italia 1946: L’anno in cui tutto ricominciò
Un Paese stanco, affamato, ferito. Un Paese che però non aveva alcuna intenzione di arrendersi. Il 1946 rappresenta per l’Italia una linea di confine tra il “prima” e il “dopo”: prima la guerra, la devastazione, lo smarrimento; dopo la lenta, ostinata, incredibile ricostruzione.
È l’anno che regala all’Italia una nuova forma, un nuovo volto, una nuova voce.
Il 2 giugno 1946, attraverso un referendum che coinvolge un Paese ancora diviso ma desideroso di cambiamento, nasce ufficialmente la Repubblica Italiana. Le donne votano per la prima volta, e lo scenario politico si apre a un futuro che nessuno può ancora immaginare, ma che tutti sperano.
🌆 Città in fermento: l’Italia che riparte
Le grandi città italiane vivono un’estate e un autunno del 1946 densi di movimento, nonostante le macerie ancora sotto gli occhi di tutti.
Roma prova a ritrovare la propria centralità politica: ministeri improvvisati, palazzi adattati, gruppi di partiti che si incontrano e scontrano nella Capitale di una Repubblica appena nata. Milano, pur ferita, corre più veloce. Le officine riaprono, la sete di produzione e innovazione è già lì, come un fiume che reclama spazio. Torino riparte lentamente ma con determinazione: la FIAT richiama operai, si rimettono in funzione macchinari spenti da anni, e la città ridiventa un laboratorio industriale. Napoli resta affollata, rumorosa, ricca di vita come sempre: la fame è tanta, ma la solidarietà ancora di più. Genova si scrolla di dosso la polvere dei bombardamenti e torna a guardare il mare, pensando al commercio e alle navi che torneranno a viaggiare.
Il 1946 è anche un anno di migrazioni interne: chi dal Sud si sposta al Nord, chi dalle campagne entra in città, chi cerca fortuna, chi cerca semplicemente un tetto e un lavoro.
🧵 Moda 1946: tra povertà e fantasia
Nonostante la guerra sia finita da pochissimo, le donne italiane sanno trasformare la povertà in stile.
Non ci sono stoffe, non ci sono abiti nuovi, non ci sono tessuti di lusso. E allora si ricicla, si reinventa, si taglia e si ricuce. I cappotti militari diventano giacche femminili, le tende diventano gonne, i vecchi vestiti si tingono con colori improvvisati.
Le scarpe? Spesso con suole di legno.
I cappelli? Riutilizzati, decorati con quel che si trova.
Eppure, c’è eleganza. Una eleganza sobria, essenziale, ma fiera.
Parigi torna lentamente a dettare legge e Christian Dior, proprio nel ’46, inizia a preparare quello che diventerà il “New Look”. In Italia bisognerà aspettare, ma il desiderio di bellezza è già forte.
💬 Gossip: amori, cinema e ritorni
Il cinema diventa il vero motore del sogno.
Gli italiani non hanno molto, ma hanno fame di storie, di luce, di distrazione. Nelle sale si torna a ridere, piangere, sognare.
È l’anno in cui molte future stelle muovono i primi passi, tra cui giovani attrici destinate a diventare icone. Nei bar e nei salotti si parla dei ritorni dei soldati, dei matrimoni sospesi dalla guerra, delle storie che finiscono e di quelle che ricominciano.
L’Italia del 1946 vive di piccoli scandali quotidiani, di pettegolezzi di vicinato, di amori nati nelle macerie… e rinati nella pace.
🚗 Automobili e industrializzazione
La FIAT riprende a produrre.
Non ci sono ancora le auto di massa, ma i prototipi, i modelli sperimentali, le ambizioni di un Paese che vuole tornare a viaggiare.
Molti ancora usano carretti, biciclette riparate con fil di ferro, mezzi militari abbandonati e riadattati.
Ma l’industria si muove: macchine utensili, materiale ferroviario, biciclette, e poco dopo frigoriferi, radio e apparecchi elettrici.
Il miracolo italiano ha ancora anni prima di esplodere, ma le radici nascono proprio qui: nel 1946, tra polvere, sudore e speranza.
🍞 Cibo: fra tessere, fame e creatività
La guerra è appena finita, ma la fame è ancora lì.
Le tessere annonarie sono attive. Il pane non basta, la carne è un lusso, il burro è un miraggio, lo zucchero rarissimo. Si cucina con quello che c’è: polenta, castagne, minestre, legumi.
Eppure le famiglie italiane tirano fuori un’arte antica: quella di far sembrare buono anche ciò che buono non è.
Le donne impastano dolci con surrogati, aromi improvvisati, scorze di agrumi. È il tempo della creatività contadina e della cucina povera.
📚 Scolarizzazione e speranza
Le scuole riaprono tra banchi rotti e finestre senza vetri.
I bambini studiano con quaderni vecchi, matite spuntate, libri passati di mano in mano.
Ma c’è una cosa nuova: il desiderio di imparare.
Lo Stato, pur poverissimo, ricomincia a investire nell’istruzione, perché senza scuola non c’è futuro.
Il 1946 segna l’inizio di una lenta, ma determinata rinascita culturale.
🏛 Politica: un Paese da reinventare
La politica è convulsa, accesa, spesso feroce.
Le ferite del fascismo, della guerra civile, delle occupazioni sono ancora aperte.
I partiti si muovono in uno scenario nuovo, tra speranze e sospetti, entusiasmi e timori.
L’Italia del 1946 è un laboratorio in cui tutto va inventato:
istituzioni, governo, amministrazioni locali, rapporti internazionali, identità nazionale.
Un Paese giovane, fragile, ma coraggioso.
🌅 Conclusione: il coraggio di ricominciare
Il 1946 non è un anno qualunque.
È un anno cucito addosso all’Italia come una cicatrice e come una promessa.
La Repubblica appena nata inciampa, si rialza, cammina. Le città si riprendono. La gente sogna. Le fabbriche brontolano di vita. La moda si reinventa. Il cinema consola. La scuola apre le porte al futuro.
Il 1946 è l’anno in cui l’Italia, ancora dolorante, dichiara — senza dirlo ad alta voce — che nonostante tutto andrà avanti.
A volte penso che la storia sia un libro che deve essere letto tutti i giorni da tutti, questo per ricordarci che effettivamente tutte queste informazioni potrebbero e possono servire a tutti per vivere meglio, a volte ci dimentichiamo di cosa siamo stati e ci dimentichiamo di chi si è sacrificato per donarci una grande libertà, questo bisognerebbe spiegarlo ai nostri ragazzi ma soprattutto a quelli che quel periodo non l’hanno vissuto, ma adesso sono anziani
Cerchiamo di addolcire queste situazioni e queste notizie dando la ricetta di un dolce a mio parere buonissimo assolutamente da provare fatemi sapere cosa ne pensate.

Il dolce? Una via di mezzo tra un panettone e un flan… insomma: il Flanettone. La meraviglia che nessuno aveva chiesto, ma che tutti vogliono assaggiare.
Flanettone: il panettone che voleva diventare un flan (e ci è riuscito benissimo)
C’è chi a Natale decora l’albero, chi prepara presepi degni di Hollywood… e poi c’è chi apre il panettone, lo svuota e lo riempie di crema come se fosse l’atto più naturale del mondo.
Nasce così il Flanettone: un dolce che sembra inventato da qualcuno che si è stufato delle solite tradizioni e ha deciso di “elevare” il panettone a nuova vita. Letteralmente.
La ricetta è semplice, consolante e talmente golosa che potrebbe far fare pace anche a chi sostiene che “il panettone si mangia solo al naturale”.
Be’, dopo questo, no.
Ingredienti (per 8 persone… o 4 molto motivate):
2 panettoni da 500 g Per la crema-flan: 32,5 cl di latte 32,5 cl di panna fresca al 35% 1 baccello di vaniglia 50 g di fecola di mais 50 g di tuorli (circa 3) 140 g di zucchero semolato
Preparazione
1. Preparate la crema.
In un pentolino scaldate latte, panna e vaniglia aperta.
In una ciotola, lavorate i tuorli con lo zucchero e la fecola. Unite il composto nel latte caldo e cuocete mescolando fino a quando si addensa.
(Traduco: non mollate il cucchiaio, è il momento in cui la crema decide il vostro destino.)
2. Pre-riscaldate il forno a 180°C funzione ventilata.
3. Sventrate i panettoni.
Sì, proprio così: tagliate via la calotta (che useremo altrove, magari per una merenda “di recupero”) e scavate l’interno lasciando circa 1 cm di parete.
Il panettone deve diventare un elegante contenitore, un po’ spa… ma commestibile.
4. Riempite.
Versate la crema ancora calda dentro i panettoni, fino all’orlo.
Una colata di amore giallo e profumato.
5. Infornate 30–35 minuti.
La superficie deve dorarsi come un tramonto di dicembre, e la crema rassodarsi come una promessa mantenuta.
6. Servite tiepido.
Oppure direttamente con un cucchiaio, senza testimoni.
Suggerimento da intenditore (o da buongustaio professionista):
Abbinatelo a un calice di Blanquette de Limoux, un vino frizzante francese che ha lo stesso effetto di una scintilla di Natale anticipato.
E anche oggi siamo arrivati al termine e vi do appuntamento per domani, ringraziandovi per le innumerevoli visite e abbracciandovi tutti dal primo all’ultimo
Marius Depréde Pau