
Oggi la Chiesa celebra Santa Teresa di Gesù, meglio conosciuta come Santa Teresa d’Avila (1515–1582), una delle più grandi mistiche di tutti i tempi. Nata ad Ávila, in Spagna, entrò giovanissima nel Carmelo e divenne la riformatrice dell’Ordine Carmelitano insieme a San Giovanni della Croce. La sua vita fu una continua ascesa spirituale, tra estasi, scritti profondi e una determinazione che solo le anime illuminate possiedono.
Teresa non fu una santa “quieta”: viaggiava, fondava conventi, scriveva trattati e lettere infuocate d’amore divino. Le sue opere, come Il castello interiore e Il cammino di perfezione, sono autentiche mappe del cuore umano alla ricerca di Dio.
Nel 1970 è stata proclamata Dottore della Chiesa, prima donna a ricevere questo titolo, insieme a Santa Caterina da Siena.
Il suo motto, inciso in molti conventi carmelitani, è una carezza d’eternità:
“Nulla ti turbi, nulla ti spaventi, tutto passa.
Dio non cambia.
La pazienza ottiene tutto.
Chi ha Dio non manca di nulla.
Solo Dio basta.”
✨ Altri santi e beati ricordati oggi
🔹 San Severo di Treviri, vescovo del IV secolo, difensore della fede contro l’arianesimo e pastore umile e prudente.
🔹 Santa Tecla di Kitzingen, badessa benedettina in Baviera, vissuta nell’VIII secolo, esempio di pietà e sapienza femminile nel Medioevo.
🔹 Beata Margherita di Lorena, duchessa e madre di cinque figli, poi monaca clarissa in Normandia, testimone di come la santità possa fiorire anche tra gli impegni mondani.
🔹 San Brunone di Segni, vescovo e monaco, grande esegeta e consigliere dei papi del XII secolo.
🔹 Santa Sofia, vergine e martire, figura simbolica della fede pura, spesso invocata come protettrice contro le tentazioni spirituali.
🌿 Curiosità e tradizioni
Nel calendario carmelitano, il 15 ottobre è una solennità molto sentita: nei conventi si canta il Magnificat e si prepara un dolce di miele e mandorle in onore della santa, simbolo di unione tra il fuoco dell’estasi e la dolcezza della vita quotidiana.
In alcune regioni italiane, specialmente in Toscana e in Sicilia, si benedicono i piccoli quaderni o i taccuini, invocando Teresa come patrona degli scrittori e di chi cerca ispirazione nel silenzio.
🍷 Piccola dedica di Foglie & Leggende
Oggi accendiamo una candela, lasciando che il profumo di cera e incenso s’intrecci con il vento d’autunno. Teresa ci insegna che la fiamma dello spirito non brucia, ma illumina.
E se fuori cadono le foglie, dentro il cuore può nascere un nuovo germoglio di pace.
Ma Sante Teresa non ispira soltanto fede ma anche la cucina, come in Italia anche in Spagna nei conventi in questo particolare giorno di festa si preparavano (a tutt’oggi) felici tradizionali.
🍯 I “Pastelillos de Santa Teresa” – dolce dell’anima e della tradizione spagnola

Direttamente dalle cucine dei conventi carmelitani spagnoli, questi piccoli scrigni dorati racchiudono tutto il sapore semplice e sincero della devozione. Si dice che fossero preparati dalle monache per le feste in onore della santa, e che Santa Teresa stessa li offrisse agli ospiti come segno di amicizia e pace.
Profumano di cannella e limone, sono croccanti fuori e morbidi dentro: un abbraccio in forma di dolce.
🥣 Ingredienti (per circa 12 pastelillos)
250 g di latte intero 2 tuorli d’uovo 60 g di zucchero 40 g di farina scorza grattugiata di 1 limone non trattato 1 bastoncino di cannella 1 pizzico di sale 1 uovo per impanare pangrattato q.b. olio per friggere zucchero a velo per decorare
👩🍳 Preparazione
Prepara la crema: in un pentolino porta a bollore il latte con la scorza di limone e la cannella. Lascia in infusione per 10 minuti, poi filtra. In una ciotola sbatti i tuorli con lo zucchero, aggiungi la farina e un pizzico di sale. Versa a filo il latte caldo, mescolando continuamente. Rimetti il composto sul fuoco e cuoci a fiamma dolce finché la crema non si addensa. Versa la crema in una teglia rettangolare foderata di carta forno, stendila a 2 cm di spessore e lascia raffreddare completamente (anche in frigorifero per 2 ore). Taglia la crema in piccoli rettangoli o rombi. Passali prima nell’uovo sbattuto e poi nel pangrattato. Friggili in olio caldo finché risultano dorati su tutti i lati. Scolali su carta assorbente. Una volta tiepidi, spolverali con zucchero a velo e un soffio di cannella.
🌼 Consiglio e abbinamento
Servili con un bicchierino di vino dolce spagnolo, come un Pedro Ximénez, oppure con Marsala ambrato se vuoi restare in territorio italiano.
Si conservano per un giorno a temperatura ambiente, ma sono irresistibili appena fritti, quando la crema si fonde dolcemente al palato.
✨ Curiosità
Nella tradizione carmelitana si racconta che i pastelillos siano “piccole preghiere fritte”, perché ogni monaca, mentre li impanava, recitava un’Ave Maria per chi avrebbe assaggiato quel dolce.
Un gesto di fede che oggi possiamo trasformare in una piccola meditazione domestica: cucinare con amore, offrendo un pensiero buono a chi ci è vicino.
Redazione Foglie & Leggende