
Per Foglie & Leggende: piccole storie di fede, coraggio e bellezza
Il 28 settembre porta con sé due volti della santità che parlano al cuore in modi diversi: il duca cristiano che divenne simbolo di bontà e di patria, e il pellegrino-filippino che scelse la fedeltà fino al sacrificio. Entrambi ci invitano a camminare con passo gentile, con lo sguardo rivolto agli altri.
San Venceslao (Václav) — il principe che divenne patrono
Nato intorno al 907, Venceslao fu principe (poi ricordato come duca) di Boemia: una figura giovane e devota che cercò di infondere giustizia e carità nel suo popolo. La sua morte violenta — assassinato in una congiura familiare — lo rese martire e lo portò rapidamente nella devozione popolare. La Chiesa lo ricorda il 28 settembre, giorno della sua morte e della sua memoria liturgica; in Repubblica Ceca la figura di Venceslao è così radicata nella storia nazionale che la sua festa coincide anche con celebrazioni civili del passato e del presente.
Camminare sui suoi passi significa ascoltare la chiamata a prendersi cura dei più fragili: Venceslao è ritratto spesso come sovrano buono, la cui fama ha ispirato anche canzoni e miti (pensate al famoso carol inglese “Good King Wenceslas”).
San Lorenzo Ruiz e compagni — il coraggio dei martiri del Giappone (1633–1637)
La storia di Lorenzo Ruiz è quella di un uomo semplice — sacrista, sposo e padre — che, involontariamente coinvolto in vicende pericolose, si trovò a seguire i missionari domenicani in Giappone. Lì, in un clima di persecuzione, Lorenzo e altri cristiani furono arrestati e torturati tra il 1633 e il 1637; Lorenzo morì durante il supplizio noto come tsurushi (gallows-and-pit). La Chiesa celebra la memoria liturgica di San Lorenzo Ruiz e dei suoi compagni il 28 settembre; furono beatificati e poi canonizzati da papa Giovanni Paolo II (canonizzazione, 18 ottobre 1987).
Il loro esempio parla di fedeltà umana e spirituale: lasciare casa, affrontare il dolore, rimanere saldi nella promessa fatta al Vangelo. Le loro memorie sono onorate nella Filippine (Binondo, Manila è legata alla figura di Lorenzo) e nelle comunità di Nagasaki dove sorgono memoriali che custodiscono la memoria dei martiri.
Piccole piste per commemorare (idee per il blog o per chi legge)
Un fiore e una candela. Accendi una candela bianca, posa accanto un fiore semplice (una margherita per l’umiltà, una rosa tenue per la pietà) e lascia che il silenzio pronunci gratitudine. Leggi una pagina di vita. Per Venceslao, un passo delle cronache medievali o una breve biografia che racconti la sua cura verso i poveri; per Lorenzo, un racconto sulla presenza cristiana in Estremo Oriente e il coraggio quotidiano dei laici. Un cammino o una passeggiata simbolica. Anche una piccola passeggiata in natura — con attenzione al passo e al respiro — può essere un modo per «onorare» il cammino di Raido, la runa del viaggio, e ricordare i passi che i santi hanno compiuto.
Dalla storia al cuore
San Venceslao e San Lorenzo Ruiz appartengono a epoche e culture lontane, eppure convergono nello stesso invito: vivere la giustizia e la fedeltà con mani operose e cuore saldo. Il 28 settembre diventa così un giorno di memoria viva, dove la storia sacra sussurra che la santità non è assenza di lotta, ma presenza di amore — paziente e audace.
Redazione Foglie & Leggende