Oroscopo & Almanacco 22 settembre 2025


Il Canto di Merlino


per l’Equinozio e l’arrivo dell’Autunno


Ascoltate, o querce e frassini,
il respiro dell’alba che cambia veste.
Ombra e luce oggi si stringono la mano,
e il giorno ha lo stesso peso della notte.


Io, Merlino, antico custode dei sentieri,
benedico le foglie che cadono,
perché ogni caduta è promessa di ritorno.
Benedico il vento che porta via,
perché ogni distacco apre un cammino nuovo.


Figli e figlie della Terra,
camminate tra radici e stelle,
tenete con voi il fuoco del cuore,
ché l’autunno non è fine, ma soglia.


Che il miele sia dolcezza nei vostri giorni,
che la pioggia lavi le vostre paure,
che le lanterne dell’anima vi guidino
nella stagione delle ombre dorate.


Così canto, e così sia:
che l’Equinozio vi porti equilibrio,
che il raccolto sia abbondante,
che la vostra anima conosca pace. Da :” I Canti di Merlino” di Marius (a breve si stampa anche questo) 😃

Benvenuti a Foglie & Leggende — apriamo le porte all’autunno con un respiro caldo di miele, una tazza di tè alle erbe e lo sguardo rivolto al cielo. Il 22 settembre 2025 segna quel passaggio sottile in cui l’estate sfuma e il mondo cambia colore: foglie che frusciano, luci più morbide e un invito a riequilibrare. Qui trovi la mappa celeste del giorno e un oroscopo pratico, sincero e un po’ malizioso per cominciare l’autunno con grazia (e qualche piccolo rito da fare subito).

Situazione del cielo astrale del 22 settembre 2025

Equinozio d’autunno: il momento esatto in cui l’emisfero nord saluta l’estate è il 22 settembre 2025 alle 18:19 UTC — per l’Italia (CEST) corrisponde a circa le 20:19: è l’inizio ufficiale della stagione di Bilancia, tempo di equilibrio e di bilanci.  Il Sole entra in Bilancia (Libra): il passaggio segna l’apertura della stagione in cui relazioni, estetica e giustizia prendono la scena: ottimo momento per accordi e per una revisione gentile delle relazioni.  Mercurio e la Luna sono sul filo della Bilancia nei giorni intorno all’equinozio: comunicazioni che cercano armonia, negoziazioni più inderogabilmente diplomatiche (o teatralmente seducenti).  Marte entra in Scorpione il 22 settembre: l’energia diventa più intensa, determinata, profonda — attenzione a passioni e confronti che non vogliono rimanere in superficie. È un transito che dona forza per trasformare, scavare e rinnovare.  Eclisse/attenzione astronomica: nei giorni intorno all’equinozio c’è un fenomeno solare parziale visibile in alcune aree (regioni del Pacifico meridionale e zone antartiche) — simbolicamente un “taglio” che invita a rinnovare ciò che nasce con il sole nuovo.  Fase lunare: la Luna si trova vicina alla congiuntura di Nuova Luna tra il 22 e il 23 (l’indicazione della Luna praticamente “nuova” rende questi giorni perfetti per iniziare piccoli progetti o per lasciare andare). 

Oroscopo segno per segno — consigli per l’inizio dell’autunno

(una riga pratica + un mini-rito d’autunno)

Ariete — Energia concreta: usa la carica di Marte per sistemare ciò che hai rimandato.

Rito: 10 minuti di movimento intenso all’aperto, poi scrivi tre cose da finire questa settimana.

Toro — Radicati e sensuali: coccolati con un pasto che riscalda e rassicura.

Rito: prepara una tisana calda con cannella e scorza d’arancia; spegni lo schermo per un’ora.

Gemelli — Conversazioni in primo piano: scegli chiarezza invece di fretta.

Rito: invia un messaggio chiarificatore a qualcuno; ascolta con lo stesso tempo che parli.

Cancro — Casa e cuore: è tempo di mettere l’intimità al centro, anche con piccoli gesti.

Rito: riordina un cassetto di ricordi; accendi una candela e lascia che il profumo tenga compagnia.

Leone — Calore creativo: mostra il tuo talento ma lascia spazio a chi applaude davvero.

Rito: scrivi una piccola lista di successi estivi e appendila dove la vedrai.

Vergine — Praticità raffinata: pianifica l’autunno con metodo, ma non perdere il piacere.

Rito: prepara una lista minima di tre priorità e una ricetta semplice da provare nel weekend.

Bilancia — È la tua stagione: equilibrio, bellezza e incontri beneficeranno del tuo tocco.

Rito: crea un piccolo angolo “bella vista” con una pianta e un oggetto che ami.

Scorpione — Profondità e trasformazione: Marte ti regala forza, ma calibrala con gentilezza.

Rito: scrivi ciò che vuoi lasciare andare su un foglietto e brucialo (in sicurezza) come simbolo.

Sagittario — Curiosità e spostamenti: progetta un micro-viaggio o una nuova lettura.

Rito: scegli un libro o una destinazione per il prossimo mese; pianifica la prima tappa.

Capricorno — Fondamenta professionali: rivedi ambitioni con pazienza e strategia.

Rito: riorganizza una cartella di lavoro e fissati un obiettivo raggiungibile in 30 giorni.

Acquario — Idee e comunità: semina iniziative collettive, anche piccole.

Rito: invia una proposta a un amico/collettivo; organizza un incontro (anche digitale).

Pesci — Interiorità e cura: ascolta sogni e segnali sottili, concediti momenti di riposo creativo.

Rito: 15 minuti di visualizzazione guidata o disegno libero per agire su ciò che senti.

Chiusura e piccolo invito

L’equinozio è sempre un promemoria: equilibrio non significa staticità, ma aggiustare la bilancia. Scegli uno di questi piccoli riti (anche uno al giorno) e vedrai che l’inizio dell’autunno sarà magico ❤️

E a proposito di magia che ne dite di una bella ricetta autunnale?

Crostata salata con ricotta, zucca e rosmarino 🌿

Ingredienti (per una teglia da 24 cm)

Per la base 250 g di farina 00 120 g di burro freddo a pezzetti 1 uovo intero 1 pizzico di sale 2 cucchiai di acqua fredda (se serve) Per il ripieno 350 g di zucca pulita 250 g di ricotta vaccina ben scolata 2 cucchiai di Parmigiano grattugiato 1 uovo 1 rametto di rosmarino fresco 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva Sale e pepe q.b. (facoltativo: qualche noce tritata per dare croccantezza)

Preparazione

La base In una ciotola lavora la farina con il burro freddo fino a ottenere un composto sabbioso. Aggiungi l’uovo e un pizzico di sale, impasta velocemente. Se serve, aggiungi un filo d’acqua fredda. Forma una palla, avvolgila in pellicola e lascia riposare in frigo per almeno 30 minuti. La zucca Taglia la zucca a cubetti e cuocila in padella con un filo d’olio e un rametto di rosmarino fino a quando diventa morbida. Schiacciala con una forchetta per ridurla in purea, elimina il rosmarino e lascia raffreddare. Il ripieno In una ciotola mescola la purea di zucca con la ricotta ben scolata, l’uovo, il Parmigiano, sale e pepe. Aggiungi, se vuoi, un po’ di rosmarino tritato finemente e le noci. Composizione Stendi la pasta brisée in uno stampo imburrato o rivestito di carta forno. Versa il ripieno livellandolo bene. Decora con striscioline di pasta avanzata oppure lasci la superficie liscia. Cottura Inforna a 180°C per circa 35-40 minuti, finché la crostata è dorata e compatta.

Consiglio magico ✨

Servila tiepida, accompagnata da un bicchiere di vino bianco secco (ad esempio un Arneis o un Soave). È perfetta come antipasto autunnale o come piatto unico con una fresca insalata di campo di quelle autunnali.

E come non scrivere qualcosa di romantico e autunnale degli anni passati? 😀

10 settembre — mattina tiepida, verso Alba

La 126 era rossa come una ciliegia appena raccolta e sembrava più audace delle mie speranze. Mi ero fermato davanti allo specchio del corridoio solo per sistemare la cravatta — uno di quei nodi semplici che, se fatti con calma, ti danno il tono giusto per tutta la giornata — e avevo infilato il bouquet nella borsa di pelle: garofani bianchi e qualche rametto di eucalipto, perché zia adorava l’odore fresco delle foglie più che i petali vistosi.

Dal finestrino la città ancora sbadigliava: un vecchio bar apriva la saracinesca, il giornalaio sistemava i giornali, e la 126, piccola e generosa, vibrava sotto i miei piedi come un cuore che vuole correre. Metto su la radio, il volume giusto per non coprire i pensieri, e dalla cassa esce una canzone che conosco a memoria — allegra, con quella malinconia facile che ti accompagna nelle strade lunghe: è la colonna sonora giusta per partire.

La cintura era un gesto da adulto, quasi un rito; poi via, tra i parcheggi stretti e le manovre che una macchina così piccola rendeva gioia pura. Uscire dalla città è sempre come voltare pagina: la rotaia del traffico si assottiglia, le insegne diventano meno numerose, e improvvisamente il panorama si apre in colline morbide. I vigneti cominciano a disfarsi in file ordinate; l’aria è ancora calda ma già porta con sé il sentore di foglie umide e di legno acceso.

Guidare la 126 è stato un piacere tutto sommato semplice: il suo motore cantilenava sotto di me, lo sterzo era preciso come un compagno educato. Ogni tanto lasciavo che lo sguardo sfuggisse alla strada, per raccogliere una scena — un contadino che chiacchierava con il suo cane, una casa con le gerani alle finestre, un cielo che si tingeva di un azzurro più profondo. Mi sentivo giovane e leggero, come chi crede ancora che basti un mazzo di fiori e un buon vestito per aggiustare le cose del mondo.

Arrivato alla via di zia, rallentai: il borgo aveva quell’aria che mette subito a riparo dal resto del mondo. Parcheggiai la 126 con cura, quasi come se stessi posando un piccolo scrigno rosso davanti alla sua porta. Presi i fiori, tosse di emozione nel palmo, e bussai. Lei aprì con un sorriso che ha il sapore di una vecchia coperta calda: occhi che brillavano, mani che mi presero il mazzo con una delicatezza che mi imbarazzò, come se le avessi portato un tesoro.

Ci sedemmo in cucina: tè, una fetta di torta e le sue storie di quando la mia età era ancora lontana. Io ascoltai, ridendo alle battute che non avevo mai sentito, e pensando che la 126 stava lì fuori, ferma e orgogliosa, come uno scricciolo che aveva fatto bene il suo dovere. Prima di andare, la abbracciai — e sentii sotto il palmo una setta di rughe che raccontavano di anni pieni — e promisi che sarei passato ancora, presto.

Rientrando verso la città, la radio riprese la sua canzone e io guidai piano, con la luce che scivolava giù dalle colline. Il volante tra le mani, il bouquet ormai profumato di tè e di cucina — e dentro di me quella sensazione semplice e grande che chiamano casa.

Come sempre grazie a tutti e ci si legge domani .

Marius

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