Foglie & Leggende: tra storia, leggenda e piccoli riti da fare in casa

C’è un segno che attraversa il tempo come una freccia di luce: non è solo legno, ma promessa e memoria. Il 14 settembre, la Chiesa ricorda l’Esaltazione della Santa Croce — giorno in cui la Croce, simbolo di dolore e di speranza, viene elevata e contemplata. Per noi, che camminiamo tra foglie che cadono e memorie che tornano a galla, è un momento di raccoglimento: una pausa nel coro del mondo per guardare ciò che regge il nostro passo.
Un poco di storia (sussurrata)
Si racconta che, nei primi secoli dopo Cristo, la madre dell’imperatore Costantino — Elena — partì per Gerusalemme con occhi di pietra e cuore inquieto. Lì, dicono le antiche cronache, fu trovata la croce del Cristo tra le rovine del Golgota. Fu eretta una chiesa, si accesero ceri, e la memoria della croce divenne fonte di pellegrinaggio.
La festa dell’Esaltazione non celebra soltanto un oggetto, ma la capacità di trasformare la sofferenza in segno: ciò che grava può, paradossalmente, innalzare. È una data che unisce storia, fede e una buona dose di mistero popolare: la croce ritrovata, la processione, i canti che si perdono nella piazza.
Leggende e usanze popolari
Nelle campagne, la giornata di metà settembre è spesso legata a riti propiziatori: si benedicono gli attrezzi, si incrociano fasci di grano e si lega un piccolo ramoscello a forma di croce al portone, perché nessun male entri nella casa durante l’autunno. Alcuni vecchi dicono che chi passa sotto una croce benedetta trova un riparo dalle malattie delle stagioni, e che la luce delle candele poste accanto alla croce allontana i sogni amari.
Esistono anche racconti minori, sussurrati alle orecchie dei bambini: la notte dell’Esaltazione, il vento porta con sé frammenti di vecchie preghiere, e se sei silenzioso, puoi raccoglierne uno e tenerlo nel palmo come fosse una polvere d’oro.
Un piccolo rito per la sera del 14 settembre — semplice, intimo, pratico
(da praticare in casa, senza necessità di fede formale; è un gesto per ricordare e ritrovare quiete)
Occorrente: una candela (a scelta), un piccolo pezzo di legno o un ramoscello, una ciotola d’acqua, una fotografia o un oggetto caro.
Trova un angolo tranquillo. Disponi la candela, la ciotola d’acqua e l’oggetto che vuoi avere vicino. Intreccia il ramoscello a forma di croce (non serve che sia perfetta). Mentre lo fai, pensa a qualcosa che vuoi lasciare andare e a qualcosa che vuoi tenere con te. Accendi la candela. Respira lentamente: inspira 4, trattieni 4, espira 6 (tre volte). Passa il ramoscello sopra la ciotola d’acqua come gesto di benedizione simbolica, poi poggialo davanti a te. Puoi sussurrare (o pensare) questa frase: “Da questo giorno prendo forza. Dalla memoria prendo luce.” Rimani qualche minuto in silenzio, ascoltando il suono più vicino (forse il fuoco del camino, la pioggia, il respiro). Quando spegni la candela, falla con un soffio lento e portati la mano sul cuore.
Questo rito non è magico nel senso sovrannaturale, ma lo è nella misura in cui mette corpo e intenzione insieme — e le intenzioni tengono.
Per chi cammina con il lutto o la nostalgia
Se porti con te una perdita — come tanti di noi camminano — considera di usare questa giornata non per “scacciare” il dolore, ma per riconoscerlo: magari scrivendo una piccola nota, lasciandola sopra il ramoscello, o condividendo una fetta di pane con chi ami. Piccoli gesti, ripetuti, costruiscono ponti di consolazione.
Chi è il “patrono” di oggi?
L’Esaltazione non ha volto singolo: celebra un simbolo condiviso. Per chi ama i santi di carne e ossa, il calendario spesso unisce questa festa a figure antiche e venerate, ma qui preferiamo contemplare il segno stesso — la croce come traccia che attraversa storie, case e campi.
Così si chiude il giorno: una candela spenta, un ramoscello sul davanzale, le foglie che accartocciano la strada. Domani le pagine di Foglie & Leggende accoglieranno un nuovo nome, una nuova memoria, un’altra leggenda da sussurrare. Restate tra le foglie — e, se vi va, raccontateci come avete celebrato questa sera: ogni gesto è storia che prende vita.
Redazione Foglie & Leggende
A cura di Marius Depréde Pau