🕯️ San Giovanni Crisostomo — Santo del giorno (13 settembre 2025)

Un ritratto per Foglie & Leggende, avvolto nel mistero

C’è un uomo le cui parole, pronunciate mille e mille anni fa, continuano a risuonare come campane in una valle nebbiosa. Lo chiamavano Crisostomo — «bocca d’oro» — perché la sua voce fendeva il silenzio e rivelava verità scomode. Nato ad Antiochia verso il 349, divenne vescovo e poi patriarca a Costantinopoli, dove il suo vigore contro la corruzione e la sua eloquenza donarono speranza a molti… e nemici potenti a lui. 

Chi cerca l’eroe della storia trova invece un uomo segnato dalla fatica: predicatore instancabile, raffinato esegeta della Scrittura, capace di infiammare folle con immagini vive e concrete. Ma chi ascoltava le sue parole spesso si trovava davanti a un bivio: il conforto oppure la verità nuda. Per questo la sua vita fu una marcia tra gloria e persecuzione, fino all’esilio. 

Le cronache antiche raccontano ancora l’umiliazione dell’esilio e la fine lontana dal luogo dove aveva seminato: morì nel 407, privato della sua città ma non della sua voce. Anche nella lontananza, i suoi scritti — omelie, lettere, trattati — divennero testimoni e specchi per le generazioni future. 

Ma nelle pieghe della storia lavorano sempre le leggende. Si dice che quando Giovanni saliva in cattedra, le ombre si ritraessero per ascoltare; che persino gli uomini più duri si fermassero, colpiti da parole che sembravano forgiate in fuoco e acqua. Alcuni villaggi raccontano che, la notte del suo giorno, una luce tenue appare vicino alle chiese antiche, come se la lingua d’oro avesse lasciato un ultimo bagliore. (Leggende popolari e memorie locali che intrecciano storia e miracolo.) 

Per chi ama le storie sussurrate fra le foglie: San Giovanni Crisostomo è il patrono degli oratori e dei predicatori, simbolo di un’eloquenza che non cerca applausi ma la conversione del cuore. Il suo esempio è pungolo e conforto insieme: insegna che la parola ha peso, e che parlare con verità può essere atto di coraggio. 

Un piccolo rito per la sera del 13 settembre

Se vuoi celebrare questo giorno in modo intimo — alla maniera di Foglie & Leggende — accendi una candela bianca, tieni vicino un piccolo taccuino e lascia che due o tre frasi inseguano la tua penna: cosa vorresti dire con onestà, senza orpelli? Lascia che la scrittura sia pratica di verità: una parola vera è, oggi come allora, piccola scintilla capace di accendere ponti.

Così si chiude il cerchio di un giorno che profuma di antiche prediche e di luci lontane. Domani, le nostre pagine ospiteranno un altro personaggio: un’ombra diversa, un racconto nuovo. Restate tra le foglie — le leggende hanno sempre un seguito.

Redazione Foglie & Leggende

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