Oroscopo & Almanacco ~ 12 settembre 2025


Il Signore dell’Autunno


Scende lieve, tra i rami dorati,
il Signore dell’Autunno,
mantello di foglie rosse sulle spalle,
corona di castagne e grappoli maturi.


Cammina nei boschi come un antico druido,
porta con sé il profumo di mosto e di pioggia,
accarezza le querce e sussurra ai ruscelli,
invita i cuori stanchi al riposo gentile.


Nei suoi occhi brilla la fiamma del tramonto,
non di fuoco ardente ma di brace calma,
che scalda senza bruciare,
che consola senza chiedere.


È amante silenzioso della Terra,
che veste col rosso le colline,
che posa la rugiada come un bacio
sulle labbra dei fiori ormai pronti al sonno.


A lui si dona chi cerca equilibrio,
chi sa che ogni fine è inizio celato,
e che la bellezza vive
nel ritmo lento delle stagioni.


Così oggi, sotto i cieli di settembre,
invochiamo il suo passo antico:
Signore dell’Autunno,
guidaci verso la dolcezza della sera. Marius

Benvenuti su Foglie & Leggende: oggi, 12 settembre 2025, apriamo il giornale dell’anima con una tazza di tè tiepido e le mani ancora un po’ sporche di terra (dalle ultime foglie raccolte). In questo articolo trovate la situazione celeste del giorno — utile come bussola per piccoli incanti quotidiani — l’oroscopo segno per segno scritto con quel pizzico di verità amichevole che ci piace, e un giro fra fatti e personaggi legati a questa data, pronti a ispirare la vostra curiosità.

Situazione astrale per il 12 settembre 2025 (posizioni principali)

Sole: 19°30’ Vergine Luna: 16°58’ Toro (luna calante — waning gibbous). Mercurio: ~18°11’ Vergine Venere: 20°50’ Leone Marte: 23°07’ Bilancia Giove: 19°45’ Cancro Saturno: 29°13’ Pesci (quasi all’ultimo grado del segno) Urano: 1°27’ Gemelli (retrogrado) Nettuno: 1°04’ Ariete (retrogrado) Plutone: 1°36’ Acquario (retrogrado)

(Queste posizioni sono calcolate per 00:00 UT del 12/09/2025; per una carta precisa con ora e luogo personali si può ruotare la ruota astrologica secondo il luogo di osservazione). 

Breve interpretazione: il Sole ancora in Vergine porta attenzione al dettaglio e cura quotidiana; Mercurio vicino al Sole rinforza la voglia di mettere ordine nelle idee; Venere in Leone chiede affetto vistoso e piccoli gesti regali; Marte in Bilancia spinge a cercare equilibrio ma con qualche confronto in agenda; Giove in Cancro nutre il bisogno di casa e conforto; Saturno all’ultimo grado di Pesci suggerisce chiusure karmiche e richieste di confini morbidi. La Luna in Toro invita a godere i piaceri semplici: pane caldo, vino leggero, una poesia breve. 

Luna & fase: la Luna è in fase calante (waning gibbous), circa 72–76% illuminata — tempo favorevole per lasciare andare, riorganizzare, concludere piccoli progetti. 

Oroscopo segno per segno — 12 settembre 2025

Ariete — Hai energia nervosa: canalizzala in qualcosa che lasci segni (anche un disegno sul retro della tovaglietta va bene). Evita discussioni accese: oggi vinci di eleganza.

Toro — Giorno da godere a tavola. La Luna è nel tuo segno: concediti quel comfort che rimandi. Piccoli investimenti emotivi rendono molto.

Gemelli — Urano ti solletica: idee bizzarre in arrivo. Se puoi, annotale — una di quelle potrebbe diventare una storia da raccontare.

Cancro — Giove ti sorride: casa e famiglia sono la tua base di rifornimento. Un gesto di cura inatteso resta nella memoria.

Leone — Venere in Leone ti veste di charm teatrale: osa un complimento grande oggi (e magari un biscotto fatto in casa).

Vergine — È il tuo tempo per mettere ordine. Con Sole + Mercurio dalla tua parte, correzioni e dettagli sono il tuo pane quotidiano.

Bilancia — Marte in Bilancia ti rende diplomatico… ma deciso. Usa il tatto per far passare la tua volontà. Un compromesso creativo funziona.

Scorpione — Sensazioni profonde emergono: non tutte devono essere espresse immediatamente. Custodisci, trasforma, poi parla.

Sagittario — Curiosità in viaggio: leggi un articolo che solitamente non apriresti. Il divertimento sta nella sorpresa.

Capricorno — Saturno ti parla per metafore: chiudi ciò che pesa, pianifica ciò che cresce. Lunga visione > gratificazione immediata.

Acquario — Plutone rétro richiama trasformazioni sociali: una conversazione con un amico può aprire una porta nuova. Sii curioso.

Pesci — Saturno all’ombra del tuo mondo porta serietà dolce: ascolta sogni e segnali sottili, poi agisci con gentilezza procedurale.

Fatti e personaggi legati al 12 settembre

Qualche spunto storico e biografico da offrire ai lettori del blog (brevi note, per approfondire cliccando sulle fonti):

Voyager 1 — Il 12 settembre 2013 la sonda Voyager 1 è stata confermata come il primo oggetto costruito dall’uomo ad aver raggiunto lo spazio interstellare (evento che ancora oggi suscita riverenza verso l’ignoto).  Scoperte e battaglie storiche — Il 12 settembre è tradizionalmente collegato a eventi che vanno dalla Battaglia di Maratona (data convenzionale, nel calendario antico) a scoperte come le pitture di Lascaux (1940).  Nati famosi — Tra i nati il 12 settembre troviamo figure come Jesse Owens (1913), Hans Zimmer (1957) e Paul Walker (1973). Un ottimo promemoria che lo stesso giorno può contenere volte diverse di talento, coraggio e arte.  Eventi drammatici — Il 12 settembre ha anche pagine difficili: dalla morte di Steve Biko (1977) alle altre tragiche vicende storiche ricordate nelle cronache. Ricordare è parte del nostro dovere civile. 

Piccolo rituale del giorno

Per armonizzare l’energia del 12 settembre: prendi cinque minuti al mattino per riordinare una piccola cosa (una tazza, un cassetto, una pianta), accendi una candela o una piccola musica (qualcosa di caldo e organico), e scrivi una brevissima intenzione di tre parole: es. “ordine — affetto — lentezza”. Con Sole e Mercurio in Vergine, l’effetto pratico è reale: piccoli atti creano grande stabilità.

E siamo arrivati alla parte nostalgica ma che ci riempie di gioia, una bella ricetta, quelle della domenica che amavamo tanto, quindi buon viaggio o buona scoperta a chi non ha potuto vivere gli anni passati.

Zuppa di funghi e patate con pollo (ricetta 1978, dalla cucina della nonna)

Questa è la versione con la panna, volendo potete aggiungerla.

C’era un tempo, sul finire degli anni ’70, in cui la cucina profumava di semplicità e di chiacchiere lente. La televisione gracchiava in salotto con sigle allegre, ma in cucina dominava il mestolo di legno. Questa zuppa nasceva spesso la domenica sera: la nonna la chiamava “la minestra di bosco e cortile” perché univa i funghi raccolti nei sentieri col pollo ruspante allevato dietro casa.

Ingredienti (per 4 persone)

2 cosce di pollo con sovracoscia (anche un po’ “cicciottelle”, come diceva la nonna) 300 g di patate a tocchetti grossolani 250 g di funghi misti (porcini, chiodini o quello che si trovava al mercato) 1 cipolla bianca 1 spicchio d’aglio 1 carota e una costa di sedano 1 rametto di rosmarino e qualche foglia di salvia 1 litro e mezzo di brodo leggero di pollo (anche preparato con gli ossi) Olio extravergine d’oliva (all’epoca si usava anche un filo di burro) Sale e pepe nero macinato al momento

Preparazione

In un grande tegame di coccio, soffriggi cipolla, carota e sedano con un filo d’olio e un pezzetto di burro, fino a quando la cucina comincia a profumare. Aggiungi le cosce di pollo e lasciale rosolare da entrambi i lati finché diventano dorate. Unisci i funghi puliti e tagliati grossolanamente: sprigioneranno subito il loro aroma boschivo. A questo punto aggiungi le patate, mescola bene e copri con il brodo caldo. Profuma con rosmarino, salvia e un pizzico di pepe. Lascia cuocere a fuoco lento per circa 45 minuti, finché il pollo sarà tenero e le patate quasi si sfalderanno, rendendo la zuppa cremosa al naturale.

Un tempo la nonna la serviva direttamente dal coccio, con pane casereccio tagliato spesso e appoggiato sul davanzale a raffreddare.

L’abbinamento

Questa zuppa, rustica e profumata, si sposa con un Freisa d’Asti vivace, vino rosso piemontese un po’ “fuori dal coro”: leggermente frizzante, con note di viola e fragolina, capace di tenere testa ai funghi ma con la freschezza necessaria per non coprire il sapore delicato del pollo.

Un abbinamento che negli anni ’70 faceva sorridere i commensali, perché la Freisa era considerata vino “quotidiano”, ma sulle zuppe della nonna brillava come un rosso d’autore.

Una sera del 1978: la zuppa, la nonna e la Mini Innocenti

Che ricordi!!!! 🤣🤣♥️

Era il 1978, e l’autunno già bussava con le sue prime foglie gialle lungo i viali. Noi scendevamo dalla città verso la campagna, a bordo della nostra Mini Innocenti De Tomaso nuova fiammante: rossa lucida, con le cromature che scintillavano sotto i lampioni. L’abitacolo era piccolo, ma ci sentivamo padroni del mondo. Io avevo appena vent’anni: il vento nei capelli, un maglione a collo alto color senape, i jeans a zampa che facevano parte del nostro tempo, e quelle giacche di velluto a coste larghe che sembravano abbracciare il corpo. Accanto, gli amici con i loro giubbotti di pelle e le camicie a quadri, pronti a ridere per un nonnulla.

In autoradio gracchiava la voce calda di Claudio Baglioni con “E tu…”, e subito dopo Lucio Battisti con Una donna per amico. Erano i suoni del nostro presente: la colonna sonora dei vent’anni, quando tutto era più grande di noi eppure tutto sembrava possibile.

La strada verso la casa della nonna era punteggiata di campi e filari di viti. La Mini sobbalzava dolcemente, ma noi la sentivamo come una piccola astronave personale. Arrivati in cortile, ci accolse il profumo di una zuppa di funghi, patate e pollo che sobbolliva nel coccio sul fuoco. La nonna, con il suo grembiule a fiori e il fazzoletto in testa, ci salutava dalla porta con le mani infarinate: aveva preparato il pane per accompagnare la minestra.

Seduti a tavola, il mondo rallentava. I cucchiai affondavano nel brodo caldo e cremoso, i funghi sprigionavano il loro profumo di bosco, e il pollo si scioglieva tenero. La nonna stappava una bottiglia di Freisa d’Asti vivace, “non è un gran vino, ma vi farà bene ridere un po’”, diceva con il suo sorriso. E ridevamo davvero: ridevamo di noi stessi, dei sogni che non stavano mai fermi, dei vestiti che facevano moda, delle canzoni che già sentivamo nostre.

Oggi, ripensandoci, quella sera non era solo una cena in famiglia. Era un piccolo rito: la gioventù che incontrava la saggezza antica, il presente che faceva pace con le radici.

E forse il 1978 resta dentro di noi proprio così: il suono di un motore che corre leggero, un maglione a collo alto, una canzone di Battisti, e una scodella fumante che profuma di casa.

E dunque ci leggiamo domani su foglie & leggende.

Marius Depréde Pau

Redazione Foglie & Leggende

Lascia un commento