Oroscopo e Almanacco Foglie & Leggende — 11 settembre 2025


Il Risveglio


Sotto il tappeto d’autunno
dove le foglie si stringono in abbraccio,
dorme Calengol,
drago verde,
respiro di muschio e di vento.


Il suo corpo è colline,
le sue ali boschi piegati al sole,
le scaglie gemme di smeraldo
che il tempo ha velato di bruma.


Si muove, lento,
un fremito scuote il mucchio di foglie,
e il bosco trattiene il fiato:
il cuore antico torna a battere,
la linfa risale dagli alberi al cielo.


Calengol apre un occhio:
è un lago che riflette l’aurora.
Apre l’altro:
ed ecco che il mondo ricorda
quanto sia fragile la bellezza,
quanto sia necessario il coraggio.


Non porta fuoco,
ma il canto dei rami spezzati,
la voce delle radici.
Si alza, maestoso,
e con un solo battito d’ali
sparge sul mondo
la promessa del ritorno:
dove c’è foglia,
ci sarà vita. Marius

Piccola guida di cielo, oroscopo e memorie per un giorno che sa di lavoro ben fatto (Virgo vibes) rispettando i ritmi della natura.

Situazione del cielo (breve e leggibile che poi mi dite che sono complicato) 😬

Sole in Vergine: il Sole continua a camminare in Vergine, invitando a curare i dettagli, mettere in ordine e trasformare piccoli gesti in azioni utili.  Luna: waning gibbous (fase calante ma ancora luminosa) — ottima per mettere a posto ciò che è drammaticamente disordinato e per lasciar andare ciò che non serve più.  Mercurio: operativo in Vergine — comunicazione precisa, attenzione ai testi, contratti e liste della spesa; un alleato per l’organizzazione.  Venere in Leone: calore, generosità affettiva e teatralità nei piccoli corteggiamenti (attenzione agli eccessi).  Marte in Vergine: energia rivolta al lavoro, alla pratica quotidiana e ai miglioramenti tecnici — meno fuoco roboante, più mestiere.  Giove in Gemelli: curiosità, incontri, scambio di idee — espansione tramite parole, viaggi brevi e connessioni.  Uranus, Nettuno, Saturno, Plutone (punte generazionali): continuano a lavorare “sul dietro le quinte” delle trasformazioni sociali — qui troviamo le trame lente dei cambiamenti collettivi. (per posizioni astronomiche dettagliate: TheSkyLive / Swiss Ephemeris). 

In breve: cielo pratico + parola acuta (Vergine/Mercurio/Marte) incontro cuore e scena (Venere in Leone) e una spinta alla curiosità (Giove in Gemelli). Giornata utile per revisioni, per correzioni affettuose e per dire quello che si deve dire con gentile fermezza.

Oroscopo giorno per giorno — segno per segno (spiritoso ma onesto)

(Una riga ciascuno: consiglio pratico + piccolo rituale domestico)

Ariete — Metti ordine alla tua posta: risposte rapide, cuore più leggero. Ritualino: scrivi tre cose finite oggi.

Toro — Denaro e conforto: cucina qualcosa che ami e dividilo. Ritualino: una fetta di pane caldo condivisa.

Gemelli — Idee in movimento: parla, proponi, connettiti. Ritualino: manda un vocale sincero.

Cancro — Casa e coccole: riorganizza un angolo che ti dà pace. Ritualino: accendi una candela e ascolta una canzone d’infanzia.

Leone — Cuore in scena: mostra affetto con generosità (ma evita la retorica). Ritualino: un biglietto a sorpresa per qualcuno.

Vergine — Il tuo giorno: precisione, lista, risultato. Ritualino: spunta tre voci dalla lista con un tè premiato.

Bilancia — Relazioni in revisione: equilibrio più che spettacolo. Ritualino: proponi un “patto” semplice con qualcuno.

Scorpione — Profondità pratica: lavoraci su una sola relazione intensa. Ritualino: scrivi (e poi butta) una lettera simbolica.

Sagittario — Curiosità mirata: impara qualcosa che puoi usare subito. Ritualino: un paragrafo su un argomento che ami.

Capricorno — Costruzione lenta: trovi soddisfazione nelle piccole conquiste. Ritualino: misura i progressi — anche i piccoli.

Aquario — Idee generali al vaglio: condividi e ascolta i feedback. Ritualino: invia una proposta creativa.

Pesci — Sensibilità organizzata: usa l’immaginazione per trovare soluzioni pratiche. Ritualino: disegna una mappa mentale di un sogno.

Fatti e personaggi legati all’11 settembre (selezione ragionata)

Gli attacchi dell’11 settembre 2001 (USA) — giorno che ha cambiato il mondo contemporaneo: attacchi terroristici al World Trade Center, al Pentagono e l’aereo precipitato in Pennsylvania, con migliaia di vittime e un’eredità di memoria e servizio civico. Ricordiamo con rispetto le vittime e chi ha risposto.  Il colpo di stato in Cile (11 settembre 1973) — le forze armate guidate da Augusto Pinochet rovesciarono il governo di Salvador Allende; evento storico di enorme impatto politico e umano per il Cile e l’America Latina.  Nascite celebri in questa data: Taraji P. Henson (attrice, 11/9/1970) e Ludacris (rapper, 11/9/1977) — due figure molto presenti nella cultura pop di oggi. (Se ti piace: sono due personalità molto diverse, un bel promemoria che lo stesso giorno può portare sia forza emotiva sia ritmo).  Memoria civile: in molti paesi l’11 settembre è diventato giorno di commemorazione e di riflessione su democrazia, fragilità e responsabilità collettiva. Anche il nostro articolo oggi vuole tenere vivo questo aspetto — ricordare senza spettacolo, ricordare con cura.

Conclusione astrale (affettuosa che poi mi dite che sono ❄️ freddo)

11 settembre porta con sé la concretezza pratica della Vergine: è una giornata adatta per mettere a posto, fare quel lavoro che rimandi e inviare messaggi netti ma gentili. È anche un giorno di memoria: rispettiamo le storie che pesano, accendiamo una piccola attenzione per chi ha perso tanto, e proseguiamo il cammino con mani più ordinate e cuori pronti a prendersi cura.

Alfa Romeo 1900 SSZ Zagato – 1955

Quando la leggerezza correva tra eleganza e passione

C’è un’epoca in cui l’automobile non era soltanto un mezzo di trasporto, ma un’interpretazione poetica della velocità. Era il 1955 e l’Italia viveva giorni di rinascita: le strade erano ancora strette, le piazze piene di voci, ma la voglia di futuro correva veloce quanto i motori.

In quel contesto nasceva la Alfa Romeo 1900 Super Sprint Zagato, una fuoriserie disegnata con mano leggera e cuore ardente da Ugo Zagato. La linea era pura, quasi disegnata dal vento: un profilo basso, affusolato, con quella coda tondeggiante che sembrava custodire un segreto. La carrozzeria in alluminio pesava poco, e ogni dettaglio era funzionale a un sogno: andare veloci senza rinunciare alla grazia.

Dentro, il tempo si ferma. Il volante sottile a tre razze, i grandi strumenti circolari sul cruscotto, la pelle color miele che profuma ancora di officina e di strada appena percorsa: è un salotto di eleganza sobria, pronto a trasformarsi in un cockpit da corsa. Basta una mano sul cambio e già ti immagini lungo le curve della Mille Miglia, con i fari che fendono la notte e il pubblico che applaude ai bordi delle strade di campagna.

Il motore, un quattro cilindri bialbero, non era soltanto meccanica: era una voce roca e calda, capace di trasformare il silenzio in melodia. Ogni marcia un crescendo, ogni rettilineo un respiro lungo, ogni frenata un battito sospeso.

La 1900 SSZ non era un’auto per tutti. Era l’incontro tra artigianato e competizione, tra sogno e asfalto. Le sue forme compatte, le ruote a raggi, i vetri sottili raccontano un’Italia che aveva fame di bellezza e di vittorie, un Paese che trovava nell’automobile il simbolo del proprio riscatto.

Oggi, guardarla è come aprire un vecchio album di fotografie: ti prende la nostalgia, ti accarezza il cuore con la semplicità di un’epoca che non aveva bisogno di orpelli. Bastava un motore, un volante, e la strada davanti.

La 1900 SSZ Zagato resta una lettera d’amore su quattro ruote: scritta con metallo, pelle e benzina, ma destinata a durare come un ricordo eterno.

Zuppa di Cipolle della Nonna

Era un pomeriggio d’inizio autunno, le foglie già accennavano colori di rame e oro, e la vecchia Alfa Romeo 1900 SSZ Zagato correva lungo le strade di campagna francesi. Il vento entrava dai finestrini, portando con sé l’odore di legna bruciata e di terra umida. Ogni curva era una carezza, ogni rettilineo un respiro più lungo, sapendo che alla fine della strada c’era lei: la nonna.

La sua cucina era un porto sicuro. Sul tavolo di legno scuro, già pronte le ciotole di terracotta, fumanti e lucide di formaggio filante. La zuppa di cipolle era il suo rito: semplice, caldo, intriso di pazienza e memoria.

Ricetta della Zuppa di Cipolle

2 cucchiai di burro o margarina 1 cucchiaino di zucchero 1/4 cucchiaino di senape in polvere 2 tazze di cipolle affettate 4 tazze di acqua calda 2 cucchiai di estratto di carne o 6 dadi da brodo 4 fette di pane francese imburrato 1/4 tazza di parmigiano grattugiato

Procedimento

In una casseruola grande fai sciogliere il burro, unisci zucchero e senape, poi aggiungi le cipolle affettate. Falle cuocere a fuoco basso, mescolando spesso, per circa 15 minuti: devono ammorbidirsi senza bruciarsi. Versa l’acqua calda e porta a ebollizione, quindi sciogli l’estratto di carne o i dadi da brodo. Lascia sobbollire, senza coperchio, per altri 15 minuti.

Versa la zuppa nelle ciotole di terracotta resistenti al calore. Sopra ogni porzione adagia una fetta di pane francese imburrato, cospargi di parmigiano e metti sotto il grill per 2-3 minuti, finché il formaggio diventa dorato e fragrante.

Ne vengono quattro porzioni, ma sembrano sempre troppo poche.

Quella sera, seduto al tavolo con la nonna, la luce tremolante della lampada a petrolio illuminava i suoi occhi chiari. Lei sorrideva, versando la zuppa fumante, e io pensavo che nessuna corsa, nessuna strada, nessuna vittoria avrebbe mai avuto lo stesso sapore. La Zagato fuori, la zuppa dentro, e la nonna davanti: ecco il lusso più grande che la vita potesse offrire, manca però una colonna sonora 😄…

Siamo nel 1955, in Francia, con la Zagato fuori e la zuppa di cipolle della nonna che profuma la cucina, la colonna sonora non può che essere quella della dolcezza e del sogno francese di quegli anni.

Édith Piaf – Hymne à l’amour (1950 ma ancora amatissima e ascoltata ovunque nel 1955): la voce che scalda il cuore come la zuppa stessa.

Charles Aznavour – Sur ma vie (1955): usciva proprio quell’anno, e raccontava l’amore con quella malinconia che si intreccia al profumo delle cipolle caramellate. Georges Brassens – Les amoureux des bancs publics (1953): un tocco di ironia e poesia da ascoltare tra un cucchiaio e l’altro, col sorriso. Oppure un brano americano che attraversava l’oceano fino alle radio francesi: Nat King Cole – Unforgettable (1951, ancora in voga a metà anni ’50).

Immagina: la radio gracchia un po’, la voce di Aznavour si fonde al tintinnio dei cucchiai nelle scodelle, e fuori la Zagato riposa sotto il cielo stellato di campagna.

Mentre la zuppa di cipolle della nonna ci scalda ancora il cuore e la mente corre lungo le strade del 1955 a bordo della Zagato, ci resta addosso la dolcezza delle canzoni che riempivano le case, i sorrisi semplici, il profumo del pane tostato e del formaggio dorato. È bello scoprire che a volte il vero lusso non è altrove, ma proprio lì: in un piatto caldo, in una voce alla radio, in un ricordo che torna vivo.

Con questo vi abbraccio, cari amici di Foglie & Leggende. 🌙

Ci diamo appuntamento a domani, per un nuovo viaggio tra stelle, storie, ricette e memorie che sanno di casa e di sogno.

Marius Depréde Pau

Redazione Foglie & Leggende

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