La più grande maledizione druidica: il Glam Dicenn

La più grande maledizione druidica: il Glam Dicenn

C’è chi crede che le armi più letali siano spade, lance o frecce. Ma nel cuore nebbioso delle foreste celtiche, i druidi custodivano un potere ancora più temuto: la parola.

La loro maledizione più terribile non era fatta di erbe velenose o fuochi sacri, ma di suoni che si piegavano al volere degli dèi: il Glam Dicenn (glám dicenn, in antico irlandese “satira distruttiva”).

📜 Cos’era il Glam Dicenn?

Era una maledizione pronunciata a voce alta, spesso in versi, e usata come arma di giustizia o vendetta.

Nessun druido la scagliava con leggerezza: era una sentenza che poteva colpire un re corrotto, un guerriero sleale o un intero popolo colpevole di aver offeso gli dèi.

Non si trattava di semplice insulto, ma di poesia magica. Il druido, o il filid (il poeta-sacerdote), costruiva versi satirici che, vibrando nell’aria, si credeva potessero piegare il destino.

⚡ Gli effetti della maledizione

La tradizione irlandese attribuisce al Glam Dicenn conseguenze spaventose:

Rovina sociale: l’onore, fondamento della società celtica, veniva distrutto. Un uomo colpito dalla satira non aveva più posto tra gli altri. Sciagura fisica: alcuni testi raccontano che il volto della vittima potesse deformarsi, segno visibile della condanna. Sventura collettiva: carestie, malattie, infertilità dei campi e degli animali. Morte simbolica: anche se il corpo restava vivo, l’anima veniva annientata dal disonore.

Era una maledizione così potente che il cristianesimo, giunto nelle isole, la proibì apertamente. I monaci la descrissero come “opera del demonio”, temendo il potere che le parole potevano ancora esercitare.

🌑 Esempio di una Glam Dicenn ricreata

Ecco un piccolo frammento poetico nello stile dei druidi, come potrebbe essere stata pronunciata:

“Che il tuo nome marcisca come legno nel fango,

che i tuoi raccolti si secchino alla luna nera,

che la tua voce tremi come canna nel vento,

e che la tua stirpe dimentichi il tuo volto.”

Non servivano più di pochi versi: la voce, l’intenzione, il respiro del druido erano considerati armi invisibili.

🌿 Il potere della parola

Il Glam Dicenn ci ricorda che per i Celti parlare significava creare.

La parola non era suono: era sostanza, magia, realtà. Per questo i poeti e i druidi erano rispettati e temuti più dei guerrieri.

Oggi, la maledizione druidica sopravvive nelle leggende, nei racconti medievali e in qualche poesia popolare. Eppure, in fondo, lo sappiamo tutti: una parola cattiva può ferire più di mille lame.

👉 E tu, lettore, che stai sorseggiando la tua tisana o il tuo caffè mattutino, fai attenzione alle parole che lasci andare nel vento.

Non sia mai che, tra le foglie, qualche antico druido ti stia ancora ascoltando… 🌫️✨

Marius Depréde Pau

Redazione Foglie & Leggende

Lascia un commento