Oroscopo e Almanacco del 12 agosto 2025


La filastrocca dell’attesa


C’era una donna in riva al mare,
aveva un sogno da cullare.
Aspettava il vento, aspettava la sera,
aspettava l’amore come primavera.


Le passavano gli anni, leggeri e lenti,
tra fiori sfioriti e cieli lucenti.
Ma il cuore, caparbio, batteva uguale,
come un faro acceso in un porto ideale.


Non morì mai, restò a guardare
la linea sottile tra cielo e mare,
ché chi attende un amore, senza misura,
vive sospeso… in un’eternità pura.


E ancora la vedi, nel vespro dorato,
con gli occhi fissi all’orizzonte velato.
Non chiede tempo, non teme l’età:
l’amore, per lei, arriverà. Marius

Oroscopo Segno per Segno — 12 agosto 2025

Qui sotto trovate le previsioni sartoriali del grande astrologico di settimana:

Secondo Teen Vogue, la congiunzione Venere–Giove promette gioia, relazioni armoniose e possibilità di guadagno emotivo (e forse anche economico). Inoltre, il periodo include una fluida chiusura del Mercurio retrogrado (con un “retroshade” ancora in corso) — un invito a procedere, ma con cautela fino al 25 agosto.

Appunti per “stati d’animo zodiacali”:

Ariete, Toro, Scorpione, Capricorno: ricevono un segnale chiaro dal Cosmo per agire in modo deciso. Cancro, Sagittario, Pesci: ottengono una spinta motivazionale — è il giorno “o adesso o mai”.

Oroscopo Lampo per Segno

(ispirato alla guida generale, con un tocco frizzante Foglie & Leggende)

Ariete: È il tuo giorno! Il Cosmo dice “vai avanti”: fai quel passo, anche se è impegnativo. Toro: Abbraccia la sicurezza… e accogli con cuore aperto quel messaggio che aspettavi da tempo. Gemelli: Comunicazioni brillanti in vista: parla, scrivi, fai il fumetto della tua giornata. Cancro: La Luna in Ariete ti dona coraggio: è ora di agire sul lavoro o in famiglia. Leone: Sei al centro, ma con stile. Fai sapere chi sei — con il calore del Cuore. Vergine: Usa l’energia di Venere-Giove per far brillare un talento nascosto. Bilancia: Relazioni e bellezza al top. Raimbow in vista. Scorpione: Senti che qualcosa – o qualcuno – ti conferma le tue scelte. Fidati. Sagittario: Buon momento per iniziare quel “qualcosa” in sospeso: ora hai carburante. Capricorno: Un riconoscimento (anche piccolo) ti incoraggia: sei sulla strada giusta. Acquario: Scelte in armonia tra libertà e struttura: oggi trovi l’equilibrio. Pesci: Creatività e azione insieme: idee realizzabili, non solo sogni.

Conclusione

Il 12 agosto 2025 è una giornata perfetta per agire con cuore e chiarezza — la congiunzione Venere–Giove in Cancro invita all’amore, alla generosità e ai piccoli miracoli quotidiani. Marte in Ariete (ah no, era la Luna!) ci spinge a osare. Il “retroshade” di Mercurio ci ricorda: avanti, ma con grazia e consapevolezza.

Cosa è accaduto il 12 agosto nella storia? Scopriamolo insieme 😃

Fatti Storici del 12 agosto

1877 – Thomas Edison inventa il fonografo: la prima macchina che registra suoni → i cantanti dell’epoca restarono sbalorditi, e il karaoke prese il via… col tinnìo.  1883 – Muore l’ultima quagga allo zoo di Amsterdam. Questo simpatico parente della zebra diventa il simbolo della biodiversità sprecata.  1990 – Viene scoperto “Sue”, lo scheletro di Tyrannosaurus rex più completo mai trovato: un colpo da maestro per la paleontologia (e per i fan di Jurassic Park).  1981 – L’IBM 5150, il primo personal computer, arriva nei negozi. Costava l’equivalente di una Lamborghini piccolo formato.  1985 – Disastro aereo: un Boeing 747 della Japan Airlines si schianta, causando 520 vittime. Una tragedia che fece il giro del mondo.  1964 – Scompare Ian Fleming, il creatore di James Bond. Un saluto col Martini (agitato, non mescolato). 

Nascite celebri del 12 agosto

Mark Knopfler (1949) – Chitarrista geniale dei Dire Straits, capace di trasformare una Stratocaster in poesia acustica.  George Soros (1930) – Filantropo e investitore: chi lo definisce leggendario ha probabilmente rubato l’idea.  Mario Balotelli (1990) – Attaccante esplosivo, conosciuto per gol… e per fuochi d’artificio dentro e fuori dal campo. 

Morti celebri — 12 agosto

William Blake (1827) – Poeta e visionario che vedeva angeli… anche se il mondo preferiva solo instagram.  Wilhelm Steinitz (1900) – Primo Campione del Mondo di scacchi: pensava prima, muoveva dopo, vinse quasi sempre.  Ian Fleming (1964) – Anche lui qui per l’applauso finale, maestro dell’autore James Bond.  Henry Fonda (1982) – Attore dal volto gentile e dalla recitazione potente: mancava lui, mancava qualcosa.  John Cage (1992) – Compositore che suonava anche i silenzi. La sua morte fu… provocatoria quanto le sue note. 

La canzone più ascoltata l’11 agosto 1970

(They Long to Be) Close to You – The Carpenters

Il 12 agosto 1970, la vetta delle classifiche statunitensi era occupata da (They Long to Be) Close to You dei Carpenters, un brano che incastonava dolcezza e raffinatezza in una melodia perfetta per sospiri romantici al tramonto. 

Perché era così speciale?

Soffice come una nuvola musicale: con le voci vellutate di Karen e Richard Carpenter, il brano è diventato un simbolo di armonia da ascoltare a occhi chiusi. Un successo duraturo: restò in vetta per ben quattro settimane consecutive, portando i Carpenters al centro della scena pop dell’estate 1970.  Il loro “posto nel mondo”: quel titolo, “Close to You”, diventava una dichiarazione di affetto e intimità, perfetta per chiusa di giornata estiva.

Breve ritratto (Foglie & Leggende style)

Immaginate una sera d’estate del 1970: le cicale cantano, un venticello leggero solleva le tende della camera, e – come massima espressione del romanticismo – parte Close to You alla radio. Una voce morbida vi sussurra: “Perché è così bello stare vicino a te”. E improvvisamente, anche le foglie sembrano sospirare: è l’amore che si fa canzone.

Piccolo excursus 🌟

È stato il primo grande successo dei Carpenters e uno dei pezzi più emblematici della loro carriera.  Resta uno evergreen amato per la sua purezza emotiva e il sound sognante da slow-dance.

E mentre ascoltavamo questa bella canzone con i capelli al vento (li avevo) comodamente seduti su di un auto, quale?

Lamborghini Miura: la “pantera” che fece sognare l’Italia del ’70

Nel 1970, mentre gli italiani si dividevano tra il ballo del Qua Qua e le prime vacanze in campeggio, c’era un sogno a quattro ruote che metteva tutti d’accordo: la Lamborghini Miura.

Una macchina talmente bassa e filante che, se passava per strada, i marciapiedi si svuotavano in automatico e i parrucchieri restavano con le forbici sospese a mezz’aria.

Aveva un motore V12 da far tremare i vetri delle case e un cofano così lungo che serviva quasi un telescopio per vederne la fine. Con i suoi fari a “ciglia” (sì, veri e propri ciuffetti neri sopra i fari) sembrava ammiccare maliziosa a chiunque le passasse davanti… e il bello è che ci riusciva sempre.

Certo, nel 1970 pochissimi potevano permettersela: la maggior parte degli italiani la vedeva solo sui poster o nei servizi patinati delle riviste automobilistiche. Ma sognare era gratis, e alla domenica, davanti al bar, c’era sempre qualcuno che diceva:

“Io… la Miura… quasi quasi me la compro.”

E gli amici ridevano: “Sì, quando vinci al Totocalcio!”

La verità è che la Miura non era solo un’auto: era un fenomeno sociale. Simbolo di ricchezza, audacia e di quel pizzico di follia che ti fa parcheggiare una sportiva da 280 km/h davanti alla trattoria del paese.

E così, tra sogni ad occhi aperti e rombi di motore immaginari, nel 1970 la Lamborghini Miura diventò la fidanzata ufficiale degli italiani… almeno nel cuore.

E per chi poteva permettersi la Lamborghini sicuramente la usava per andare dalla nonna per un buon pranzetto domenicale, la nonna preparava? Ti voglio vedere poi al ritorno con la pancia piena 😂 ma sono buoni da murir 😜

🕰 Maccheroncini al forno al fumé (versione anni ’70)

Ingredienti (per 4-6 persone)

400 g di maccheroncini (o sedanini) 150 g di prosciutto cotto affumicato (a dadini o striscioline) 150 g di scamorza affumicata (a dadini) 50 g di burro 500 ml di besciamella (meglio se fatta in casa, all’epoca “si faceva a occhio”) 50 g di parmigiano grattugiato Sale e pepe nero q.b. Noce moscata q.b. (facoltativa, ma anni ’70 approved)

Preparazione

Besciamella vintage 🥄 In un pentolino sciogli il burro, aggiungi 50 g di farina, mescola bene e unisci 500 ml di latte poco alla volta. Sala, pepa e aggiungi una grattata di noce moscata. Fai addensare fino a consistenza vellutata. Cuoci la pasta Porta a bollore abbondante acqua salata, butta i maccheroncini e scolali molto al dente: finiranno la cottura in forno. Assemblaggio “da rivista” 📸 In una ciotola capiente unisci pasta, besciamella, prosciutto cotto affumicato, scamorza affumicata e metà del parmigiano. Mescola con decisione, come facevano le nonne con il cucchiaio di legno. Forno & crosticina 🔥 Versa tutto in una pirofila imburrata, cospargi con il resto del parmigiano, qualche fiocchetto di burro qua e là e inforna a 200°C per circa 15-20 minuti, fino a che la superficie sarà dorata e irresistibile. Servizio “anni ’70” Porta in tavola nella pirofila, con mestolo di metallo e tovaglia fantasia arancione-marrone. Obbligatori il vino rosso frizzante e il pane in cassetta tostato “per fare la scarpetta”.

💡 Nota retrò: Negli anni ’70 si osava anche aggiungere una spruzzata di Cognac o Marsala nella besciamella per dare un tocco “da ristorante elegante”.

E come ci sia andava vestiti? Addá arriá il baffone 😆

Moda anni ’70: scendere dalla Lamborghini come una rockstar

Negli anni ’70 non bastava avere una Lamborghini Miura o Countach: bisognava uscirne come se il mondo fosse un palcoscenico e tu la stella principale. Niente magliette banali e jeans qualunque: qui si parla di vera entrata in scena… al contrario.

Per lui

Capelli: lunghezza media, rigorosamente spettinati ma pettinati — un paradosso in perfetto stile ’70. I baffi erano più che un’opzione: erano un lasciapassare per essere preso sul serio. Giacca: blazer doppiopetto in velluto leggero (cotone ), colori da “camaleonte urbano” (marrone ruggine, verde oliva, senape), spalle larghe da far invidia a un gabbiano in volo. Pantaloni: zampa d’elefante tanto larga che, nel dubbio, potevi ospitarci un cucciolo di pastore tedesco. Scarpe: stivaletti in pelle lucida, con tacco cubano per guadagnare quei 3 cm e un passo da felino. Accessorio d’obbligo: occhiali aviator con lenti leggermente fumé — utili per nascondere lo sguardo assonnato da notte in discoteca.

Per lei

Capelli: fluenti, voluminosi, magari con onde da diva. Lacca? Sì, ma senza far sembrare che ti sia esplosa in testa una bomboletta. Vestito: abito lungo in seta o jersey, colori psichedelici, spacco strategico per uscire dall’auto senza sembrare un origami umano. Gioielli: orecchini a cerchio che potrebbero intercettare segnali radio dal vicino pianeta Marte. Scarpe: platform altissime, perfette per trasformare la discesa dall’auto in una prova di equilibrio olimpico. Borsa: minuscola clutch tempestata di strass — più un’arma scenografica che un contenitore utile.

Il momento clou

La vera arte stava nel gesto:

Mai scendere troppo in fretta, altrimenti sembrava che la Lamborghini fosse in fiamme. Mai troppo piano, o il pubblico rischiava di perdere interesse. Il trucco era mantenere lo sguardo alto, come se stessi dicendo: “Sì, è mia… e no, non te la presto.”

In poche parole, la moda anni ’70 era l’unione di glamour sfacciato e teatralità quotidiana: ogni marciapiede era un tappeto rosso, e ogni sguardo uno scatto di Vogue.

Scendere da una Lamborghini non era un’azione… era un evento.

E in tv ? Sempre accesa in quel periodo guardando?

📺 Agosto 1970: il televisore come focolare estivo

Agosto 1970. In Italia c’erano due sole reti TV, tutte rigorosamente in bianco e nero, eppure la gente parlava della “scelta infinita” di programmi. Eh sì, perché bastava passare da Canale Nazionale a Secondo Programma per sentirsi come a New York davanti a un telecomando con almeno… due bottoni.

Il telecomando, per inciso, era un concetto futuristico: nel 1970 il cambio canale si faceva con la rotella, il “clac-clac” che diventava musica per le orecchie… finché il padre di famiglia non gridava: “Non toccare! Che poi si rovina la sintonia!”.

📚 Programmi culturali… o quasi

Chi accendeva la TV in agosto poteva incappare in “L’Approdo”, raffinata rubrica letteraria che dava l’impressione di leggere un libro… senza muovere un dito. Oppure c’era “TV7”, il settimanale d’attualità che alternava politica internazionale e servizi sui concorsi di bellezza, perché la cultura è anche saper scegliere il costume da bagno giusto.

🎤 Canzonissima d’estate

Agosto era il regno delle repliche di Canzonissima e degli speciali musicali. Orietta Berti, Gianni Morandi, Mina, e l’immancabile Peppino di Capri facevano cantare l’Italia intera… anche quelli che dicevano “io la TV non la guardo mai” (ma poi sapevano tutte le canzoni a memoria).

🤠 Western e sceneggiati

Gli italiani dell’agosto 1970 amavano due cose:

Il caffè zuccherato. Gli sceneggiati e i western.

In prima serata potevi ritrovarti a seguire “Il segno del comando” o repliche di “La Freccia Nera”, e poi buttarti in avventure da Far West con Bonanza o Rin Tin Tin. Una televisione in bianco e nero… ma con sogni a colori.

🏖 TV da spiaggia (senza la spiaggia)

La RAI trasmetteva anche speciali di varietà registrati nei luoghi di villeggiatura: serate a Viareggio, Montecatini o Ischia, dove il pubblico in camicia a maniche corte applaudiva seduto composto, come se stesse alla Prima della Scala.

🍉 Pubblicità memorabili

Tra un varietà e un telefilm, il Carosello ancora resisteva: caroselli di caroselli con Calimero (“È piccolo e nero… ma non è colpa sua”), il commendator Ercolino SempreinPiedi e il baffuto della Lavazza che discuteva col barista. Una pausa pubblicitaria che non si saltava… perché non c’era il tasto “skip”.

💬 Morale dell’agosto 1970: poche reti, poche pretese, eppure la TV riusciva a radunare tutta la famiglia. Oggi abbiamo 500 canali, streaming e on demand… e passiamo più tempo a scegliere cosa guardare che a guardare davvero. Forse la vera magia della TV in bianco e nero era proprio questa: non c’era scelta, e quindi si guardava tutto, con gli occhi un po’ abbagliati e il cuore curioso.

E poi una curiosità… il libro osé

Nel 1970 uno dei libri più chiacchierati – e per molti anche “da nascondere sotto il cuscino” – fu Fear of Flying (Paura di volare) di Erica Jong.

In piena epoca di rivoluzioni sociali e sessuali, il romanzo fece scalpore per il suo linguaggio diretto e le scene esplicite che, per la prima volta, davano voce senza pudori ai desideri e alle fantasie di una donna. Non si parlava più solo di romanticismo: c’erano parole, immagini e pensieri che la letteratura “perbene” aveva sempre evitato.

Le critiche non tardarono: per alcuni era un oltraggio al buon costume, per altri una liberazione letteraria. In molte case fu bandito, in altre nascosto nella libreria dietro enciclopedie innocue… eppure, proprio per questo, tutti volevano leggerlo.

In fondo, nel 1970, nulla attirava più della promessa di un libro proibito.

Direi che oggi abbiamo scritto anche troppo 😂😂😂 a domani e non perdiamoci di vista 😜

Redazione Foglie & Leggende

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