
La leggenda di Ombromanto
Certe storie non si trovano scritte nei libri, ma si raccolgono tra le foglie, nei sussurri dei boschi, o tra i crini mossi dal vento dei cavalli antichi. Una di queste è la leggenda di Ombromanto, il destriero bianco che non portava sella né briglie, che ubbidiva solo a chi parlava il linguaggio del cuore libero.
Liberamente ispirata al mondo incantato creato da J.R.R. Tolkien, questa versione è una mia personale interpretazione, un omaggio a un personaggio che non parla, ma che attraversa la storia con la grazia di chi conosce i segreti del tempo e la bellezza della fedeltà.
Perché anche un cavallo, a volte, può essere un eroe.
E così coraggiosamente mi sono preso la responsabilità di interpretare il mio autore preferito, tutto ciò che so è che ho studiato lo devo a Tolkien, la mia passione per le leggende, le rune e la botanica e non per ultimo la scrittura, non so se piacerà ma tutto ciò doveva succedere e dunque inizio questo sentiero come fece Bilbo.
Oggi voglio parlarvi di Ombromanto e dell’importanza nella saga e non solo, ma vi lascio alla lettura non prima di darvi qualche informazione in più.
Ombromanto (in inglese Shadowfax) è uno dei personaggi equini più celebri della saga de “Il Signore degli Anelli” di J.R.R. Tolkien. Non è un semplice cavallo, ma un essere nobile e quasi leggendario, appartenente alla razza dei Mearas, i cavalli più nobili e longevi della Terra di Mezzo.
Ecco alcuni aspetti interessanti su Ombromanto:
🐎 Origini e Razza
Ombromanto è un Meara, la stirpe di cavalli discendenti da Felaróf, il primo di questi nobili destrieri, che solo i re dei Rohirrim potevano cavalcare. È più intelligente, più veloce e più resistente di qualsiasi altro cavallo mortale. Può comprendere la lingua umana e non ha bisogno di briglie o sella per essere cavalcato.
🌟 Caratteristiche
Colore: Grigio argenteo, quasi brillante alla luce del sole. Velocità: Può correre più veloce del vento, motivo per cui Gandalf lo chiama il “signore di tutti i cavalli”. Intelligenza: Comprende il linguaggio e sembra avere un legame empatico con Gandalf.
🧙♂️ Il legame con Gandalf
Ombromanto viene donato a Gandalf dal re Théoden, ma in realtà si concede a Gandalf, poiché nessuno può domarlo contro la sua volontà. È grazie a Ombromanto che Gandalf riesce a compiere incredibili viaggi in tempi brevissimi, come quando ritorna da Isengard o raggiunge Minas Tirith.
📜 Curiosità letterarie
Tolkien non descrive mai in dettaglio le origini precise di Ombromanto, ma lascia intendere che si tratti di un essere quasi mitologico. In alcune interpretazioni, si dice che Ombromanto sia partito con Gandalf verso i Porti Grigi, alla fine della saga, sebbene Tolkien non lo confermi esplicitamente.
🎬 Nei film
Nella trilogia cinematografica diretta da Peter Jackson, Ombromanto è rappresentato da un magnifico stallone bianco islandese chiamato Blanco, e la sua presenza scenica è effettivamente magica e solenne. Sir Ian McKellen (Gandalf) ha detto di aver amato il cavallo che lo interpretava e che ha voluto salutarlo affettuosamente al termine delle riprese.
🗝️ Significato simbolico
Ombromanto simboleggia:
La purezza e la libertà (non si lascia sottomettere) Il potere che non ha bisogno di ostentazione L’alleanza tra il regno animale e il mondo spirituale

🐎 Ombromanto, Signore dei Venti
Liberamente ispirato ai racconti di J.R.R. Tolkien – Interpretazione personale di Marius Depréde per Foglie & Leggende
Si narra tra le colline d’oro del Riddermark,
là dove il vento canta tra le criniere dei cavalli,
che vi fu un tempo un destriero
nato dall’alba e dal fulgore delle stelle.
Il suo nome era Ombromanto,
e nessuna mano d’uomo seppe mai domarlo,
ché non era nato per essere posseduto,
ma per correre libero tra i confini del mondo.
Figlio degli antichi Mearas,
discendente diretto di Felaróf,
si diceva che ascoltasse i sussurri degli alberi,
e che comprendesse le parole degli Elfi.
Aveva il manto argenteo come la luna d’inverno,
gli occhi profondi come le acque del Nen Hithoel.
Nessun cavaliere osò montarlo,
finché giunse Gandalf il Bianco,
ritornato dalla Morte con il potere dei fuochi antichi.
Non fu un ordine, né una richiesta:
fu un incontro tra spiriti liberi.
Ombromanto gli si avvicinò senza timore,
chinando il capo come a un fratello ritrovato.
Insieme attraversarono il tempo e la guerra,
portando messaggi più veloci del tuono,
sfuggendo alle ombre, cavalcando la luce.
Mai sella né redini, solo volontà condivisa.
E quando tutto fu compiuto,
quando gli anelli trovarono la loro fine
e le navi degli Elfi salparono verso occidente,
c’è chi giura che Ombromanto seguì il suo amico
verso quelle terre dove il dolore non ha voce
e i venti cantano in eterno.
🕯️ “Alcuni cavalli non galoppano: volano.”
— Detto antico del Rohan
Marius