📚 Bibliosmia: il profumo dei libri che ci legge dentro

📚 Bibliosmia: il profumo dei libri che ci legge dentro

Hai mai aperto un vecchio libro e sentito il bisogno irrefrenabile di… annusarlo?

Tranquillo, non sei strano (o almeno non solo tu).

Quello che provi ha un nome scientifico affascinante e un po’ misterioso: bibliosmia.

Sì, proprio così: l’inebriante piacere di annusare i libri.

📖 Cosa annusiamo davvero?

Dietro quel profumo “di biblioteca dimenticata” non ci sono fate letterarie, ma molecole.

I libri, col passare degli anni, rilasciano composti organici volatili (VOC per gli amici chimici) derivati da:

lignina (cugina della vanillina), inchiostri, collanti e carta ingiallita.

Risultato? Un mix tra vaniglia, mandorla, erba secca e polvere sacra.

Un odore che ricorda la nonna, un amore del liceo e il tempo che passa… ma resta buono.

🧠 Perché ci piace così tanto?

La risposta è un cocktail perfetto tra:

nostalgia (il cervello ama l’odore della memoria), associazione positiva (studio, relax, viaggi mentali), e diciamolo: una leggera vena snob. Perché sì, ammettiamolo, chi ama l’odore dei libri si sente un po’ migliore del mondo Kindle.

🤳 Ma allora chi legge in digitale non sente niente?

No, ma esistono candele profumate all’odore di libro, spray da biblioteca e addirittura cover per e-reader che odorano di carta antica.

Quando la scienza manca, l’industria dell’aromaterapia colpisce.

✨ Curiosità letteraria:

L’Università di Londra ha definito l’odore dei libri antichi come “un mix tra cioccolato e fiori invecchiati”. Esiste una biblioteca in Olanda dove alcuni scaffali hanno sensori che analizzano l’aria e mappano l’età dei libri… con il naso elettronico. Nel 2001 fu coniato il termine “bibliosmia” da alcuni bibliofili (in un momento probabilmente ispirato da troppa sniffata di Goethe rilegato in cuoio).

🕯️ In conclusione:

Chi ama i libri li legge.

Chi li adora, li annusa.

La bibliosmia non è solo una mania raffinata: è un modo segreto di sentirsi a casa nel mondo delle parole. Un ritorno a quando il sapere aveva odore, peso e margini da sottolineare con la matita.

Non sarà scientificamente utile… ma fa benissimo all’anima.

E tu, qual è il libro che ti è rimasto più nel naso che nel cuore?

Scrivilo nei commenti… 😀

Marius Depréde Pau

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