Buon compleanno Luciana 💚

Questa mattina voglio raccontarvi la leggenda del tiglio, oggi è una giornata molto particolare perché è il compleanno di una carissima amica, Luciana persona molto attenta alle tradizioni celtiche e molto legata alla natura, proprio questo articolo o meglio questo scritto e dedicato a lei e a questo suo giorno speciale nell’augurarvi un felice giorno in compagnia di cari amici, iniziamo col capire l’importanza di quest’albero ricco di storia e leggenda, oltreché proprietà botaniche e eccezionali.
Buon compleanno, Luciana!!!
🌿 Leggenda celtica del tilleul (tilleul/celtico)
Eccone una versione tradotta da un autore francese esperto di simbologia arborea:
“Le tilleul, arbre emblématique de la force et de la sagesse celtique… les Celtes le vénéraientcomme un gardiende connaissances et des secrets anciens, sa présence lors de rituels invoquait protection et guérison” .
✍️ Il tilleul, custode di saggezza e guaritore
Tra boschi e radure sacre, i Celti consacravano il tilleul alla femminilità divina, incarnando valori di tenerezza, amicizia e cura. Le sue foglie a forma di cuore e il dolce profumo dei suoi fiori lo rendevano simbolo dell’amore materno e della protezione comunitaria .
Ma la sua funzione non si limitava al confort emotivo. Sotto la sua chioma si amministrava la giustizia, perché si riteneva che “l’ombra del tilleul facesse emergere la verità” e che il suo profumo inducesse clemenza nei cuori dei giudici .
I druidi utilizzavano l’aubier e le foglie del tilleul in riti di purificazione e guarigione; inoltre, si credeva che portarne con sé dei frammenti offrisse protezione da malattie e incidenti .
🌟 Significato nel mondo celtico
Forza e saggezza: la mole e la longevità del tilleul lo rendevano simbolo di resilienza . Guarigione sacra: è considerato un ponte tra il mondo terreno e quello spirituale . Giustizia e comunità: luogo d’incontro e decisione, radice di un’eco democratica ancestrale .
🎶 Ballata del Tilleul
Sotto il tilleul antico, al canto dei rami,
giaceva un cerchio di voci, d’amici e di amanti.
Tra foglie a cuore e luce dorata,
la verità svelava la sua strada.
Druidi e giudici, al sacro riposo,
giuravan giustizia con voce e con posa.
Il profumo portava pace e cura,
nell’ombra gentile, sgorgava la verità pura.
Oh tilleul, custode del sacro fervore,
con cura materna calmi il dolore.
Pozzo di saggezza, guardiano dei cuori,
fa fiorire in noi nuovi ardori.
🌳 e poi…
Il tilleul celtico non è solo un albero: è madre, saggio, guaritore e giudice, plasmato dai riti, dalle canzoni e dalle vite di un popolo in cui la natura era riflesso divino. Rivolgiamogli riverenza: passeggiamo alla sua ombra, portiamo con noi un fiore secco, ascoltiamo la voce silente del suo legno—e lasciamoci ispirare dalla fragranza, dalla profondità e dalla verità che questo albero millenario continua a donarci.
🌳✨ La Fata del Tiglio (dedicata a Luciana)
Racconto originale ispirato alla leggenda celtica del tilleul
In un tempo in cui gli alberi parlavano e i fiori cantavano con la voce del vento, esisteva un bosco ai confini del mondo visibile, chiamato Lùgharin, protetto da creature silenziose e antiche. Al centro di quel bosco sorgeva il più vecchio dei tigli, alto come una torre, con il tronco cavo come un ventre materno e le foglie a forma di cuore che non appassivano mai.
All’interno del suo tronco viveva Aélindra, la Fata del Tiglio.
Non era una fata come le altre. Non aveva ali trasparenti né vestiva di luce, ma i suoi occhi erano color miele antico, e la sua voce poteva calmare il battito di un cervo spaventato o risvegliare la memoria di chi l’aveva perduta. Si diceva che fosse nata quando Giove baciò la Terra sotto la luna nuova di primavera, e che ogni volta che un cuore umano si spezzava senza motivo, lei lo sentisse pulsare nei suoi rami.
🕊️ Il patto del cuore
Aélindra non lasciava mai il suo albero, ma ascoltava i pensieri degli esseri viventi che cercavano ombra, giustizia o conforto sotto il tiglio. Quando una richiesta era vera, sincera, fatta con un cuore puro, la fata sussurrava al vento e la magia si compiva.
Una volta, durante un’estate secca, un bambino di nome Elian si avvicinò all’albero con il volto rigato dal pianto. Il villaggio non aveva più acqua, e la madre era ammalata. Si sedette sotto il tiglio, prese un fiore caduto e disse:
“Non voglio oro, né pane. Solo che la mamma guarisca.”
Aélindra ascoltò. E quando la notte giunse, fece spuntare dal cuore della terra una fonte d’acqua tiepida, proprio accanto al tronco. Chiunque beveva da quella fonte trovava sollievo e guarigione.
Da allora, si disse che il tiglio era “guardiano dei cuori sinceri”, e che sotto le sue fronde si potevano pronunciare solo verità.
🧚 Il dono segreto
Ma il potere della Fata aveva un prezzo: ogni desiderio esaudito le toglieva un battito del cuore. Così, più donava, più diventava silenziosa, finché un giorno nessuno la vide più. Solo il tiglio restò.
Ora si racconta che Aélindra non sia scomparsa, ma che il suo spirito viva nei fiori del tiglio, e che, se una sera d’estate, proprio mentre il sole si spegne tra i rami, sentirai un profumo dolce e caldo che ti fa chiudere gli occhi e sorridere senza motivo…
…allora saprai che la Fata ti ha abbracciato.
🍵 Epilogo: il tè della memoria
In molti raccolgono ancora i fiori del tiglio, li fanno seccare e ci preparano tisane. Le nonne celtiche dicevano:
“Chi beve infuso di tiglio con gratitudine… ricorderà sogni antichi.
Chi lo beve in silenzio… sentirà una voce che sa di miele e vento.
E se una lacrima scenderà senza dolore… allora la Fata è vicina.”
mi ha fatto molto piacere ricevere la richiesta di Luciana di inviarle una bella storia celtica come regalo quindi sono io che ringrazio lei e le auguro ancora un buon compleanno.
Marius Depréde Pau