Charlatan – Il potere dell’erborista

Recentemente ho visto questo film, sinceramente era una storia che conoscevo da tanto tempo e non pensavo che qualcuno potesse crearci una pellicola, la storia dell’eterna lotta tra scienza e botanica, nonostante la stessa sia una scienza ben definita.

Un film che vi consiglio vivamente, inoltre pubblicherò un approfondimento sul lavorosvolto dal fantastico erborista.

🎬 Recensione del film “Charlatan – Il potere dell’erborista” (2020)

“Charlatan – Il potere dell’erborista” di Agnieszka Holland è un’opera intensa, misteriosa e profondamente evocativa, ispirata alla storia vera di Jan Mikolášek, guaritore ceco realmente esistito, che tra le due guerre mondiali curò migliaia di persone – da contadini a presidenti – usando solo le piante e un’intuizione fuori dal comune.

Il film si snoda tra il rigore della narrazione biografica e la poetica inquietudine del dubbio: quanto c’è di vero, quanto di miracolo, quanto di scienza antica? Mikolášek legge l’urina come un veggente legge le stelle, e prepara infusi come un alchimista medievale.

“Al limite della magia, nel punto esatto in cui l’erba parla al sangue.”

– così si potrebbe riassumere l’essenza magnetica di questo film.

Il protagonista, enigmatico e conturbante, appare come l’ultimo erede di una medicina cimmerica, oscura e intuitiva, in cui la cura non era il prodotto di protocolli, ma di rituali, osservazione e ascolto profondo del corpo e dell’anima.

A confronto con l’odierna farmacia botanica, razionalizzata e sintetizzata, Mikolášek incarna un sapere selvatico, spigoloso e pericolosamente libero, ma anche profondamente connesso con la terra e i ritmi dell’essere. L’ars medica, qui, è ancora un atto quasi sciamanico, più vicino alla natura che alla chimica.

La regia di Holland è elegante e contenuta, ma lascia trasparire lo scontro eterno tra potere, fede, e guarigione: un’erba può salvare, ma può anche condannare. E quando la medicina non si piega all’ideologia, viene perseguitata come eresia.

🪴 Conclusione

“Charlatan” ci ricorda che, prima dei laboratori e dei brevetti, c’erano mani che raccoglievano foglie all’alba, occhi che scrutavano le vene, e cuori che conoscevano il linguaggio nascosto delle piante.

👉 È tempo di riavvicinarci alla natura, non per nostalgia, ma per saggezza. In ogni radice, in ogni fiore, vive una memoria che può ancora insegnarci a guarire.

Marius Depréde Pau

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