
Quella che vi presento oggi è una pagina che non è arrivata a caso, già tempo fa esattamente quasi due anni fa, ho cercato questa pagina e non con poche difficoltà l’ho tradotta, ho sempre aspettato a pubblicarla perché so essere un qualcosa che molti di voi vorrebbero o potrebbero provare, non ho sicuramente prove certe che questo incanto funzioni ma allo stesso tempo lo trovo assolutamente affascinante
Come molti di voi sanno, in particolare chi mi segue da anni, i miei due cagnolini a distanza di tempo hanno oltrepassato il ponte dell’arcobaleno, ecco perché ho eseguito questo tipo di ricerche ma non a caso semplicemente perché sapevo l’esistenza di alcuni incanti dei tempi antichi che venivano utilizzati soprattutto per animali di grande valore, non solo cani o gatti, ma anche Mucche, capre e altri animali che erano assolutamente importanti per la vita quotidiana nelle campagne
Delfina Croce decide dopo la perdita del suo cagnolino Argo, così chiamato per via del famoso cane di Ulisse, che lo attese per ben vent’anni.
Delfina era assolutamente una grande lettrice e sicuramente avrà letto l’Odissea.
Vi lascio alla traduzione della pagina e colgo l’occasione per ringraziare lo staff del sacro ordine naturale che si è occupato della realizzazione delle immagini presenti in questo articolo.
 Buona lettura.
📜 Estratto dal Diario di Delfina Croce — Valle di Susa, 30 Ottobre 1885 📜
“Che la penna, stanotte, trattenga ciò che il cuore trema a dire.”
30 Ottobre, Anno del Signore 1885 — Ultimo quarto di Luna verso la luna Nera. *
Il 30 ottobre 1885, la Luna si trovava nella fase di Ultimo Quarto, con un’illuminazione del 46% e un’età lunare di circa 22,45 giorni. Questa fase rappresenta l’inizio della transizione verso la Luna Nuova, un periodo tradizionalmente associato alla riflessione, al rilascio e alla preparazione per nuovi inizi.
In molte tradizioni esoteriche e folkloristiche, l’Ultimo Quarto è considerato un momento propizio per riti di liberazione e trasformazione, durante il quale si lascia andare ciò che non serve più, preparando il terreno per la rinascita che accompagna la Luna Nuova. Nel contesto del racconto di Delfina Croce, questo momento lunare avrebbe potuto essere interpretato come un’opportunità per guidare l’anima del suo fedele compagno verso una nuova incarnazione, sfruttando l’energia di transizione e rinnovamento propria di questa fase lunare.
Questa sera l’aria è greve di silenzi che parlano, e l’odore della terra umida pare custodire segreti troppo antichi per essere detti a voce alta. È la vigilia. Il velo s’assottiglia. Lo so.
Il cuore mio ancor piange la mancanza d’Argo, mio fedele compagno, cane di mente saggia e occhi che capivano. Da tre lune non posa più la sua testa sulle mie ginocchia, e la casa è fredda senza il suo respiro.
Ma io non volli lasciarlo partire del tutto. Conservai una ciocca del suo pelo, segretamente tagliata il giorno che lo presi con me, come usavano fare le donne di sangue vecchio. Così, quando la morte venne, io avevo già in mano il seme della speranza.
Stanotte, prima che sorga l’alba del giorno dei Padri, io compirò il Rito del Ritorno.
Nel bosco sacro, poco oltre il sentiero dei castagni, vi è il cerchio delle pietre. In mezzo vi porrò il fuoco vivo, acceso con legni di ginepro e resine antiche. Alla fiamma getterò la ciocca, stillandovi sopra la mia lacrima sincera, ché l’anima, per tornare, vuole essere chiamata col dolore vero, non con parole vuote.
Reciterò l’incanto antico, come tramandato nei foglietti scritti a mano della nonna, che dice:
Veni, spiritus fidelis, transi per flamma et memoriam,
Per lacrimam et pilum, per voluntatem vivorum.
Corpus novum tibi paretur sub luna proxima,
Et iterum ambulabis iuxta cor meum.
“Vieni, spirito fedele, attraversa il fuoco e il ricordo,
Per la lacrima e il pelo, per la volontà dei viventi.
Un corpo nuovo ti sia dato sotto la prossima luna,
E ancora camminerai accanto al mio cuore.”
So che molti direbbero follia, eresia forse. Ma l’amore non conosce tribunali. L’anima di Argo merita ritorno, ché chi ha amato così non deve smarrirsi nei boschi dei morti, ma trovare strada verso chi l’ha amato.
Io credo. E se le mie parole saranno raccolte dal vento e condotte all’Oltre, domani — o fra tre lune — forse sentirò di nuovo le sue zampe leggere sulla soglia.
Fino ad allora, veglierò.
D.C.

Non mi nascondo che questa pagina mi ha emozionato parecchio, ho trovato altre pagine che ne parlano, ma per il momento direi che questa è la più indicata.
In tanti mi state chiedendo se continuerò a pubblicare le pagine di Delfina, certo che continuerò a pubblicarle, ma nello stesso tempo sto scrivendo un libro su di lei anche con qualche piccola nozione di vita quotidiana
Il libro dovrebbe uscire per dicembre e chiaramente come per il libro, foglie, leggende apriremo le prenotazioni
Detto questo, vi ringrazio un grande abbraccio a tutti e ci si legge alla prossima.
Marius Depréde Pau