L’incanto del Timo Delfina Croce 1885

Oggi vi propongo una pagina del diario di Delfina Croce, ormai molti di voi mi seguono da anni leggendo queste pagine che traduciamo volta per volta e molto lentamente vista la difficoltà letteraria e in particolare della condizione del diario.

Trovo che l’incanto del timo sia assolutamente vera e propria poesia, le parole di questa donna che in quel tempo aveva affrontato anche la discriminazione maschile, sono delle vere e proprie parole magiche.

La forza, la perseveranza, la pazienza e l’amore per la scrittura e la ricerca rendono queste pagine davvero uniche.

Spero che queste pagine vi siano gradite e non posso far altro che augurarvi buona lettura.

📜 Diario di Delfina Croce

Valle di Susa, 4 Giugno dell’anno del Signore 1885

Questa notte, all’ora seconda, quand’anco la Luna tace il suo canto sopra i tetti e le civette vegliano nei rami neri, m’appressai alla radura col grembiule fitto di timo fiorito. Le dita mie, umide d’acqua benedetta, posavano ogni rametto nel cerchio sacro disegnato col gesso del monte.

Il cuore battea, ché l’aria portava memorie d’antiche voci, e il vento stesso pareva sussurrare:

“Timo che ardi e non consumi,

chiudi i cuori, apri i lumi.

Acqua canta, fuoco lega,

luna guida, ombra piega.”

Poscia accesi il piccolo fuoco, e le fiamme danzaron leggere come mani di strega innamorata. Vi posai sopra una goccia d’olio e tre spine di rosa secca, e il profumo salì alto, mistico, penetrando l’anima.

Ho compiuto dunque l’incanto del Timo, ch’è dolcezza che cura e spada che difende. Scrivo queste righe con le mani ancora odorose d’erba e silenzio.

Quando il timo si fa canto,

la parola divien manto.

L’acqua scorre, il fuoco doma,

e la luna tutto aroma.

Che chi cerca verità

trovi amore e libertà.

Dio e spiriti mi veglino. Così sia.

D. Croce

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