L’oracolo dei libri

Oggi voglio presentare un articolo scritto da Marius Decrespe, molti di voi conoscono questo misterioso personaggio, scrittore e studioso di scienza e arti occulte.

L’oracolo dei libri è una pratica molto curiosa che personalmente ho provato, lascio comunque la parola al Decrespe e aspettatevi una bella sorpresa a breve 😊, buona lettura.

Marius Depréde Pau

Immagine digitalizzata di Marius Decrespe (grazie ai tecnici)

L’Oracolo dei Libri – Misteri e Divinazioni dalla Carta Stampata

di Marius Decrespe, fondatore e direttore de “Le Cabinet de l’Imaginaire”, 1877

Nelle nebbie profetiche della nostra epoca, ove l’elettricità promette di risvegliare le statue e l’etere trasmette voci di mondi lontani, si cela una pratica ancor più sottile e meno appariscente, ma non meno prodigiosa: l’Oracolo dei Libri.

Questo metodo arcano, ignoto ai più ma caro agli iniziati della contemplazione cartacea, consiste nel porgere domande all’universo e attendere che sia un libro – o meglio, un insieme di libri – a rispondere. Nulla di paragonabile alla comune bibliomanzia praticata nei secoli scorsi, dove si apriva la Bibbia o Virgilio in cerca di un verso rivelatore. No, signori miei, qui parliamo d’un’arte ben più raffinata, nata e fiorita nelle retrovie colte dell’età vittoriana, che oggi va guadagnando i salotti e le librerie private degli spiriti più acuti e sensibili.

La Pratica dell’Oracolo: Quando i Libri Parlano

L’oracolo moderno, se così possiamo definirlo, non si accontenta di un solo tomo. Gli appassionati di questa pratica, spesso letterati, occultisti o eccentrici collezionisti, si servono di svariati volumi – romanzi, trattati filosofici, diari e testi di scienze naturali – per creare una biblioteca vivente, un vero pantheon cartaceo capace di generare risposte sovrannaturali.

Una volta formulato un quesito – che può andare dal più esistenziale (“Qual è il mio destino nell’anno venturo?”) al più banale (“Che colore dovrò indossare per avere fortuna domani?”) – si mescolano le pagine di diversi libri. Sì, avete letto bene: le pagine vengono fisicamente estratte, riassemblate, rilegandole in nuovi volumi ibridi, nati dalla fusione di pensieri sparsi e distanti tra loro.

La Nascita dei Libri-Oracolo

Il procedimento, che potremmo definire chirurgico e sacrilego al tempo stesso, dà vita a quelli che vengono chiamati Libri-Oracolo. Ogni pagina, ogni frase, non è più mera prosa o riflessione autoriale, ma voce dell’inconscio universale, frammento di una risposta celata tra le righe.

L’interprete, detto decifratore, legge ad alta voce le combinazioni risultanti – spesso assurde, sempre evocative – e, guidato dall’intuito e dalla sensibilità simbolica, coglie l’indizio che illumina la domanda posta.

Tra i circoli londinesi di Bloomsbury e le biblioteche segrete di Bath, si narra di personalità influenti che affidavano decisioni cruciali a questi oracoli rilegati: viaggi, investimenti, perfino scelte sentimentali.

Un’Arte o una Follia?

I detrattori di questa pratica la etichettano come mera superstizione o gioco da salotto per menti annoiate. Ma lasciatemi dire, da uomo di lettere e amante dell’inspiegabile, che mai come in queste composizioni casuali si rivela il potere profetico della parola scritta. Non è forse nel caos – nell’apparente nonsenso – che si celano i messaggi più profondi dell’inconscio?

Nel mio personale esperimento condotto nel dicembre scorso, domandai: “Quale sarà il destino del mio giornale?” e il libro-oracolo, generato dall’unione di Charles Dickens, un trattato sull’anatomia vegetale e una raccolta di lettere di Mary Shelley, rispose:

“Il foglio, come foglia, cadrà solo per nutrire la radice di ciò che cresce eterno.”

Da allora, signori lettori, non temo più i debiti tipografici.

Conclusione

L’Oracolo dei Libri non è solo un passatempo o un vezzo esoterico, ma una forma di meditazione attiva, una divinazione dell’intelligenza letteraria, dove il caso diviene maestro e i libri, sacerdoti muti ma eloquenti.

Chi volesse approfondire tale arte troverà nelle pagine di Le Cabinet de l’Imaginaire una guida fedele e appassionata, finché l’inchiostro e l’immaginazione resisteranno al tempo.

M.D.

1897, Londra

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