Delfina Croce l’incanto dell’ombrello

Anche questa pagina del diario di Delfina Croce non è stata semplice da tradurre viste le pessime condizioni, comunque ci siamo riusciti e siamo molto soddisfatti del lavoro svolto.

Oggi vi presento l’incanto dell’ombrello, oggetto molto usato anche oggi è decisamente importante in tempo, sembra che questo ombrello incantato proteggesse dalle malie ma non solo, sembra che celasse dalle invidie.

Qui di seguito troverete l’incanto in due versioni, la prima tratta dall’originale la seconda interpretata da me, buona lettura.

Diario d’Incanti Delfina Croce 1882

Notte del 12 aprile dell’Anno di Grazia 1882

Oggi, sotto il velato lume della luna, ho posto l’ombrello aperto all’esterno della dimora, ché la rugiada della notte potesse ammantare la sua tela di perlacea frescura. Con mano devota, ho disposto tra le pieghe del tessuto foglie secche di castagno, di noce e di nocciolo, ché la terra stessa presti ascolto al mio volere.

Mentre il vento dolce sussurrava tra i rami, ho sussurrato anch’io parole d’incanto, ché l’aria le recasse ove il destino si tesse:

“Oh rugiada, specchio del cielo,

bagnami d’argento e d’auspicio.

Oh terra, madre silente,

custodisci il mio voto segreto.

Oh foglie, che un dì furon vive,

portate nel vento il mio ardire.

Che ciò che è giusto prenda dimora,

che ciò che è vano svanisca in ombra.”

Ho lasciato l’ombrello così, aperto come un calice, sino al primo bacio dell’aurora. Poi, con riverenza, ho chiuso il vessillo della notte e, con esso, il mio augurio alla sorte. Che gli astri e gli elementi abbiano udito la mia voce.

Ecco la versione interpretata da me estraendo il tutto da un’altra pagina del diario che in qualche modo ne riportava una versione rivista anche se non era specificato.

Incanto dell’Ombrello e della Rugiada

Apriti al cielo, ombrello antico,

raccogli il respiro della notte,

che la rugiada ti sfiori lieve,

portando magia in ogni goccia.

Foglie di castagno, noce e nocciolo,

scrigno di forze, terra e radici,

che il vento sussurri il mio intento,

che l’alba lo intessi di luce.

Spiriti d’acqua, soffi di terra,

intrecciate il mio desiderio nascosto,

che ciò che cerco venga a me,

che ciò che temo resti lontano.

Dopo aver pronunciato le parole, lascia l’ombrello fuori fino al mattino, poi chiudilo delicatamente e scuoti via le foglie sulla terra, come segno di gratitudine.

Se hai un intento specifico, puoi modificarlo inserendo parole che risuonano con il tuo desiderio.

Marius Depréde Pau

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