L’incanto della Porta del Sogno

L’Incanto de la Porta del Sogno

Dal Diario de Delfina Croce, anno del Signore 1883

A chi cerca varcar li confini del viso e scorgere mondi celati, questo arcano dono sia svelato.

De la Porta Invisibile

Col lume fioco de la luna nera, prendi il pennello intinto in acqua d’ombra e sulla pietra liscia traccia la porta ch’è nascosta a l’occhio de li mortali. Fa’ che la tua man sia leggera, ché l’aria stessa ne accolga il segno. Quando il vento si quieta e il silenzio t’avvolge, mormora queste parole:

“Aperta sia la soglia de l’invisibile,

ché il sogno mi guidi al verace sentiero.

Per la virtute di stelle e tenebre,

disciògliti, o porta, dinanzi a me.”

Del Bere l’Elisir del Passaggio

Nella notte de la luna piena, cogli la linfa di betulla, il lauro sacro e il sambuco che cresce all’ombra. In calice di vetro, unisci li succhi e falle mescere sotto il chiarore argenteo. Prima che il sonno ti colga, sorbilo a piccoli sorsi e recita:

“Sotto la guardia degli astri erranti,

sia il mio spirto sciolto da le catene.

D’argento e notte io mi rivesto,

ché nel sogno io viva, ché nel sogno io passi.”

Allor chiudi li lumi e lascia che il tuo spirito sia cullato dal sussurro de l’oltre, ché in sogno tu varcherai la soglia e ciò ch’è celato ti sarà rivelato.

Delfina Croce, anno del Signore 1883

Questo è un incanto su cui abbiamo lavorato molto, la traduzione non è stata semplice per via delle pessime condizioni della pagina, comunque il lavoro benché impegnativo ha prodotto un risultato ottimo.

Con l’occasione vi informo che uscirà un mensile, un particolare mensile, in pratica viaggerete nel tempo poiché scriveremo di argomenti come se fosse un giornale del 1885, a breve le info per abbonarsi.

Intanto pubblico le mie considerazioni come se scrivessi dal 1885, buon divertimento e buona lettura.

Considerazioni Di Marius Depréde Pau

(Tratto da Dissertazioni su Arcane Pratiche e Riti di Soglia, Edizione Anno 1885)

Pagina riprodotta fedelmente dal testo originale, gli articoli sono stati secretati, verranno pubblicati in seguito.

Non v’è dubbio alcuno che l’opera di Delfina Croce sia tra le più rare testimonianze d’una sapienza velata ai più, nota solo a coloro che osano spingersi oltre la cortina del visibile. L’incanto qui tramandato non è un mero artificio di parole, né semplice suggestione di mente febbricitante; esso reca in sé la struttura propria de’ più antichi riti di passaggio, ove il confine tra il mondo desta e quello de li sogni si fa labile, quasi dissolto.

La Porta, ch’ella comanda di tracciare con acqua di luna nera, non è che un varco arcano, invisibile a chi non porta nel petto l’occhio de l’iniziato. È ben noto tra li studiosi de le arti sottili che l’acqua, quando infusa di virtù lunare, possiede il dono di trattenere immagini ed imprimere passaggi ove null’altro appare.

Quanto alla pozione di linfa di betulla, lauro e sambuco, si tratta senza dubbio d’una mescolanza potentissima. La betulla, albero di soglia, scioglie i vincoli de la carne, mentre il lauro, sacro ai veggenti, conferisce la visione chiara. Il sambuco, infine, è noto per la sua connessione con li spiriti e li luoghi ove il tempo si spezza. Chi beva siffatta mistura sotto il lume pieno de la luna non solo varcherà la soglia del sogno, ma potrebbe altresì trovare il sentiero che menò gli antichi ai regni sepolti de l’oltre.

Tuttavia, avverto chi legga e voglia tentare il rito: l’incanto della Porta del Sogno non è senza periglio. Vi sono passaggi che non si richiudono con facilità, ed ove l’occhio si volga, ivi l’ombra potrebbe volgere il suo sguardo in risposta. Come in ogni via de l’arcano, il sapere reca potere, ma il potere, se maldestro, reca dannazione.

Marius Depréde Pau, Dottore in Botanica, Arti Ermetiche e Filosofie Occulte, scienze delle Religioni.

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