Storia e Leggenda dell’Alloro
L’alloro (Laurus nobilis), pianta sacra e carica di simbolismo, affonda le sue radici tanto nella storia quanto nella leggenda. Da tempi antichissimi, il suo aroma pungente e le sue foglie sempreverdi hanno ispirato miti, riti e credenze popolari. Nell’antica Grecia, era consacrato ad Apollo, dio della profezia e della medicina, e le sue fronde cingevano il capo di poeti, guerrieri e vincitori. Nell’antica Roma, gli imperatori si adornavano con corone d’alloro per simboleggiare il loro potere e la loro saggezza.
L’alloro, tuttavia, non era solo un simbolo di gloria e sapienza, ma anche una pianta magica e curativa. Si credeva che le sue foglie, bruciate nei templi, potessero allontanare il male e favorire la chiaroveggenza. Nelle campagne, era utilizzato per guarire le febbri, proteggere la casa dagli spiriti maligni e perfino per predire il futuro: le giovani fanciulle ponevano foglie d’alloro sotto il cuscino per sognare il volto del futuro sposo.
Ma tra le storie legate a questa pianta, ve n’è una che pochi conoscono, tramandata nei racconti sussurrati nelle notti d’inverno: la leggenda della Dama dell’Alloro.
La Leggenda della Dama Guaritrice
Si narra che, in un tempo lontano, in un bosco fitto e misterioso, vivesse una donna che conosceva i segreti delle erbe e delle stelle. Nessuno sapeva da dove venisse, né quanti anni avesse, ma la sua bellezza era incantatrice e il suo sapere profondo come le radici degli alberi più antichi. Il popolo la chiamava semplicemente la Dama dell’Alloro.
Il suo rifugio era una capanna nascosta tra gli alberi, circondata da cespugli di alloro che sembravano proteggerla. Qui, tra le ombre del bosco, preparava pozioni e infusi in grado di guarire ogni male: le sue mani raccoglievano le foglie fresche prima dell’alba, e con esse creava decotti per lenire il dolore, tisane per scacciare i brutti sogni e balsami per curare le ferite.
Si diceva che chiunque avesse bisogno d’aiuto potesse bussare alla sua porta, e la Dama, senza chiedere nulla in cambio, offriva il rimedio giusto. Ma c’era una regola: mai chiedere una pozione per il male altrui. Chiunque lo facesse veniva cacciato e non avrebbe mai più trovato il sentiero per tornare alla sua dimora.
Un giorno, un uomo dal cuore avvelenato si recò da lei. Voleva un filtro per spegnere la vita di un suo nemico. La Dama, con occhi che sembravano scrutare nell’anima, rifiutò con fermezza. L’uomo, furioso, giurò vendetta e tornò al villaggio raccontando che la donna era una strega malvagia.
Ben presto, gli uomini armati di torce e paura giunsero al bosco per darle la caccia. Ma quando raggiunsero la sua capanna, trovarono solo cespugli di alloro, alti e fitti come mura impenetrabili. La Dama era scomparsa.
Da quel giorno, si dice che chiunque si smarrisca nel bosco e porti nel cuore un intento puro possa udire, nel fruscio delle foglie d’alloro, la voce gentile della guaritrice. Ancora oggi, nelle notti di luna piena, qualcuno giura di vederla camminare tra gli alberi, avvolta in un mantello verde come le foglie, mentre il vento porta con sé il profumo eterno dell’alloro.
Marius Depréde Pau
