La signora del cucchiaio d’argento

Le frittelle di arancio

Le ricette magiche

In un piccolo villaggio nascosto tra le colline, viveva la Signora del Cucchiaio d’Argento, una donna nota per le sue straordinarie doti culinarie e per il suo legame speciale con i folletti che abitavano nella sua casa. I folletti erano creature dispettose ma generose, che aiutavano la signora a creare ricette incantate, sempre legate ai doni che la natura e il tempo offrivano. Tra tutte, la più famosa era la ricetta delle Frittelle d’Arancio.

Le arance usate per questa prelibatezza non erano frutti comuni: arrivavano su un carro trainato dai nani, che passavano per il villaggio quattro volte all’anno, portando con sé i frutti più succosi e aromatici raccolti dai giardini segreti della montagna. Quel giorno, il carro era giunto proprio davanti alla casa della Signora del Cucchiaio d’Argento, e i folletti si erano precipitati a scaricare le ceste colme di arance.

“Questi frutti sono magici!” disse uno dei folletti, con un sorriso furbo. “Sono intrisi del sole e del profumo del vento. Faremo le frittelle più straordinarie che il mondo abbia mai assaggiato!”

La Signora del Cucchiaio d’Argento sorrise e radunò gli ingredienti necessari:

• 250 g di farina 00, soffice come la neve;

• 125 g di succo d’arancia appena spremuto, dorato e profumato;

• 75 g di zucchero fine come polvere di stelle;

• 2 uova fresche di giornata;

• Un pizzico di sale per bilanciare la dolcezza;

• La scorza d’arancia grattugiata, che sprigionava un aroma irresistibile;

• Mezza bustina di lievito per dolci, per farle gonfiare come piccole nuvole;

• Un tocco di vaniglia e un pizzico di cannella, per il profumo dei sogni.

I folletti si misero all’opera, uno setacciava la farina, un altro montava le uova con lo zucchero, e un terzo mescolava il succo d’arancia con il lievito, osservando le bollicine formarsi come per magia. La Signora del Cucchiaio d’Argento coordinava tutto, muovendosi con grazia e precisione, e immergeva il suo cucchiaio d’argento nell’impasto per assaggiare.

“Perfetto!” disse infine. “Ora scaldiamo l’olio!”

L’olio di semi frizzava nella padella, e uno dopo l’altro, i cucchiai d’impasto venivano immersi, trasformandosi in frittelle dorate e fragranti. I folletti si arrampicarono sui mobili per spolverare le frittelle con zucchero e un pizzico di cannella, cantando allegre canzoni.

Quella sera, tutto il villaggio si riunì per assaggiare le Frittelle d’Arancio. Ogni morso era un viaggio nei giardini nascosti della montagna, tra alberi di arancio baciati dal sole e venti profumati di spezie.

“Questa ricetta è un dono,” disse la Signora del Cucchiaio d’Argento, “un legame tra noi, la natura e le magie che ci circondano.”

E così, grazie ai folletti e al carro dei nani, le Frittelle d’Arancio divennero leggenda, un simbolo di dolcezza e magia che ogni anno veniva celebrato nel villaggio con canti, danze e profumi indimenticabili.

Filastrocca delle frittelle d’arancio

Frulla, mescola, gira e salta,

la magia nella pentola è già pronta e scatta!

Farina di stelle, zucchero fino,

il succo d’arancia è il nostro destino!

Soffia il vento di vaniglia,

cannella danza come una conchiglia,

uova che ridono, lievito gonfia,

le frittelle saltano come una mongolfiera gonfia!

Bolla l’olio, sfrigola il fuoco,

il profumo si spande piano e a poco a poco.

Gira il cucchiaio, dorato è l’impasto,

mille sorrisi si accendono all’istante nel villaggio vasto!

Frittelle d’arancio, sapore fatato,

un morso e il cuore è incantato.

Cantiamo allegri, è tempo di festa,

con folletti in cucina, la gioia è sempre questa!

Marius Depréde Pau

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