La leggenda del ritorno delle fate

La leggenda del ritorno delle fate e il misterioso carro delle fate della Valle di Susa, tratto dal libro Leggende delle Alpi di Maria Savi Lopez, racconta di un tempo in cui le fate vivevano tra i boschi e le montagne, danzando tra fiori, piante e animali, portando bellezza e armonia alla natura. Tuttavia, un giorno, stanche della crudeltà degli uomini, decisero di abbandonare il mondo terreno.

Si narra che prima di partire abbiano lasciato un avvertimento: sarebbero tornate solo se gli esseri umani avessero dimostrato di essere in grado di vivere in pace con la natura, rispettando i boschi, i prati e le creature che li abitano.

Il carro delle fate

Secondo la leggenda, in una notte di luna piena nella Valle di Susa, si può scorgere un carro di luce che attraversa il cielo. Questo carro è guidato dalle fate, che osservano il mondo e cercano segnali di pentimento e amore per la natura. Si dice che il carro si fermi solo in luoghi dove regna l’armonia, per lasciare il seme di un fiore raro: l’erba delle fate, un fiore che sboccia solo in presenza di cuore puro.

Filastrocca dell’incanto per il ritorno delle fate

C’è una filastrocca che gli abitanti della valle recitano per invocare il ritorno delle fate. Questa poesia chiama fiori, piante, animali e persino gli insetti a unirsi per ricreare l’incanto:

“Fata del bosco, fata del prato,

porta il tuo canto di luce al creato.

Con il giglio e la rosa, il timo e la menta,

danza tra i rami dove il vento si inventa.

Il pettirosso, la cincia, il capriolo gentile,

ti chiamano al mondo col canto sottile.

La libellula d’oro e l’ape che vola,

ti donano il miele della vita che consola.

Ritorna tra noi, regina del fiore,

riporta bellezza, saggezza e amore.”

Fiori, piante e animali citati nella leggenda

• Fiori e piante: giglio, rosa, timo, menta, erba delle fate, edera, felce, sambuco, primula, lavanda.

• Animali: pettirosso, cincia, capriolo, volpe, cervo, gufo.

• Insetti: libellula, ape, farfalla, coleottero dorato.

Ogni elemento della natura ha il suo ruolo nel richiamo delle fate: il canto degli uccelli, il profumo dei fiori e il mormorio del vento tra i rami ricreano l’armonia perduta, sperando nel ritorno del carro magico.

Marius Depréde Pau

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