La leggenda della Strega dei Profumi del Bosco
C’era una volta, molto tempo fa, una donna chiamata Aria, che viveva ai margini di una foresta antica e misteriosa. Era conosciuta come “La Strega dei Profumi”, ma non per paura o disprezzo: gli abitanti del vicino villaggio ammiravano i suoi straordinari talenti. Aria creava profumi con le piante e le erbe del bosco, ognuno con proprietà magiche uniche: alcuni donavano coraggio, altri guarivano malattie, altri ancora proteggevano dagli incubi.
La sua dimora, nascosta tra i cespugli di sambuco e i rami intrecciati di querce, profumava sempre di resina, fiori e spezie. Le sue creazioni erano custodite in ampolle di vetro intarsiato, e si diceva che ogni profumo contenesse l’essenza di una storia o di un desiderio.
Un giorno, però, un gruppo di predoni spietati attaccò il villaggio. Gli abitanti, spaventati, corsero da Aria, implorandola di aiutarli. La strega dei profumi li accolse, ascoltò i loro timori e, dopo aver meditato, decise di creare un’essenza speciale: il Profumo dei Nove Legni, un aroma leggendario che si diceva fosse in grado di fermare qualsiasi male.
La Creazione del Profumo
Aria raccolse nove tipi di legno sacri, ognuno con un potere particolare:
1. Quercia, per la forza e la stabilità.
2. Betulla, per il rinnovamento e la purificazione.
3. Frassino, per la protezione.
4. Sambuco, per la saggezza ancestrale.
5. Pino, per il coraggio.
6. Cipresso, per la connessione con l’ignoto.
7. Tiglio, per la guarigione.
8. Noce, per la chiarezza mentale.
9. Acero, per l’equilibrio e l’armonia.
Mescolò le essenze dei legni con oli ricavati dai fiori del bosco e aggiunse una goccia del suo sangue, simbolo del legame con la foresta.
La Filastrocca Magica
Mentre preparava il profumo, Aria intonò una filastrocca:
“Nove legni nel vento danzano,
Forza, saggezza, protezione avanzano.
Quercia e Betulla per resistere al male,
Frassino e Sambuco come scudo immortale.
Pino e Cipresso il coraggio donano,
Tiglio e Noce le menti affinano.
Acero unisce la luce e l’ombra,
E il profumo del bosco la paura sgombra.”
L’Incantesimo e la Vittoria
Quando i predoni arrivarono al villaggio, Aria uscì dalla foresta con il Profumo dei Nove Legni. Lo versò in una grande conchiglia di madreperla e iniziò a camminare verso gli invasori, cantando la sua filastrocca. Dal profumo si levò una nebbia sottile e profumata che si diffuse rapidamente, avvolgendo i nemici.
All’improvviso, i predoni si fermarono. L’aroma li riempì di immagini delle loro case lontane, dei volti delle loro madri, delle risate dei loro figli. I loro cuori si riempirono di nostalgia e pentimento. Disarmati e confusi, si voltarono e abbandonarono il villaggio senza fare del male a nessuno.
La Strega e il Bosco
Dopo quell’evento, il villaggio visse in pace per molti anni, e la fama di Aria si diffuse in tutta la regione. Si dice che, ancora oggi, nei boschi più antichi, se si respira profondamente, si possa percepire una traccia del Profumo dei Nove Legni. E chissà, forse la strega dei profumi non ha mai lasciato la sua foresta, ma veglia ancora su chi cerca protezione e armonia.
Marius Depréde Pau
