Il bottone dei desideri

Descrivi un oggetto a cui eri incredibilmente legato da giovane. Che ne è stato?

Il Mio Bottone Netsuke

Tra gli oggetti che possiedo, ce n’è uno che racchiude in sé un’intera vita di ricordi: un piccolo bottone netsuke di avorio, dono prezioso di mia nonna. Mi fu regalato quando avevo solo sei anni, in uno di quei pomeriggi d’infanzia che oggi sembrano tanto lontani quanto luminosi.

Il bottone raffigura due topolini, finemente scolpiti con una maestria che mi affascina ancora oggi. Le loro espressioni sembrano vive, i piccoli dettagli delle zampette e delle code intrecciate raccontano di un tempo in cui ogni oggetto era pensato per durare, per custodire storie.

Mia nonna, una sarta abile e paziente, mi donò quel bottone come fosse un tesoro. Ricordo ancora le sue mani esperte che scorrevano veloci sui tessuti, mentre mi raccontava che ogni bottone, ogni cucitura, ogni filo ha una sua storia da raccontare. Mi disse che quei due topolini rappresentavano un legame indissolubile, proprio come quello tra di noi.

Il Bottone Oggi

Sono ancora in possesso di quel piccolo netsuke, e non passa troppo tempo senza che io lo prenda tra le mani. A ogni sguardo, sembra riportarmi indietro, ai giorni felici in cui il mondo era semplice e tutto ciò che contava era il calore della casa, il profumo di stoffe e fili, e la voce amorevole di mia nonna.

È incredibile come un oggetto così piccolo possa contenere un’intera infanzia, un legame così profondo e l’essenza di una persona che non c’è più. Per me, quel bottone è più di un ricordo: è un talismano, un ponte con il passato e una fonte di forza nei momenti difficili.

Nonostante gli anni, il bottone netsuke non ha perso nulla del suo fascino. La patina dell’avorio sembra avere assorbito il tempo trascorso, proprio come io porto dentro di me i ricordi di mia nonna e della sua passione per il cucito. Guardarlo è come sfogliare un album di fotografie, ma invece di immagini, evoca sensazioni: la gioia, l’amore e la sicurezza che solo l’abbraccio di una nonna può dare.

Ma voi sapete cos’è in realtà questo oggetto? Ecco un po’ di info e curiosità.

I bottoni netsuke sono piccoli oggetti d’arte giapponese che hanno origine nel periodo Edo (1603-1868). I netsuke non sono propriamente bottoni, ma piuttosto chiusure o fermagli decorativi utilizzati come parte del tradizionale abbigliamento giapponese. Venivano impiegati per fissare piccoli oggetti (come borsette o scatole in legno chiamate inro) al obi, la cintura del kimono, che tradizionalmente non ha tasche.

Caratteristiche principali dei netsuke:

1. Materiali: I netsuke sono realizzati in una varietà di materiali, tra cui:

• Avorio (storicamente molto diffuso, oggi regolamentato).

• Legno intagliato.

• Metallo, ceramica, osso e altri materiali naturali.

2. Decorazioni: Sono spesso finemente scolpiti e decorati, rappresentando soggetti della natura, scene mitologiche, animali, figure umane o motivi astratti. Ogni pezzo è unico e spesso racconta una storia o ha un significato simbolico.

3. Funzionalità: I netsuke erano pratici ma anche decorativi. Il foro presente in ogni netsuke permetteva di far passare il cordino per fissare l’oggetto al kimono.

Tipologie di netsuke:

• Katabori netsuke: Intagli tridimensionali, la forma più comune e riconoscibile.

• Manju netsuke: Piatto e tondeggiante, simile a un bottone.

• Sashi netsuke: Allungato, per una posizione più stabile sull’obi.

• Ryusa netsuke: Con intricati intagli che lasciano passare la luce attraverso.

Netsuke oggi:

Oltre al loro uso tradizionale, i netsuke sono oggi apprezzati come oggetti da collezione e opere d’arte, grazie alla loro bellezza e all’abilità artigianale necessaria per realizzarli. Mentre il loro ruolo pratico è diminuito, continuano a essere un simbolo della cultura e dell’estetica giapponese.

Marius Depréde Pau

I miei ricordi e il mio amuleto

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